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Pistoia Abetone: "La corsa : non solo gambe"

Ignazio Antonacci Ignazio Antonacci

prof. Ignazio Antonacci 

La consapevolezza del fatto che la CORSA "non è solo gambe" l'ho acquisita già dalle prime volte che mi sono avvicinato al mondo della Maratona, e giorno dopo giorno, gara dopo gara, mi accorgo che il "fattore mentale" è fondamentale per portare al termine una gara, soprattutto quando si parla di Maratona e Ultramaratona.

Più la distanza si allunga, più la gara è impegnativa, e più sarà fondamentale acquisire una certa "forza mentale". Quest'articolo nasce dopo aver trascorso 2 giorni alla Pistoia Abetone, Ultramaratona di 50km in salita tenutasi. Ho avuto modo di rinforzare la mia consapevolezza sulla "mente come mezzo molto più potente del corpo" prendendo parte al convegno organizzato da Fulvio Massini, con la partecipazione di Marco Marchei (Direttore Runners World), Giampaolo Perna (autore del libro "Psicofitness" - Sperling & Kupfer Editori) e la campionessa di ultramaratona Paola Sanna. Si sono sviscerati temi a me molto cari e famigliari. La "forza della mente", "la calma mentale" durante situazioni difficili, le "tecniche meditative orientali " come rigenerazione della nostra mente, e cambiamento del modo di pensare e di vivere gli eventi. Ormai nel campo della "metodologia dell'allenamento" molto si è detto, tante metodiche si sono sviscerate, chi più chi meno, hanno dato un contribuito alle conoscenze attuali sull'aspetto condizionale della macchina umana. C'è un aspetto alquanto vasto e ignoto di cui molti si interessano, ma ancora pochi arrivano a capirne, e soprattutto a sfruttarne il massimo potenziale possibile: "la MENTE". La mente, così bella e complessa, così rigenerante e deprimente, così potente e debole, così controllabile e incontrollabile. Secondo Osho, autore di molti libri sul potere e controllo della mente, in un suo libro "oltre le frontiere della mente" dice che "la mente è il problema". Non solo nella vita privata, nella quotidianità, ma soprattutto nei momenti di disagio, di stress, di difficoltà, come può essere una Maratona, o Ultramaratona, la mente fa la differenza. Allora tutto sta ad entrare il quello stato meditativo che i buddista chiamano "non - mente… non - pensiero", cioè fare in modo che nessun pensiero negativo possa entrare nella nostre mente, o meglio possa fermarsi nella nostra mente ed offuscare la nostra lucidità psicofisica. Quante volte ci siamo allenati con gli amici, e abbiamo svolto gli stessi allenamenti e raggiunto la stessa condizione fisica prima di una gara, e al momento della gara i compagni hanno ottenuto i propri risultati e noi ci siamo accontentati o non siamo arrivati al traguardo (?). Molte volte la mente fa la differenza tra l'arrivare al traguardo e il non arrivare al traguardo. Dopo aver terminato il mio allenamento di 30km in salita alla Pistoia Abetone, ho accompagnato in macchina altri amici per fornire di acqua e cura altri podisti che correvano verso l'Abetone. Ho riflettuto sul fatto che quando ci fermavamo per rifornire di acqua il nostro compagno arrivava camminando, con il volto tirato, un po' "scarico", poi nel momento in cui gli davamo acqua, e lo incoraggiavamo ripartiva a correre con molta più energia (ma non fisica) ma mentale. Cosa pensate sia cambiato nel suo organismo in quei minuti? Nulla, assolutamente nulla, se non un "non pensare" per un attimo a quello che stava facendo e rigenerarsi mentalmente, e non fisicamente visto che integrava solo con acqua. Questa situazione si è ripetuta fino a pochi chilometri dal traguardo, il fatto che fosse solo ad affrontare le salite e non avesse nessun elemento di "distrazione" lo condizionava dal punto di vista energetico. Può darsi che si concentrava troppo sulle sue sensazione, su quello che provava, a tal punto che la mente bloccava il suo corpo. Ci sono delle tecniche che ci permettono di affrontare al meglio ogni situazione di disagio. Nessuno può esimersi dalla fatica di una Maratona o Ultramaratona, ma può cambiare il suo approccio mentale sul "come affrontarla". La scienza umana ormai ci ha dato le strategie per sfruttare al meglio il nostro potenziale, la PNL (programmazione neurolinguistica), la Psico neuro endocrino immunologia (PNEI) , Training autogeno, Tecniche di meditazione, Visualizzazione, Pensiero Positivo, lo yoga. Sono tutte strategie che fanno la differenze in una gara o allenamento impegnativo. La PNL mette in risalto il fatto che si possono cambiare i nostri schemi mentali con alcune tecniche di Ancoraggio, Associazione, Dissociazione, Visualizzazione e Immaginazione. 

Secondo la PNL si può affrontare meglio un gara :

  • "Preparandosi mentalmente". Sally Gunnel definisce questo processo "emettere vibrazioni positive e sopprimere quelle negative". L'atleta nella fase del riscaldamento mentale fa anche uso di affermazioni positive, di immagini positive che hanno caratterizzato altre gare, altri eventi già vissuti. In questa fase l'atleta utilizza la Visualizzazione non fa altro che pre-vivere (sensazioni, emozioni…) la gara già mentalmente, e ripetere mentalmente il processo diverse volte finché non si fissa nella mente una immagine e obiettivo positivo della gara.

  • "Caricarsi psicologicamente", trovare la giusta attivazione mentale, per evitare di essere scarichi, o eccessivamente carichi da condurci a consumare tante energie già prima di partire;

  • "Sviluppare pensieri positivi", è importante dichiarare positivamente l'obiettivo che si vuole raggiungere in una gara, non utilizzare mai negazione nell'esprimere l'obiettivo;

  • "Preparare strategie efficaci", sia dal punto di vista fisico (preparazione atletica) e sia dal punto di vista mentale (training mentale);

  • "Sviluppare la sicurezza in se stessi", è inutile o quasi, allenarsi in maniera adeguata dal punto di vista atletico, e non avere fiducia e consapevolezza delle proprie potenzialità, prima dobbiamo conoscere noi stessi, e poi dobbiamo allenarci per raggiungere obiettivi alla nostra portata; sono gli obiettivi raggiunti che ci danno sicurezza in noi stessi, ecco perché ogni prima avventura è meglio prefiggersi l'obiettivo di arrivare al traguardo senza "lo stress del cronometro";

  • "Costruire e migliorare", è importante capire ogni volta che abbiamo o non abbiamo raggiunto un obiettivo, dove abbiamo fatto bene, e dove dobbiamo migliorare, la critica costruttiva su quello che facciamo serve per migliorarsi. 

    Un fattore che limita molto la gara è "l'ansia pre-gara". Parlando amichevolmente con Giampaolo Perna, autore del libro "Psicofitness" (www.psicofitness.it), ho potuto ulteriormente avere conferme sull'importanza delle tecniche di meditazione buddiste, dello svolgimento di attività come lo Yoga. Tutte si basano su un concetto fondamentale: "padroneggiare la nostra mente mediante la consapevolezza e controllo del nostro respiro". Quante volte ci è capitato prima di una gara di avere il respiro in affanno, il cuore "in gola", di essere tesi in ogni dove? Se riuscissimo ad abbinare agli allenamenti atletici anche delle sedute di meditazione, o di rilassamento, come può essere lo Yoga, la nostra predisposizione alle gare cambierebbe in meglio. Scientificamente è stato provato che il controllo del respiro mediante la meditazione conduce il nostro organismo a cambiare alcuni aspetti fisiologici importanti, come rallentamento del battito cardiaco, rallentamento degli atti respiratorio, miglior umore, maggior energie a disposizione, minor produzione delle catecolammine (adrenalina, noradrenalina) il che porta a minor spreco di energie mentali (glucosio). E capite benissimo come sia importante conservare energie per una gara di Maratona e Ultramaratona che durano diverse ore, e dove l'impegno arriva ai limiti delle nostre possibilità. Senza prendere in considerazione tutte le tecniche mentali utili per il podista, e non solo, si può affermare che oltre ad allenarci dal punto di vista atletico, chi più chi meno, si avrà bisogno di "allenare la nostra mente" se vogliamo ottenere obiettivi sempre più ambiziosi. Ci sarà qualcuno che gli piacerà praticare lo Yoga, chi il Training Autogeno, chi imparerà a stare seduto e rilassato a concentrarsi sul proprio respiro. Insomma ce ne per tutti, l'importante è capire che "mente e corpo" sono due entità che viaggiano sulla stessa strada, due facce della stessa medaglia, ma sono convinto che la "mente è più potente del corpo". Un corpo non allenato al top potrebbe mediante le risorse mentali arrivare al traguardo, un corpo allenato potrebbe non arrivare al traguardo se la "mente è debole e vulnerabile". Come si è sempre detto : 

    "mente sana …corpo sano" 

    Auguro a tutti buona corsa, e non correte solo con le gambe… 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Running Program
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