Contenuto Principale
Notice
  • There is no category chosen or category doesn't contain any items

Inchiesta-Bertinelli: cosa esce e cosa resta nel fascicolo che chiude l'indagine

Samuele Bertinelli. Nella foto sotto l'ex assessore Tina Nuti Samuele Bertinelli. Nella foto sotto l'ex assessore Tina Nuti

di Marzio Dolfi

PISTOIA - “E' un'indagine che merita riscontro dibattimentale – sottolinea il Procuratore capo Paolo Canessa che ha appena firmato con i suoi Sostituti Fabio Di Vizio e Linda Gambassi il fascicolo di chiusura delle indagini –

E' una inchiesta ampia che ha riscontrato la sussistenza dei fatti addebitati a ciascuno. I testi che abbiamo sentito hanno confermato l'impianto dell'indagine e la sussistenza delle ipotesi di accusa”.

La Procura si prepara insomma a presentarsi di fronte al Gip per chiedere il rinvio a giudizio di alcuni degli imputati in questo complicato procedimento. Al centro di questa inchiesta sono rimasti l'ex sindaco Samuele Bertinelli, l'assessore Tina Nuti ed una serie di funzionari e dirigenti del Comune: Annarita Settesoldi, Lorenzo Paoli, Stefania Fanfani, Stefano Tognozzi, Elisa Spilotros, Nicola Stefanelli, Maria Teresa Carosella.

Nove in tutti, perché nelle pagine degli atti si sono perse le tracce di molti altri che vi erano entrati e che ne escono con una richiesta di archiviazione: il vicesindaco Daniela Belliti, gli assessori Mario Tuci ed Elena Becheri, il capo di gabinetto Simone Ferretti; e ancora Giuliano Palagi, Daria Vitale, Francesco Bragagnuolo. Ma i nomi comparsi nelle pagine del fascicolo di una indagine che va avanti da almeno due anni sono anche altri.

Con gli indagati che escono con una richiesta di archiviazione, esce anche la parte più massiccia delle accuse: se da tempo erano sparite le ipotesi più gravi (quelle della corruzione e del peculato), sembra assumere contorni più sfumati oggi anche quella di abuso di ufficio, nell'ambito di accuse che pur rimangono in piedi. Rispetto alle 5 ipotesi di reato che hanno accompagnato lo svolgersi dell'inchiesta, per la Procura ne rimangono valide solo due: induzione indebita (art. 319 quater) ed abuso di ufficio.

E per Bertinelli e Tuci (ma anche per alcuni funzionari e membri di commissioni di esame) la Procura ha stralciato l'accusa sulla nomina di alcuni dirigenti (Bragagnuolo, Tognozzi, Carosella), per la quale “non è stata individuata la sussistenza di reato a carico di nessuno”. Resta in piedi invece l'impianto accusatorio per quanto riguarda la nomina di Elisa Spilotros (alla direzione del servizio del governo del territorio e dell'edilizia privata) e di Nicola Stefanelli (a dirigente della edilizia pubblica). Tutte vicende sulle quali il sindaco Bertinelli ha detto la sua davanti ai magistrati. Ma ora, con tutto il fascicolo dell'inchiesta depositato, potrebbero esserci integrazioni e nuovi riscontri.

Questa è la prima faccia dell'inchiesta-Bertinelli. La seconda riguarda il rapporto fra i due amministratori ed alcuni dirigenti responsabili degli uffici, sui quali sarebbero stati fatti “tentativi di pressione”; “induzione indebita” è il termine con cui si identifica il capo di imputazione e riguarda il limite oltre il quale un politico non può incidere sulle scelte che sono di responsabilità di un tecnico: la distinzione che la legge sottolinea fra il ruolo del politico e i doveri di un tecnico.

E le pagine del fascicolo raccontano “pressioni al di là del consentito” che Samuele Bertinelli avrebbe fatto fra il 2014 e il 2015: per un contributo (mai erogato) di 7.500 euro per le luminarie in centro; per una concessione per l'utilizzo gratuito della Cattedrale ad una associazione per la “Galleria dell'anima”, iniziativa a scopo benefico; il via libera dato all'utilizzo (in caso di pioggia) dei locali della “Fabbrica delle emozioni” per una iniziativa di quartiere, ma il bel tempo fece sì che non ce ne fosse bisogno; l'autorizzazione contestata per i mercatini di Natale in Galleria Nazionale (che non furono fatti); altro appunto: il via libera di utilizzare conigli vivi nella manifestazione “Pasqualand”; e infine il contenzioso su chi dovesse autorizzare la manifestazione “Percorsi notturni” (del luglio 2014).

Le tracce di un 2014, “annus horribilis” con una esplosione di contenziosi formali, di cui ora Bertinelli potrebbe dover rispondere di fronte ai giudici.

“Si tratta di scelte fatte non al bar, non a cena, né nel retrobottega di qualcuno, ma nell'ufficio del sindaco. Sono tutte decisioni prese con la massima trasparenza” - ebbe a commentare l'ex sindaco nei momenti caldi dell'inchiesta.  

Commenti   

#1 giovanni baldi 2017-11-13 19:11
Si frigge aria su aria. Naturalmente se l'olio strabrucia anche l'aria avrà cattivo odore.....
Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ricerca / Colonna destra

Cerca nel sito

Agenda Pistoia

Magdi Allam presenta il suo libro a Villa Cappugi

PISTOIA - Sabato 25 Novembre, ore 11:00, a Villa Cappugi, Presentazione del…

Si, Possibile e Articolo1 alla ricerca di un unico soggetto politico

PISTOIA - Anche a Pistoia , come in tutto il territorio nazionale, il 25 Novembre sarà…

Infermiere volontarie della Croce Rossa, iniziate le iscrizioni

PISTOIA - Sono iniziate le iscrizioni per nuove infermiere volontarie di Croce Rossa…

La Libreria del Globo festeggia tre anni: apericena e spettacolo

PISTOIA – Venerdì 24 novembre la Libreria del Globo in via Buozzi compie tre anni. E per…

Truffe agli anziani, un incontro dello Spi-Cgil

PISTOIA - Ultima iniziativa contro le truffe agli anziani (e non solo) organizzata dal…

Reportpistoia su Facebook