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Verde: la ricetta di Mati per rilanciare il vivaismo

Francesco Mati Francesco Mati

PISTOIA - “Per rilanciare il settore del florovivaismo e far emergere l’economia sommersa del settore occorre defiscalizzare il verde privato”.

Lo ha chiesto con forza il presidente della Federazione Nazionale di Prodotto del Florovivaismo di Confagricoltura e presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Mati che ha ricordato come, con la crisi dell’edilizia, siano crollate vertiginosamente, in alcuni casi sfiorando il 40%, le commesse per la realizzazione di aree verdi private.

“Sollecitiamo con forza a Governo e Parlamento di prevedere una norma in tal senso nella Legge di Bilancio – ha detto Mati – occorre porre le aziende nelle condizioni di non perdere ulteriormente fatturato, di poter ancora pagare gli stipendi a 150 mila dipendenti e consentire all’indotto di continuare ad operare”.

“Le piante – ha proseguito il rappresentante dei florovivaisti di Confagricoltura - hanno una straordinaria funzione di assorbire gli agenti inquinanti come lo smog e le PM10 che ogni anno sono responsabili di almeno 800 morti, solo per la città di Milano. Incrementare le aree verdi significa quindi avere città meno inquinate, più vivibili e anche migliori dal punto di vista estetico. E di tutto ciò ci guadagna per prima la nostra salute”.

"Il vivaismo pistoiese e toscano, attore primario in Europa, vede in queste manovre una grande opportunità per far ripartire il mercato interno che solo a Pistoia vede impegnate oltre 1.300 aziende il cui fatturato, di circa 500 milioni di euro, rappresenta in Toscana un terzo della PLV (Produzione Lorda Vendibile) agricola. Pistoia occupa da sola circa 6 mila addetti ai lavori che raggiungono circa le 10 mila unità, se aggiungiamo l'indotto.

Quindi sul lavoro sommerso: “Spesso i vivaisti si trovano a dover lottare contro i mulini a vento davanti a ‘colleghi abusivi’ che si insinuano nel mercato senza rispettare le regole più basilari come i dipendenti in regola, il rispetto della legge 81 sulla sicurezza in ambienti di lavoro ma anche, e non ultimo, senza alcuna conoscenza delle piante e di come vanno curate e potate. A subire i danni maggiori da questa situazione sono le aziende florovivaistiche che, invece, lavorano con professionalità e nel rispetto delle leggi”.

“Apprezziamo - conclude Mati - e ringraziamo per l'impegno e la serietà dimostrata dagli onorevoli Edoardo Fanucci e Caterina Bini nell'aiutarci a perseguire i nostri obiettivi”.

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