PIANA

Domenica, 16 Settembre 2018 10:37

Casalguidi, la sua storia ricca di fatti e misfatti

la chiesa di San Piero la chiesa di San Piero

Una viaggio nella storia di Casalguidi

di Paolo Gestri

CASALGUIDI - Dai barbuti longobardi alle delicate ricamatrici Morelli, la storia di Casalguidi è ricca di singolari fatti e misfatti, a partire dai Conti Guidi che hanno aggiunto il loro casato al già esistente borgo Casale.

Ancora oggi molti dicono "Casale" al posto di "Casalguidi", riservando alla memoria storica l'onore e l'onere di conservare e ripetere il toponimo originale.

Di Casale si comincia a parlare nel 1174, in una bolla di Federico I in favore del conte Guido Guerra, ma chissà da quando si percorrevano le antiche strade che da Pistoia, via Cecina o Montemagno-San Baronto, portavano in Valdinievole ed al padule di Fucecchio e dì sull'Arno per Pisa.

Perchè, mentre è quasi certo che a Casale siano abitati i Lambardi, nipoti diretti dei Longobardi, tra i secoli VIII e X è sicuro il dominio dei conti Guidi, anch'essi di origine longobarda. 

Quando papa Urbano II bandì la prima Crociata, nel 1096, era vescovo di Pistoia Pietro dei conti Guidi il quale infiammò l'animo dei pistoiesi e di suo fratello conte Guido che portò in Terrasanta 400 pistoiesi.

Siccome Casale era un loro feudo, c'è da credere che anche un certo numero di casalini abbia vestito l'usbergo e la spada per liberare il santo Sepolcro. E quasi un secolo dopo, per la venuta a Pistoia di Federico Barbarossa, nel 1181, si fecero grandi prepartivi e grandi spese, così tante che avanzarono i soldi.

Con quel denaro i conti Guidi munirono Casale di un castello e cambiarono il nome al paese, mettendo come suffisso la loro stessa casata. Così Casale diventò Casalguidi.

Ciò nonostante il primo toponimo resisterà fin verso la metà del Settecento, abbarbicato nella mente del popolo.

Un castello araba fenice

Di quel maniero, dove oggi è la chiesa di San Pietro, restano tracce nella sagoma del campanile al cui posto c'era la torre di guardia.

In seguito, il castello si ritrova in pace sotto il vescovo Ildebrando nel 1132, ed in guerra nel 1181, assalito dalle truppe di Federico Barbarossa, alla pari dei castelli di Fucecchio e Lamporecchio.

La ragione di tanto interesse era duplice: perchè si trovava sulla via di Pistoia e perchè già nella metà del XII secolo contava 344 "fuochi", quasi 1.400 abitanti, che per l'epoca era un numero decisamente considerevole. A cui dobbiamo aggiungere i 68 "fuochi" dei vicino Castelnuovo, anch'esso comune autonomo, con altre 260 anime circa.

Tale sviluppo si confermò nel secolo successivo, sempre come Comune rurale. Le carte dicono che nel 1244 Casalguidi aveva 1.600 abitanti.

Dal "Liber Finium" si sa inoltre che i confini erano Montemagno, San Baronto, Larciano, Belvedere e Piuvica. Purtroppo, per tutto il Trecento, da Casalguidi transitarono armi e distruzioni.

Il primo ad arrivare fu Corso Donati. Ferocissimo ghibellino, fece strage di castelli distruggendo non solo il "castrum" di Casalguidi, ma anche quelli di Montemagno, di Candeglia e di Valdibure.

Vennero poi gli eserciti dei Lucchesi e dei Fiorentini, nè mancò il solito Castruccio Castracani, capitano lucchese, capace del bello e brutto tempo in tutta la Toscana del nord.

Ma il peggio arrivò alla fine del secolo, nel 1391. Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano aveva mandato 20.000 soldati al comando di Iacopo del Verne, per occupare Firenze e la Toscana, ma i milanesi furono fermati a Poggio a Caiano dai Fiorentini, guidati dal capitano di ventura Jonh Hawkwood, italianizzato e più noto come Giovanni Acuto.

Allora avvenne che i milanesi ripiegarono ed occuparono il castello di Casalguidi. Ebbene, l'Acuto assalì e distrusse da capo ai piedi il castello casalino ove si era attestato il nemico visconteo.

Nei secoli successivi, i Panciatichi e i Cancellieri, le due maggiori famiglie pistoiesi sempre in lotta feroce per la supremazia locale, finirono per rovinare il paese.

Casale muore e rinasce.

Fu tra i secoli XV e XVI che apparvero di nuovo picche e pugnali, devastazioni e incendi.

Una battaglia avvenne anche a Bonelle; inevitabile risultato fu che Casalguidi andò sempre più in crisi: nel 1344, gli abitanti erano scesi a 795 e nel 1427 ad appena 400. Poi una lunga rinascita. Alla metà dell' Ottecento, Casale contava 2500 anime, mentre oggi il paese vive il suo ennesimo rinascimento.

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