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La rivincita del V250 Fyra, rifiutato da Belgio e Olanda

Il Fyra V250. Nella foto sotto: la parentesi del convoglio nella stazione di Rotterdam Il Fyra V250. Nella foto sotto: la parentesi del convoglio nella stazione di Rotterdam

di Marzio Dolfi

PISTOIA – L'odissea dei treni ad alta velocità V250 Fyra comincia nel 2013 (ma la storia della commessa risale al 2009).

Allora sui binari tra Amsterdam e Bruxelles le ferrovie olandesi e belghe avevano contestato anomalie in alcuni convogli consegnati, che avevano poi portato a stracciare un contratto con Ansaldo Breda da 400 milioni.

Una perizia, finora rimasta riservata, sembra sottolineare però che le cose non stavano esattamente così. Lo dice in un suo articolo “Ferrovie.info”, blog specializzato in notizie che riguardano appunto treni e ferrovie. Le due amministrazioni delle ferrovie nord europee infatti (che avevano già da un anno in circolazione 9 convogli) avrebbero “puntato il dito contro il progetto italiano ma probabilmente più per rinunciare ad una commessa ritenuta non più utile che per effettivi malfunzionamenti del rotabile”.

“La perizia sulla quale si è basata la rinuncia – scrive ancora “Ferrovie.info” - , risulta che non fosse mai stata resa nota al costruttore, che infatti per entrarne in possesso si era rivolto al giudice. Curiosamente, poi, il report dell'agenzia di consulenza tecnica indipendente Mott MacDonald era stato pubblicato sul quotidiano olandese Telegraf e tale documento non aveva rilevato particolari anomalie nel treno ad alta velocità che l'11 gennaio 2013, sui binari tra Amsterdam e Bruxelles, si era bloccato a causa della neve. Non tali, almeno, da giustificare una reazione così pesante”. Quella che aveva portato all'annullamento del contratto.

“Secondo il report, il Fyra V250 rispettava tutte le specifiche concordate. C’erano - riferiva il Telegraaf - diversi piccoli problemi, ma in 17 mesi l'intera flotta avrebbe potuto essere portata a buone qualità”. Se insomma c'erano problemi con le batterie ed errori di rifinitura, erano “tutti problemi risolvibili”.

Fra l'altro l'azienda di via Ciliegiole, dopo la sfortunata prova, aveva presentato un “nuovo” Fyra dotato di accorgimenti (a cominciare da robuste carenature antineve) in grado di rimediare ai problemi.

Inoltre il treno andato in panne l'11 gennaio 2013 era lanciato a 250 chilometri all'ora in condizioni climatiche che, da manuale e da contratto, consentivano la velocità a 200. Per questo per ben tre volte entrò in funzione il freno automatico e per altrettante il macchinista ridiede potenza.

Non treni da buttare insomma, come la reazione delle ferrovie olandesi e belghe avevano puntato a far credere. Per questo Trenitalia, che ha acquisito i 17 convogli “bocciati” e rispediti al mittente da Belgio e Olanda, secondo - secondo “Ferrovie.info” - ha fatto un buon affare.

I gestori delle ferrovie Nord europee cambiarono probabilmente per strada la loro idea sull'alta velocità (il materiale rotabile che ha sostituto i Fyra V250 dopo la rescissione del contratto tocca infatti una velocità di punta di soli 160 km/h. (contro i 250 km/h. dei convolgi made in Pistoia). Un cambio di filosofia in corsa insomma, piuttosto che l'emergere di pecche e intoppi tecnici.

Ansaldo Breda dovette restituire, dopo le schermaglie legali del 2014, 125 milioni di euro con la riconsegna dei 16 convogli ordinati, che da allora sono “parcheggiati” all'Interporto di Prato, all'Osmannoro e alcuni nello stabilimento Hitachi di Pistoia, in attesa di un nuovo padrone che li rimetta sui binari.

La scelta di Trenitalia fa tornare in pista dunque una falsa Cenerentola della tecnologia italiana. E Finmeccanica (formalmente proprietaria degli elettrotreni dopo la cessione di AnsaldoBreda a Hitachi) risolve una bella gatta da pelare. Il valore di ongni Fyra potrebbe essere stimato attorno ai 7 milioni di euro, con qualche pendenza ancora in corso con i primi acquirenti.

Ora si tratterà di dare qualche ritocco ai convogli e gli Albatros (questo il soprannome dei 250V) saranno pronti per una nuova paletta verde sulle linee nazionali.

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