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A Cireglio la "Cena d'autunno" di Culturidea

CIREGLIO - Mercoledì 18 ottobre al ristorante “La via dell’orto” di Cireglio l’Associazione Culturidea organizza una cena di inizio autunno con un ricco e gustoso menù toscano.

Questo tipo di eventi rientrano nella tradizione di Culturidea che da sempre pone in relazione gli aspetti della ricerca letteraria e musicale con quella di una sottile attenzione alla cultura del cibo e delle sue tradizioni. Gli amici dell’associazione e della Fondazione Luigi Tronci troveranno ad allietarli succolente libagioni come pappa al pomodoro, ribollita, peposo con patate e dolce a base di farina di castagne.

Durante la serata poi non solo alcuni esperti come Alviero Mangiavacca tracceranno un profilo storico geografico delle vivande servite, ma il maestro Luigi Tronci delizierà gli astanti con alcune liriche del poeta toscano Giuseppe Giusti. La scelta di Cireglio per questo evento non è casuale, ma rientra in una precisa scelta di andare a toccare con gli eventi anche le frazioni cittadine.

Toccherà invece al già citato esperto di culinaria tracciare un po’ di storia dei piatti in tavola. Ad esempio, la Ribollita, è un piatto dalle origini molto antiche e simbolo della tradizione gastronomica toscana, con una origine povera e contadina. Secondo gli studi di Alviero Mangiavacca il nome potrebbe attribuirsi all’estro di qualche ristoratore. Infatti, negli annali della cucina era conosciuta come “zuppa toscana di magro dei contadini” e, in questo modo, viene definita anche da Pellegrino Artusi nel suo celebre ricettario.

Fonti manoscritte e di stampa risalenti al Cinquecento, attestano l’esistenza ben codificata di una minestra preparata con alcuni degli ingredienti che caratterizzano la Ribollita: il pane e il cavolo nero. La ricetta è quella di Giovanni Del Turco, compositore di madrigali e cultore di gastronomia presso la corte di Cosimo II de’ Medici. Autore del libro di ricette “Epulario e segreti vari. Trattati di cucina toscana nella Firenze seicentesca”, egli descrive una minestra che – se non fosse per la diversità della lingua – sembrerebbe estratta da un ricettario contemporaneo: “Prendi due o tre cipolle grosse e nettale dalla prima scorza et così intere mettetele in una pignatta d’aqqua che non sia piena affatto, acciò poi vi si possa mettere il cavolo et in quella pignatta metti come si è detto le cipolle, olio et sale e lasciale cuocere bene et una ora avanti a desinare vi metterei a cuocere il cavolo et poi si mandi in tavola con fette di pane sotto.”

Una serata all’insegna del buon cibo e della cultura dunque quella che attende tutti gli amici di Culturidea e Fondazione Tronci in cui a farla da padrone saranno le delizie del palato e della poesia con addirittura alcune voci recitanti note poesie del lirico di Fivizzano Sandro Bondi.

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