Contenuto Principale

Negli anni 2000, debutta Monica Carlin e firma il record femminile

di Cristiano Rabuzzi

PISTOIA - 2003. Il campione mondiale della 100 chilometri Mario Fattore parte favorito ed è lui il faro della corsa. La pensa così il romano Giorgio Calcaterra che gli si incolla e viaggia in coppia per tutto il giorno: mai un crollo, mai un cedimento. Per la prima volta la Pistoia – Abetone si decide allo sprint e l’abruzzese Fattore, meno veloce, deve soccombere (tempo per entrambi 3.43’01”). Terzo è l’indistruttibile Simi, mentre il marocchino Laraichi va in crisi verso la diga della Lima e si ritira. Monica Casiraghi fa segnare il miglior tempo italiano fino ad allora (4.15’14”), mettendo in fila la brianzola Barbara Galimberti e l’umbra Deborah Bruni.

 

2004. Calcaterra si ripete, beffa Ardemagni in un’edizione dai tempi eccellenti (3.30’20”-3.31’07”) e lottata sul filo dei secondi. Terzo è l’altro laziale D’Innocenti, quarto Fattore. La Casiraghi arriva a quota 3 vittorie, Navacchia (2) e la bolognese Monari completano il podio. È l’anno del record di classificati ad Abetone (619).

2005. Sulla Pistoia-Abetone piomba come uragano Roberto Barbi. L’atleta di Fornoli riesce nell’impresa in cui i migliori specialisti europei hanno fallito e demolisce il fantascientifico record di Pozzi (3.20’45”). Una cavalcata sensazionale che lascia le briciole agli avversari. D’Innocenti è secondo ad oltre 15 minuti, Calcaterra becca oltre 26 minuti: un abisso. Drammatica la gara femminile, con successo quasi in volata di Monica Casiraghi ed arrivo “alla Dorando Pietri” della trentina Monica Carlin, all’esordio ma subito grande protagonista. Terza è la bergamasca Paola Sanna. Una giornata storica, nella prima edizione corsa senza Artidoro Berti,scomparso a 85 anni il 9 gennaio di quell’anno.

2006. La presenza di Roberto Barbi spaventa quasi tutti i migliori specialisti che danno forfait, ma la Pistoia- Abetone è una gara a sé stante e va ben oltre un parco partenti più o meno di lusso. Niente e nessuno può rovinarne la magia, tanto più l’assenza di qualche (presunto) top runner.

Gli assenti, comunque, hanno torto due volte, perché una vittoria annunciata di Barbi si trasforma in un sorprendente ritiro al 35 chilometro. In testa si ritrova così il giovane fiorentino Luca Baroncini. Partito per ottenere un buon piazzamento, sa stringere i denti in una giornata di caldo infernale e va a cogliere con pieno merito una vittoria memorabile nella gara dei suoi sogni. 3.52’16”, ma il tempo non conta quando si vince all’Abetone. Il centista trentino Polo ed il romano Leoncini sono da podio, Monica Carlin (8 assoluta!) vince la sua prima Pistoia-Abetone, Paola Sanna è seconda, la romana Tiziana Nesta ottima terza.

2007. Il percorso della gara scende a 50 chilometri esatti, anche se ne rimangono inalterati tutti i tratti più duri ed impegnativi. Le iscrizioni toccano la quota record di 1411 con ben 19 nazioni rappresentate ed il tracciato lievemente più corto, unito ad una giornata metereologicamente perfetta, consente il ritocco dei record di tutti traguardi, con esclusione di quello maschile a San Marcello Pistoiese. Roberto Barbi rimette il turbo, sbaraglia la concorrenza e ferma i cronometri su un eccezionale 3.13.29 dopo una travolgente galoppata solitaria. La lotta per le piazze d’onore diventa così il piatto più gustoso e vede spuntarla il ferrarese Aniello Sarno ed il padovano Marco Boffo, all’esordio nella classicissima pistoiese. Chi commuove tutti è il campione in carica Luca Baroncini, presentatosi in condizioni fisiche imperfette ma con tanta voglia di onorare il numero 1 di pettorale: a lungo tiene il terzo posto per poi cedere nel finale, centrando comunque una 7a moneta che vale come una vittoria. In campo femminile Monica Carlin fa il bis ed è la prima donna a scendere sotto il muro delle 4 ore con uno sprint mozzafiato (3.59.48), Paola Sanna è ancora damigella d’onore con l’identico distacco dell’anno precedente, mentre il terzo posto va all’emiliana Marina Zanardi.Roberto Barbi

2008. Ancora Barbi in pole position e la sua ingombrante presenza fa scattare il forfait dei migliori specialisti nazionali. Come nel 2006, però, chi rinuncia alla lotta ha torto perché la tattica suicida del garfagnino propizia una nuova sorpresa. Con un vantaggio abissale e passaggi ben sotto il fenomenale record dell’anno precedente, Barbi “cuoce” al 38 chilometro, si ritira ed il pistoiese Daniele Giusti accarezza così il sogno di riportare il successo in città dopo 30 anni esatti dall’ultimo trionfo di Roberto Lotti. Nei chilometri decisivi, invece, le sue speranze sono vanificate dal ritorno vincente del versiliese Andrea Silicani, già brillante protagonista in altre edizioni e primo alle Piramidi in 3.51’53”, mentre la 3^ piazza arride ad un marpione della corsa, l’esperto emiliano Andrea Bernabei. Soltanto 19 minuti separano il 1 dal 10 classificato di un’edizione combattutissima. Fra la donne, assenti le favoritissime Carlin e Sanna, la bolognese Roberta Monari gioca il jolly, iscrivendosi proprio negli ultimi minuti utili e trionfando con una gara tutta di testa (tempo 4.31’57”). Molto brave anche la ligure Sonia Ceretto e la debuttante veronese Chiara Pacchiega ed occupare i gradini più bassi del podio.

2009. Fuori gioco Roberto Barbi (carriera finita per squalifica a vita) sul palcoscenico della Pistoia- Abetone si affacciano altri nomi e nuovi protagonisti. Al debutto nella “classicissima”, il massese Paolo Battelli fa subito centro esibendosi in un assolo sensazionale: mette in riga la concorrenza presentandosi alle Piramidi con un tempo fra i migliori di sempre (3.27’50”). A sbarrargli il passo prova invano il vincitore 2008 Andrea Silicani ed una gara generosa gli frutta un terzo posto che però non lo soddisfa pienamente, mentre 2 giunge un autentico outsider, l’emiliano Daniele Palladino. Anche la competizione femminile vive sulla vittoria in splendida solitudine della croata Marija Vrajic (4.12’59”), la bellunese Daniela Da Forno è 2^ e conquista il titolo italiano assoluto Fidal, la terza moneta va alla laziale Simona Vicaro. Crollano il record degli iscritti (1430) e quello maschile del traguardo intermedio di S.Marcello con Massimo Mei che riesce a scendere sotto l’ora e 51 (1.50’55”). Gaetano Cardia, infine, raggiunge Elvino Gennari a quota 9 nella speciale graduatoria degli atleti piazzatisi più volte nei primi 10 assoluti.

2010. 35 anni e non sentirli. La Pistoia-Abetone mette in scena una delle edizioni più belle di sempre. Record di iscritti (1527), di arrivati in vetta (651) e gare combattutissime sia in campo maschile che fra le donne. Con una corsa perfetta, da vero metronomo, il torinese trapiantato nel Chianti Francesco Caroni festeggia all’esordio dopo una lotta a coltello con il marocchino di Roma El Fadil ed il solito guerriero Andrea Silicani. La battaglia costa il podio a questi ultimi, risucchiati nell’ascesa finale da Palladino (nuovamente 2) e dall’ungherese Zabari.

Fra le donne il colpo gobbo è di un’altra esordiente, la slovena Neza Mravlje, che corona il sogno di papà Dusan (2 nell’87) e precede di stretta misura un parco partenti di livello super. Paola Sanna (2a per la terza volta), la rumena Hecico (3a) e la rientrante Carlin (4a) completano un ordine d’arrivo a 5 stelle. Da segnalare anche le performance del marescano trapiantato a Parigi Valerio Puccianti (al traguardo a 88 anni) e dell’abbonato alla top ten Gaetano Cardia, che stavolta riesce nell’impresa da brivido di percorrere tutta la gara a retrorunning…

2011. Nuova edizione record per numero di partecipanti (1612), arrivati all’Abetone (702), nazioni rappresentate (20), con Massimo Mei ed Ilaria Bianchi a frantumare i best times del traguardo intermedio di S.Marcello Pistoiese. L’ex azzurro di maratona Alberico Di Cecco, autore di una gara generosa tutta d’attacco, culla a lungo il sogno di imporsi all’esordio nella classicissima pistoiese, ma invece a festeggiare è il keniano Philemon Kipkering grazie ad uno spunto finale irresistibile. Di Cecco è 2 e Campione Italiano FIDAL, Marco D’Innocenti 3, mentre la gara femminile vive sul duello fra la campionessa in carica Neza Mravlije e la due volte vincitrice e recordwoman della corsa Monica Carlin. Il ritiro di quest’ultima consegna di fatto il successo alla slovena, che precede l’ottima Francesca Marin e l’emiliana Marina Zanardi, nuovamente 3^ come 4 anni prima.

2012. Il 24 Giugno la magia si rinnoverà per spettatori e podisti. Due di loro, Daniele Bianchi (Luivan Settignano) e Giordano Chiappelli (Silvano Fedi Pistoia), sono il simbolo di questa gara, ne incarnano la storia, la poesia, la sofferenza: gli unici ad averne corso tutte le edizioni, raggiungendo sempre il traguardo. Quel traguardo che è solo dei più forti. E dove un giorno si posò il sogno di Artidoro.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna