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Nuova vita per la Biblioteca dei Domenicani, uno spazio ritrovato per la città

La sede della Biblioteca. Nelle foto sotto: un momento della giornata inaugurale e uno scaffale con preziosi manoscritti La sede della Biblioteca. Nelle foto sotto: un momento della giornata inaugurale e uno scaffale con preziosi manoscritti

di Marta Meli

PISTOIA – Dopo due anni di restauro, torna a nuova vita - e in tutto il suo splendore - la biblioteca dei frati Domenicani di Pistoia. 

La riapertura si è svolta ieri pomeriggio in occasione della visita aperta al pubblico nei locali restaurati. Alla presenza del vescovo monsignor Fausto Tardelli, di padre Aldo Tarquini, del sindaco Samuele Bertinelli, della direttrice della biblioteca San Giorgio Maria Stella Rasetti e degli architetti Alessandro Suppressa e Antonella Galli, è seguita la presentazione e l’inaugurazione ufficiale.

“Potrebbe sembrare anacronistico il fatto di riaprire un’altra biblioteca nell’era digitale, ma confido nel fatto che possa ancora salvarci dalla trappola virtuale – ha detto monsignor Fausto Tardelli – perché credo nel suo valore, come credo nella storia dei domenicani che fin dalla metà del 1200 hanno cercato e diffuso conoscenza nello studio e nell’approfondimento delle varie scienze, arti e discipline”.

La storia della biblioteca è strettamente legata alla presenza dei Domenicani a Pistoia, che qui fondarono il loro convento intorno alla metà del XIII secolo. Le prime notizie certe sulla biblioteca risalgono tuttavia al XV secolo e sappiamo che il patrimonio librario si arricchì in modo significativo, con il lascito dei propri libri da parte di fra Giovanni da Pistoia (1493). La biblioteca assunse un importante ruolo di centro culturale aperto alla città. L’incremento della sua consistenza ebbe una brusca interruzione quando il convento di Pistoia fu soppresso dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1783 e la biblioteca trasferita nel convento S. Domenico di Arezzo. Quando i Frati Predicatori rientrarono a Pistoia nel 1928, riacquistarono il convento, così la biblioteca fu ricostruita e notevolmente incrementata. Nell’ottobre del 1943 la biblioteca fu però colpita, insieme a gran parte del convento, dal bombardamento aereo; dei circa 35.000 volumi che ne costituivano il nuovo patrimonio, se ne salvarono solo poche centinaia. Dopo la ricostruzione del convento, nel periodo post bellico, fu ricostituita anche la biblioteca, grazie soprattutto al "Fondo P. Mariano Cordovani". A tale patrimonio si sono aggiunti - oltre ad un cospicuo numero di periodici - acquisizioni e lasciti avvenuti negli ultimi decenni.

“La biblioteca significa condivisione, accoglienza, apertura alla città e non solo – ha detto padre Tarquini – l’eredità del passato, nella complessità del contesto sociale odierno, è preziosa, dunque è necessario mandare un messaggio di speranza, unito a precorsi di umanizzazione, conoscenza, incontro e dialogo tra le comunità plurali”.

I settori di specializzazione del catalogo spaziano dalla teologia, alla storia, alla filosofia, alle scienze sociali, fino alla letteratura e alla storia locale, offrendo un ampio materiale di approfondimento per studenti e ricercatori.

“Se Pistoia è divenuta capitale della cultura è grazie alla sua storia che tra vita civile e religiosa ci restituisce oggi la sua essenza simbolica e spirituale – ha aggiunto il sindaco Samuele Bertinelli - una presenza lunga otto secoli, quella dei Domenicani, che tra monografie quattrocentesche, opere d’arte medievali e architetture più recenti anima ancora oggi questo preziosissimo luogo”.

Le edizioni del XVI secolo sono presenti nel database EDIT16 mentre una consistente parte del fondo antico è catalogata nella Banca dati LAIT (Libri antichi in Toscana, 1501-1885). La ricerca dei libri antichi posseduti non inclusi nei cataloghi digitali è possibile attraverso lo schedario cartaceo presente in Biblioteca. Attualmente, il fondo moderno è in fase di catalogazione, tuttavia quello in possesso è quasi completamente disponibile nel catalogo cartaceo presente in biblioteca ed in quello digitale in corso di aggiornamento che presto sarà consultabile sul sito web della REDOP (Rete Documentaria della provincia di Pistoia). La Biblioteca possiede più di 400 riviste, delle quali 150 risultano attualmente attive. È possibile scaricare l'elenco completo delle riviste in formato pdf aggiornato periodicamente alla pagina web della biblioteca (http://www.nerbini.it/statico/Nerbini.it/volumi/126-Coco-Biblioiteca%20Domenicani.htm).

“La forza delle reti, dell’unione, della cooperazione è l’unica possibile se intendiamo mettere insieme alleanze operose, risorse, menti, idee e opportunità – ha concluso la direttrice della biblioteca San Giorgio - specie se vogliamo far conoscere il prezioso patrimonio aprendosi all’intera città”.

“La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. Aggiungo: infinita” – diceva, immaginandosi in paradiso, lo scrittore argentino Jorge Luis Borges.

La biblioteca dei Domenicani offre servizi come la scansione e la fotocopiatura di gran parte dei documenti consultati, ma non effettua il prestito a domicilio. È già disponibile una rete wi-fi gratuita. L'utente può inoltre ricevere la documentazione richiesta in formato cartaceo (via posta ordinaria) o digitale (via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). Infine, la struttura edificata offre piena accessibilità agli utenti diversamente abili.

Questi gli orari di apertura: lunedì, 9.00-13.00; mercoledì, 9.00-13.00 / 14.00-17.00; venerdì, 9.00-13.00.

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