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Pistoia Capitale della Cultura: il programma di una città che guarda al futuro

Il sindaco Samuele Bertinelli prensenta l'anno di Pistoia Capitale. Nelle foto sotto: altri momenti della serata a Palazzo di Giano Il sindaco Samuele Bertinelli prensenta l'anno di Pistoia Capitale. Nelle foto sotto: altri momenti della serata a Palazzo di Giano Foto di Stefano Di Cecio

di Andrea Capecchi

PISTOIA – Una città che guarda con fiducia e consapevolezza alle sfide del futuro, attraverso la riscoperta del proprio passato e dei suoi illustri personaggi.

Una città che si apre al mondo, valorizzando il proprio patrimonio culturale, artistico e architettonico, e affermando la cultura come valore fondante della democrazia, della libertà e dell'identità europea.

Dopo l'anticipazione fiorentina all'interno della prestigiosa cornice di Palazzo Strozzi, i promotori del progetto di Pistoia Capitale italiana della Cultura hanno ufficialmente presentato in città, in una gremitissima Sala Maggiore, gli obiettivi e i punti cardine del programma di iniziative che segneranno l'anno venturo, un anno particolare per Pistoia e la sua comunità. A condurre la presentazione il sindaco Samuele Bertinelli, che fin dall'inizio ha voluto sottolineare il “lavoro sinergico e corale che ha costruito e realizzato il progetto di Pistoia Capitale della Cultura 2017”. In tale ottica la vittoria è da considerarsi “un riconoscimento non per l'amministrazione nè per una parte elitaria della città, ma per tutti i cittadini pistoiesi, a cui va il merito di impegnarsi ogni giorno per rendere la città più visibile, attraente e a misura d'uomo. Il 2017 dovrà essere un ponte per il futuro, una conquista da sfruttare al meglio per mettere le solide basi della Pistoia dei prossimi anni e per costruire insieme una città più aperta, accogliente e orgogliosa”.

Bertinelli non manca di elogiare l'attivismo delle associazioni del territorio e i molti contributi e proposte che il Comune e gli organizzatori hanno ricevuto per l'inserimento nel programma di Pistoia Capitale. “Le migliaia di iniziative che sono già state messe in programma o sono ancora in fase di progettazione regaleranno alla città un anno denso e fitto di appuntamenti, eventi, incontri e attività di vario genere. Ma tale ricchezza non dovrà essere fine a se stessa, servire cioè a ottenere una visibilità temporanea e un momentaneo ritorno economico e di immagine: non è questo l'obiettivo che il progetto di Pistoia Capitale si prefigge. Piuttosto, sarà fondamentale approfittare di questa occasione imperdibile e straordinaria per mettere in cantiere azioni di lungo termine, che non mirino all'immediato ma ad andare oltre e superare il limite temorale del 2017. Per questo abbiamo già avviato convenzioni con enti culturali e musei nazionali e internazionali, concorsi di idee aperti alla cittadinanza e all'associazionismo pistoiese, richieste per ottenere fondi europei per le politiche culturali, progetti per la riqualificazione di spazi pubblici e la restituzione degli stessi ai cittadini”.

Un ruolo determinante all'interno dell'organizzazione e del programma di Pistoia Capitale sarà giocato dalla Fondazione Caript, che metterà in campo le proprie risorse e la propria esperienza pluriennale in ambito culturale per assicurare la buona riuscita di numerosi eventi. Come ricordato dal presidente Luca Iozzelli, “già da molti anni la Fondazione si impegna a promuovere la cultura tra i pistoiesi attraverso numerosi patrocini e finanziamenti che interessano l'arte, la musica, il teatro, le rassegne e i festival di richiamo nazionale come Leggere la Città o Dialoghi sull'Uomo. Per il 2017, oltre ai soliti eventi, la Fondazione promuoverà con un sostanzioso impegno economico alcuni appuntamenti speciali che vedranno la luce nei prossimi mesi, come, ad esempio, la mostra monografica su Marino Marini e quella su Ippolito Desideri a Palazzo Fabroni”.

Anche la Chiesa pistoiese, come ricordato dal vescovo Fausto Tardelli, non si tirerà indietro e farà la sua parte, cercando di unire cultura e solidarietà. Un modo per partecipare al clima culturale della città, “favorendo le aperture straordinarie di chiese, monasteri e archivi ecclesiastici, e organizzando laboratori e visite guidate alla scoperta del ricco patrimonio d'arte sacra di Pistoia”; ma anche un modo per rinnovare l'attenzione al sociale e ai problemi di vita quotidiana di molti cittadini, sfruttando la cultura come mezzo di aiuto e inclusione. 

La sintesi forse più efficace dello “spirito” di una Pistoia che si avvia a intraprendere un percorso per certi versi nuovo e sconosciuto, ma per questo ancora più affascinante, è stata espressa da Alessio Colomeiciuc, presidente della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia. “Stasera finiscono le esercitazioni e le prove e inizia questa straordinaria avventura per la città e i pistoiesi. Si muovono i primi passi di questo cammino che accompagnerà Pistoia nel futuro, oltre la dimensione provinciale e la spesso lamentata chiusura della città verso l'esterno, attraverso lo strumento indispensabile della cultura. Pistoia ha enormi potenzialità a livello culturale: e su questo aspetto tutta la comunità dovrà cercare di convergere con unità d'intenti in vista di un traguardo comune”.

Pistoia si mostra pronta a raccogliere la sfida: da oggi inzia la parte più difficile e impegnativa.

 

 

 

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