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Uniser, il Comune si fa da parte. La maggioranza: "Recesso non significa chiusura"

PISTOIA - Settembre è gia tempo di scelte per la nuova amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Alessandro Tomasi.

Dopo aver gestito l'ordinario e trovato una via d'uscita all'intricata partita della Giostra dell'Orso nei primi mesi di governo, adesso è tempo di scelte che cominciano ad essere decisive. Tra queste il nodo partecipate. È di ieri il punto all'ordine del giorno sul recesso da Uniser, con la delibera approvata dalla maggioranza che stabilisce una fuoriuscita del Comune dalla parteciapta. Il tutto nonostante il parere contrario delle opposizioni, dal Pd ai 5 Stelle, che con sfumature diverse si sono dette contrarie alla decisione presa dalla maggioranza.

Maggioranza che, in una nota firmata dai capigruppo Lorenzo Galligani (Fratelli d'Italia), Iacopo Vespignani (Pistoia Concreta), Cinzia Cerdini (Lega Nord), Iacopo Bojola (Forza Italia – Centristi Per l’Europa) e Paola Calzolari (Amo Pistoia) ha ribadito il concetto.

“Ciò che alcune opposizioni paiono ignorare - si legge nel documento - è che il Decreto Madia impone alle amministrazioni pubbliche di dismettere le partecipazioni, anche di minoranza, direttamente o indirettamente detenute, in società aventi per oggetto attività di produzione di beni o servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali. L’eventuale mantenimento dovrebbe essere motivato analiticamente sul piano della convenienza economica e finanziaria”.

“Appare evidente che il costo, elevatissimo, del mantenimento della partecipazione, sarebbe giuridicamente immotivato e rappresenterebbe un mancato rispetto della normativa nazionale. Da un punto di vista politico. La società consortile, nata nel 2001 con l’auspicio di creare un polo universitario pistoiese che offrisse opportunità modulate sulle necessità dei soggetti privati del territorio e occasioni di alta formazione, attualmente gestisce soltanto i corsi di laurea di primo livello di fisioterapia e scienze infermieristiche ed ha visto progressivamente uscire dalla propria compagine societaria tutti i soci pubblici, in particolare la Provincia di Pistoia e la Camera di Commercio”.

“L'Università degli Studi di Firenze ha già comunicato la volontà di recesso per la propria quota pari al 4,76%. Uno degli scopi primari del progetto UNISER, ovvero creare un punto d’incontro tra gli studenti, le istituzioni del territorio, i corpi intermedi e i soggetti privati può considerarsi tramontato”.

“Una scelta obbligata quella del recesso che tuttavia non determina la chiusura di UNISER, che rimane perfettamente operante sul territorio e che potrà inserirsi eventualmente in futuri nuovi progetti, né significa arretramento del Comune di Pistoia nell'ambito della formazione sul territorio comunale. La vera sfida non è certo mantenere partecipazioni economicamente svantaggiose e poco efficienti, ma esplorare nuove possibilità: guardare avanti”.

 

“Proprio in quest’ottica si inserisce la proposta del sindaco Tomasi, che abbiamo accolto con favore, di chiamare tutta la Città attraverso le associazioni di categoria ed i corpi intermedi, ad una riflessione sul tema, utilizzando anche l’occasione del tavolo di sviluppo economico; perché ogni nuovo progetto sia informato a criteri di efficacia, efficienza e fattibilità”.

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