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Pistoia in Comune, spazio di riflessione sulla città, ma il programma è elettorale

PISTOIA - Una lettera appello alle cittadine e ai cittadini pistoiesi.

E’ questa la modalità che l’associazione: “Pistoia in Comune” ha scelto per aprire un dialogo con la città, per offrire “l’opportunità di un lavoro condiviso e partecipato” per una Pistoia migliore.

L’associazione nasce dall’esperienza del Laboratorio Politico per Pistoia, un gruppo di approfondimento sui problemi e le opportunità del territorio, che si riunisce dalla scorsa estate.

Molto severa l’analisi sull’attuale amministrazione comunale: “Troppo spesso – si legge nella lettera appello- chi detiene il potere di governo si distacca velocemente da coloro che lo hanno eletto, non ne ascolta i suggerimenti e le proposte”.

Pistoia, affermano i firmatari: “è un bene comune che deve essere amministrato in forma libera ed integra, trasparente e partecipata (…) Non abbiamo bisogno di “uomini soli al comando”, né al governo del Paese, né alla guida della nostra città”.

Non si tratta ancora di un programma di governo, che verrà costruito progressivamente, ma i primi punti di contenuto appaiono chiari: uno fra tutti il recupero delle aree dismesse e abbandonate: nel centro cittadino, come nelle periferie. Si legge nell’appello: “le idee e le proposte dei cittadini pistoiesi possono e devono essere il motore di un recupero di molte aree della città e del territorio, alcune artisticamente rilevanti, da troppo tempo vittime dell'incuria e del degrado”.

Gli spunti programmatici sono molteplici: valorizzazione del commercio di prossimità, progressiva eliminazione delle barriere architettoniche, rilancio di una vera raccolta differenziata porta a porta, investimento sulle strutture sportive e sul verde pubblico, promozione di un vivaismo ambientalmente sostenibile, estensione delle infrastrutture essenziali nei territori periferici.

“Dobbiamo sperimentare – scrivono i firmatari - un nuovo progetto di libertà, basato sul dare piuttosto che sul prendere, sul fare piuttosto che sul dire, mettendo fine alla 'politica dell'annuncio', tanto cara all'attuale amministrazione. Molto è da ricostruire per una cultura politica e un programma di alternativa che nascano dal basso”.

Tra i promotori si sono operatori sociali, operai, professionisti, commercianti, impiegati, esponenti dell’associazionismo, oltre al consigliere comunale del gruppo misto Massimiliano Sforzi.

Nelle prossime settimane Pistoia in Comune proporrà a cittadini, associazioni, comitati, soggetti politici, sociali e culturali del territorio, un incontro e un dialogo per una reciproca conoscenza e per la condivisione delle esperienze.

Per definire obiettivi comuni e per far emergere – si legge nella nota - le persone, le capacità e i programmi per un governo radicalmente diverso del Comune di Pistoia.

In allegato il testo integrale della lettera appello alle cittadine e ai cittadini pistoiesi, con un primo nucleo di promotori cui si stanno aggiungendo numerosi cittadini ed esponenti della società civile. 

Per informazioni è possibile rivolgersi all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , e visitare la pagina Facebook: Pistoia in Comune

Questo il testo integrale della lettera.

Care/i cittadine e cittadini, 

ci rivolgiamo a voi per aprire un dialogo, un confronto, un’opportunità d’impegno condiviso per migliorare la nostra città.

Troppo spesso chi detiene il potere di governo si distacca velocemente da coloro che lo hanno eletto, non ne ascolta i suggerimenti e le proposte, stravolge il volto della città, minandone bellezza, territorio, progettualità diffuse.

Troppo spesso le limitate risorse pubbliche vengono sprecate o impegnate in iniziative decise nelle “segrete stanze”, senza le opportune verifiche e senza i dovuti controlli di efficienza e di efficacia per la comunità (si pensi, a titolo di esempio, alle cento famiglie pistoiesi che, recentemente, non sono rientrate nell'esenzione della tassa sui rifiuti, pur avendone diritto).

Troppo spesso le cittadine e i cittadini vengono espropriati dei propri diritti e della possibilità di incidere nei processi decisionali che li riguardano.

Tutto ciò è avvenuto e avviene anche a Pistoia: la nostra città, il luogo dove viviamo e che amiamo.

Un luogo in cui le politiche sul bilancio comunale vanno radicalmente modificate non solo nel merito, ma anche nel metodo.

Consideriamo fallita, infatti, l’esperienza di “super” esperti esterni e isolati, senza legami con il territorio, di presunta stretta osservanza del sindaco.

Sulle risorse municipali vogliamo aprire una sfida di condivisione e trasparenza, sull’esempio delle migliori esperienze municipali: italiane, europee e internazionali.

Pistoia è una città che vogliamo preservare, valorizzare, migliorare, per tutti noi e per le prossime generazioni, liberandola dall'inerzia di cui è prigioniera da decenni.

Vogliamo andare al di là di una narrazione di comodo, molto autoreferenziale, reiteratamente proposta dall’attuale Amministrazione comunale e dall' assetto di potere cittadino.

Pistoia: un bene comune

Pistoia, la nostra città, è un bene comune che deve essere amministrato in forma libera e integra, trasparente e realmente partecipata.

La nostra città può rappresentare, e con alcune esperienze da tempo già in atto rappresenta, un luogo di sperimentazione e innovazione per valorizzare e sviluppare le capacità individuali e i rapporti interpersonali nella ricerca di obiettivi condivisi e socialmente proficui. Tutto ciò avviene nonostante il distacco e il disinteresse delle istituzioni e di gran parte della classe politica

Una capacità di innovazione che può essere chiave di volta per trasformare anche le modalità di “governo” .

Un tale processo non si improvvisa, ma può realizzarsi solo attraverso un lavoro paziente che metta in connessione cittadini, corpi intermedi, minoranze e maggioranze, periferie e centri, eccellenze e marginalità, siano esse umane, sociali, culturali, finanziarie.

Non abbiamo bisogno di “uomini soli al comando”, né al governo del Paese, né alla guida della nostra città. Non uomini “isola”, ma comunità arcipelago.

Per trasformare rabbia, scontento, indifferenza, percezione d’impotenza, ampiamente diffusi, occorre rimettere in moto processi di partecipazione e progettazione condivisa.

E’ necessario fronteggiare con ogni strumento disponibile, anche in ambito locale, le difficoltà oggi drammaticamente presenti nella società, per venire incontro ai problemi dei giovani, delle donne, delle coppie e delle famiglie, delle persone sole, degli anziani, degli ammalati, dei disabili, degli emarginati (per ragioni fisiche, sociali e/o culturali).

E’ importante rendere più agevole l'avvio di un'attività lavorativa, aiutando coloro che un lavoro lo hanno perduto o che lo cercano per la prima volta, incentivando e dando credito a coloro che hanno idee innovative e utili per loro stessi e per la comunità.

Le idee e le proposte delle cittadine e dei cittadini pistoiesi possono e devono essere il motore prevalente di un necessario recupero di molte aree della nostra città e del territorio da troppo tempo vittime dell'incuria e del degrado. Vogliamo partire dalle “Terre di nessuno e dintorni”: dai “vuoti” urbani e rurali, dagli opifici e dalle aree commerciali dismesse, dai complessi “storici” e architettonici, da molti anni sprangati, utilizzati impropriamente o seguendo pratiche clientelari, preclusi alla visita dei pistoiesi e dei turisti. Sono realtà ampiamente diffuse e costituiscono elementi di debolezza e di fragilità per la città di Pistoia e per il territorio.

Una nuova cultura e una nuova economia

Una modalità per riappropriarsi della città da parte di tutti è proprio il lavoro paziente da realizzare sull’arte, la storia, la cultura, le tradizioni di Pistoia.

Dobbiamo migliorare ciò che c’è già e dare voce e vita a ciò che purtroppo manca o non è visibile a causa dell’incuria e della mancanza di consapevolezza.

Conoscere la storia e i tesori, spesso nascosti, di Pistoia, è la precondizione per aprirsi al turismo e per investire consapevolmente sull’arte, non cercando un “guadagno immediato”, ma riconoscendole valore e capacità di promuovere senso di appartenenza.

La crisi, oltre che economica e sociale, è indubbiamente antropologica: per questo non necessita di mistificatorie politiche “vetrina”, figlie di una non cultura dell’evento, o di dirigismi semplificanti ed effimeri, ma di un radicale mutamento dell'immaginario che metta al centro trasparenza e partecipazione, realtà e concretezza.

Per uscire dalla crisi occorre ribaltare i paradigmi economici che l’hanno creata.

Occorre meno finanza e più solidarietà, meno mercato e più dono, meno competizione e più cooperazione, meno mercato e più dono Anche le comunità e le amministrazioni locali possono fare molto, valorizzando e promuovendo i gruppi di acquisto solidale (Gas) che sostengono i piccoli produttori agricoli locali nell’ottica del rispetto dell’ambiente, della promozione di un’educazione alimentare condivisa e della valorizzazione di una filiera corta, il più possibile a chilometri zero.

Un passo può essere rappresentato dall’adozione di una “denominazione comunale di origine” per tutelare e rendere riconoscibili i prodotti locali e la promozione di spazi municipali permanenti per il passaggio diretto “produttore - consumatore”.

Un laboratorio per una Pistoia liberata

Vogliamo provare a sperimentare, nella nostra città, un nuovo progetto, molto concreto, di libertà.

Una libertà basata sul dare piuttosto che sul prendere, sul fare piuttosto che sul dire, mettendo fine alla “politica dell'annuncio” tanto cara e praticata dall'attuale amministrazione prodiga di parole e priva di fatti utili alla città.

Molto è da ricostruire: in primis una cultura politica e un programma di alternativa che nascano dal basso e dall'idea che serve più profondità, non più velocità.

Occorre rilanciare un nuovo concetto di comunità: non come chiusura dentro se stessi, in una pluridecennale routine, ma con un approccio che sia in coerente con l’origine di questa parola: “cum munus” (luogo di doni scambievoli).

Da molti mesi ci confrontiamo su temi concreti per un'azione sostenibile che renda migliore la nostra città.

Lo facciamo attraverso un laboratorio politico, nato da una scommessa condivisa e che si è avvalso dell’apporto di cittadine e cittadini pistoiesi con formazione, esperienze e competenze differenti, unitamente a chi, ogni giorno, agisce con lo stesso obiettivo in consiglio comunale e nell’ascolto paziente e aperto delle necessità delle persone.

Per questo proponiamo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, alle associazioni, ai comitati e ai soggetti politici, sociali e culturali del territorio pistoiese, un incontro e un dialogo per una reciproca conoscenza e per la condivisione delle esperienze di ciascuno e di tutti, per definire congiuntamente obiettivi comuni e per far emergere persone, capacità e programmi per il governo del Comune di Pistoia.

Affermiamo la necessità di un’amministrazione sobria, efficiente e di servizio, aperta al contributo indipendente del volontariato individuale e associato, che fornisca soluzioni ai problemi del centro e delle periferie, dell’emergenza abitativa e della mobilità, alimenti un nuovo concetto comunitario e non repressivo di sicurezza, sostenga le famiglie, le persone sole, i migranti, chi è in difficoltà. Governare la complessità del territorio

Governare la complessità del territorio

E’ necessario promuovere un'amministrazione che riesca a recepire, in modo coordinato, le esigenze delle realtà locali.

Con i suoi 236 kmq, Pistoia è fra i più estesi comuni d'Italia ed è indispensabile che tutti i cittadini siano inclusi nel processo di miglioramento della qualità della vita e dell'intero territorio, dalla piana alla montagna.

Si rende quindi necessaria l'istituzione di un modello partecipativo, diffuso e aperto, che possa raccogliere tutte le necessità e le proposte dei cittadini e rendere più mirato, incisivo ed efficace l'operato della nuova amministrazione.

Un elemento dirimente è il cronico ritardo nella predisposizione della raccolta differenziata porta a porta.

Pistoia è indietro anni luce anche rispetto a molti comuni limitrofi: una promessa platealmente non mantenuta dall’Amministrazione uscente.

Vogliamo costruire un’amministrazione che sappia fare sintesi non arbitraria nella complessità: rapportandosi a un territorio variegato, esteso da Bottegone a Orsigna, che necessita di più diffusi punti di riferimento, anche istituzionali, senza incidere sui “costi della politica”.

Molte infrastrutture essenziali sono deficitarie, in particolare nei territori periferici del Comune: pensiamo, solo per fare alcuni esempi, all’acquedotto, agli impianti fognari e a quelli del gas naturale.

Vogliamo favorire un governo della città che includa chi è al margine, senza cancellarlo, assicuri attenzione e risposte alle persone con disabilità, realizzi, pur nei limiti delle proprie competenze, politiche attive per l’occupazione e di contrasto alla povertà, sostenga i giovani, la loro formazione, la loro voglia di sperimentare nuove esperienze, anche imprenditoriali.

Un governo della città che tuteli la salute tramite la prevenzione, consideri la protezione dell'ambiente e delle persone dagli effetti dell'inquinamento, nel quadro dei cambiamenti climatici in corso.

Un’amministrazione che, infine, si impegni davvero per la ripubblicizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua.

Temi concreti per una città migliore

Un primo tema fondamentale è costituito dal vivaismo.

Si tratta di un’attività fondante l’identità del territorio pistoiese che deve essere considerata patrimonio di tutte e di tutti.

Per un vivaismo declinato al futuro è necessario un investimento tangibile in innovazione tecnologica, responsabilità sociale territoriale e ambientale, trasparenza e sostenibilità, in tutta la filiera produttiva.

Il commercio è da sempre “anima” delle città.

Pistoia ha bisogno di una “sburocratizzazione intelligente”, di un’azione rispettosa dei luoghi, delle persone e del decoro, ma non inutilmente e formalmente vessatoria.

A fronte della chiusura al traffico del centro storico è fondamentale costruire un migliore sistema di parcheggi integrati, in piena collaborazione con tutte le associazioni rappresentative dei commercianti e dei residenti, senza discriminazioni. E’ importante dare ascolto ai piccoli negozi di vicinato e non solo alla grande distribuzione, bisogna investire nella valorizzazione e promozione delle attività artigiane, fortemente in difficoltà.

Anche il lavoro nel commercio deve essere valorizzato, attraverso corsi di formazione e qualificazione.

Il trasporto pubblico e i collegamenti con le periferie vanno potenziati, così come tutta la segnaletica: non ci si può fermare alla sola Piazza della Sala.

Le iniziative congiunte di commercianti e amministrazione comunale, rivolte a cittadini e turisti vanno, infine, meglio progettate, promosse e pubblicizzate.

Non possiamo tacere sullo stato del nuovo ospedale San Jacopo e sulla gravissima situazione di sovraffollamento e mancata funzionalità in cui versa, in particolare, il reparto del pronto soccorso. Nel nuovo ospedale, figlio della finanza di progetto malamente pensata a livello regionale, numerosi sono i disagi. Solo un esempio: paradossalmente difficile il parcheggio per i dipendenti, esose le tariffe estorte a cittadini che si trovano in stato di necessità.

Pistoia deve ritrovare la sua storica capacità d’innovazione e sperimentazione rispetto alle politiche per l’infanzia, l’adolescenza, i giovani in generale.

Pensiamo ad una città in cui continuino e si potenzino le occasioni educative di elevata qualità, ma in cui sia posta una maggiore attenzione alle esigenze di una famiglia sempre più complessa e mutevole, costretta a ricorrere sovente a servizi privati per conciliare i tempi di lavoro e di cura dei bambini piccoli.

Pensiamo a un servizio di mensa scolastica attraverso cui fornire, anche in base alle nuove linee guida ministeriali, prodotti biologici e a km zero, nel rispetto della salute dei ragazzi, delle diverse scelte alimentari e dell'ambiente.

Pensiamo, inoltre, alla necessità di realizzare luoghi di aggregazione, di sperimentazione, laboratori per bambini e adolescenti, nonché nuovi servizi come quello di una ludoteca comunale di cui la nostra città è priva, pur in presenza di lodevoli e innovative iniziative private.

Deve essere data una risposta alle richieste, sempre più pressanti, dei giovani del territorio i quali devono poter usufruire di spazi di aggregazione autogestiti, dove ritrovarsi, suonare, ballare, organizzare mostre ed eventi, avvicinarsi alle attività artistiche.

Riscontriamo un'Amministrazione sorda a queste esigenze e che, anzi, ha preferito rimuovere il problema, così da non affrontarlo.

I giovani pistoiesi devono poter esprimere la loro creatività in contesti adeguati, in sicurezza e tranquillità.

Dobbiamo investire in parchi e giardini pubblici puliti e tutelati come bene di tutti, in cui sia possibile far giocare in totale sicurezza bambini e bambine, che diventino un luogo d’incontro e conoscenza reciproca. Una tutela che deve giungere dalla consapevolezza dei cittadini del valore di questi luoghi, dal sentirsi orgogliosi di contribuire con atteggiamenti virtuosi alla protezione di un bene comune prezioso per la nostra città.

Un’ulteriore questione, molto importante, è legata alla messa in sicurezza, fruibilità e decoro degli impianti sportivi cittadini.

Troppo spesso abbiamo assistito, in questi anni, a bandi non calibrati su servizi e funzioni da svolgere e a un negativo rapporto tra amministrazione comunale e società sportive. Lo stato delle palestre, delle piscine, della pista di pattinaggio, degli impianti in genere, ne è una triste dimostrazione.

Desideriamo pertanto agire per ritrovare il sentimento di comunità solidale attraverso il rispetto del bene comune e la cura per la memoria storica, artistica e sociale dei luoghi, per proteggere il suolo e l’acqua, per salvaguardare le aree agricole, il verde e i parchi, i luoghi e le infrastrutture pubbliche in cui praticare le attività sportive e culturali. Vogliamo ripristinare l’armonia del paesaggio urbano, per ridurre ogni tipo di emissione inquinante, nell’ottica della costruzione condivisa e responsabile di un futuro sostenibile.

Oltre i partiti, per la Pistoia del 2022

Non siamo contro i partiti, alcuni di noi hanno impiegato passione ed energie dentro di essi. Non crediamo nella disintermediazione estrema che elimina i corpi intermedi e gli strumenti di rappresentanza: prendiamo semplicemente atto del progressivo svuotamento degli spazi della politica locale (e non solo) da parte dei partiti, del restringimento inesorabile degli spazi decisionali, del perdurare di una ormai cronica mancanza di trasparenza e di reale radicamento nel territorio.

Vogliamo rilanciare Pistoia e la sua etica del lavoro, nella nuova dimensione che si verrà a presentare da qui al 2022, quale città aperta, generosa, all'avanguardia nelle attività sociali, culturali, imprenditoriali, di relazione e di comunità.

E’ una sfida appassionante che non può prescindere dalla competizione elettorale, ma che significa molto di più: un impegno permanente per trasformare la rabbia in speranza, la sordità in ascolto, la frustrazione in progetto, la solitudine in dono per la comunità.

Non si tratta di un libro dei sogni: si tratta di un processo da costruire.

Vi proponiamo di lavorare insieme, mettendo a disposizione tempo e competenze, con umiltà, ma con la fiducia di poter dare, ognuno per il proprio frammento, un contributo decisivo per una Pistoia “liberata” e aperta, inclusiva e progettuale, sostenibile e sorprendente.

Sappiamo che il lavoro da fare non è semplice: occorre passare, anche nei percorsi partecipativi, dal virtuale al reale, imparare a vivere la partecipazione e non solo a proclamarla, sperimentarne metodi e strumenti.

Per questo è opportuno rompere gli indugi e iniziare un cammino, con convinzione e determinazione, con la certezza che sia possibile una “Pistoia migliore in comune”. Siamo consapevoli che, come scriveva Ernst Bloch nel suo testo “Il principio Speranza”: “Dove non è possibile fare nulla di nuovo, non è possibile nulla, la vita si ferma.”

Promotori/Promotrici

Diana Calvani, Gessyca Capecchi, Marco Cortesi, Piero Giovannelli, Francesco Lauria, Giuliana Martelli, Michele Parronchi, Luca Pecchioli, Sabrina Pieroni, Daniele Rovai, Massimiliano Sforzi, Serena Visco, Misha Vivarelli

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