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Pistoia Abetone anni 2000: le vittorie di Simi, Fattore, Calcaterra e il tris di Monica Casiraghi

Giorgio Calcaterra Giorgio Calcaterra

di Cristiano Rabuzzi

PISTOIA -2000. L’edizione del venticinquennale è da sogno. La scomparsa, nel luglio 1999 a soli 43 anni, di Sergio Pozzi è uno stimolo in più a partecipare e le dita verso il cielo dei vincitori, ad ogni traguardo intermedio, stanno ad omaggiare il campione di Rosignano. Il keniano Joshua Kirpchumba Rop va sotto le tabelle dei record, sembra letteralmente volare, ma i tornanti dell’Abetone mostrano il diavolo sull’asfalto.

L’ascesa finale è ricca di colpi di scena, crolli repentini, rimonte irresistibili in puro Pistoia – Abetone style. A spuntarla è un mito delle salite, Claudio Simi, grazie ad una scalata inarrestabile in cui recupera ben 15 minuti al keniano, infliggendogliene altri 15. Il 44enne campione di San Gennaro di Lucca sale in modo fantastico, spianando letteralmente la strada ed arriva a pugni alzati, l’omaggio più grande per un amico ed un compagno di squadra che ora non c’è più. Ottimo il tempo (3.35’00”), ma cosa contano i numeri quando si parla di emozioni forti? Il sorprendente romagnolo Zanni e Sartori ne sono degni scudieri; Kirpchumba Rop è 4, il tosto francese Patrick Michel 5 con una rimonta pari a quella del vincitore. Maria Grazia Navacchia va al tris di vittorie, Elvira Zoboli e Giuseppina Fadigati le damigelle d’onore.

2001 - Anno nuovo e nuovo tentativo africano di record. Ci va vicino il marocchino Aziz Laraichi: gli è fatale (sempre la stessa storia…) l’interminabile salita finale. Si ferma un paio di volte, poi prosegue, ma il mitico tempo di Pozzi rimane lì, a quasi 6 minuti (3.28’47”)  Claudio Simi non molla ed è secondo, il giovane toscano Silicani (atletica Vinci) terzo. Ci vuole il ritorno delle russe per interrompere il predominio Navacchia fra le donne. Marina Michlianova ed anche Fiorella Stracco (Runners Chieti) precedono la torinese sempre altamente competitiva nonostante i quasi 50 anni.

2002. Claudio Simi torna al successo, sgominando una concorrenza agguerrita, pur priva del vincitore 2001 Laraichi. Luogo decisivo ancora una volta Pianosinatico con sorpasso di forza e grinta al lombardo Ardemagni. Edizione epica, conclusa nella bufera, con pioggia, freddo, grandine ed atleti all’arrivo in grande

difficoltà. Tempo 3.41’36”, ottimo considerate le condizioni climatiche. Il bergamasco Baldis si piazza al terzo posto. Regina delle ultramaratone, la lombarda Monica Casiraghi, coglie il primo di quattro allori consecutivi. Navacchia e Stracco completano un podio di grande qualità. Da quest’anno la gara inserisce un nuovo traguardo, non competitivo, riservato a tutti i diversamente abili ed ai loro accompagnatori, che percorrono in un clima di grande festa ed emozione, gli ultimi tre chilometri (da Le Regine fino all’arrivo) del mitico percorso. Un’iniziativa che incontrerà un grande favore e si rinnoverà per gli anni a venire, aumentando sempre partecipazione e significati umani e di solidarietà.

2003. Il campione mondiale della 100 chilometri Mario Fattore parte favorito ed è lui il faro della corsa. La pensa così il romano Giorgio Calcaterra che gli si incolla e viaggia in coppia per tutto il giorno: mai un crollo, mai un cedimento. Per la prima volta la Pistoia – Abetone si decide allo sprint e l’abruzzese Fattore, meno veloce, deve soccombere (tempo per entrambi 3.43’01”). Terzo è l’indistruttibile Simi, mentre il marocchino Laraichi va in crisi verso la diga della Lima e si ritira. Monica Casiraghi fa segnare il miglior tempo italiano fino ad allora (4.15’14”), mettendo in fila la brianzola Barbara Galimberti e l’umbra Deborah Bruni.

2004. Calcaterra si ripete, beffa Ardemagni in un’edizione dai tempi eccellenti (3.30’20”-3.31’07”) e lottata sul filo dei secondi. Terzo è l’altro laziale D’Innocenti, quarto Fattore. La Casiraghi arriva a quota 3 vittorie, Navacchia (2) e la bolognese Monari completano il podio. È l’anno del record di classificati ad Abetone (619).

2005. Sulla Pistoia-Abetone piomba come uragano Roberto Barbi. L’atleta di Fornoli riesce nell’impresa in cui i migliori specialisti europei hanno fallito e demolisce il fantascientifico record di Pozzi (3.20’45”). Una cavalcata sensazionale che lascia le briciole agli avversari. D’Innocenti è secondo ad oltre 15 minuti, Calcaterra becca oltre 26 minuti: un abisso. Drammatica la gara femminile, con successo quasi in volata di Monica Casiraghi ed arrivo “alla Dorando Pietri” della trentina Monica Carlin, all’esordio ma subito grande protagonista. Terza è la bergamasca Paola Sanna. Una giornata storica, nella prima edizione corsa senza Artidoro Berti,scomparso a 85 anni il 9 gennaio di quell’anno.

2006. La presenza di Roberto Barbi spaventa quasi tutti i migliori specialisti che danno forfait, ma la Pistoia- Abetone è una gara a sé stante e va ben oltre un parco partenti più o meno di lusso. Niente e nessuno può rovinarne la magia, tanto più l’assenza di qualche (presunto) top runner.

Gli assenti, comunque, hanno torto due volte, perché una vittoria annunciata di Barbi si trasforma in un sorprendente ritiro al 35 chilometro. In testa si ritrova così il giovane fiorentino Luca Baroncini. Partito per ottenere un buon piazzamento, sa stringere i denti in una giornata di caldo infernale e va a cogliere con pieno merito una vittoria memorabile nella gara dei suoi sogni. 3.52’16”, ma il tempo non conta quando si vince all’Abetone. Il centista trentino Polo ed il romano Leoncini sono da podio, Monica Carlin (8 assoluta!) vince la sua prima Pistoia-Abetone, Paola Sanna è seconda, la romana Tiziana Nesta ottima terza.

 

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