PIANA

Venerdì, 14 Settembre 2018 17:06

Asilo di Montale, "Lavorava sempre a porta chiusa"

nella foto l'entrata della scuola dell'infanzia nella foto l'entrata della scuola dell'infanzia foto Reportpistoia

Le indagini partite dalla denuncia di una mamma

MONTALE - “Teneva sempre la porta chiusa”, ricorda una operatrice, collega della maestra arrestata per maltrattamenti dai carabinieri.  

La donna è una insegnante di lungo corso, con esperienza ventennale nelle scuole d'infanzia. Questo, per lei, sarebbe stato il quarto anno di insegnamento alla scuola di via Vignolini.

Ora si trova ai domiciliari disposti dal giudice per le indagini preliminari di Pistoia, Patrizia Martucci.

All'istituto comprensivo di via Vignolini, ci sono 80 bambini. Quattro sezioni e due maestre per sezione.

Ogni sezione accoglie bimbi di due fasce di età: 3-4 anni; 4-5 anni; e 3-5 anni. 

E l'insegnante arrestata, ricorda una custode, nella sezione con i bimbi dai 3 ai 4 anni, ci stava a porta chiusa. 

Lo sgomento, tra le operatrici dell'istituto, dopo aver letto la notizia diffusa stamani dai quotidiani locali, è tanto. "Non potevamo credere che si riferisse alla nostra scuola, poi abbiamo letto la via" racconta una custode. 

Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pubblico ministero Claudio Curreli, sono scattate dalla denuncia di una mamma a febbraio scorso.

Altri genitori, comunque, si erano accorti che qualcosa nei loro figli non tornava: i lividi, in alcuni di loro, erano evidenti. E durante l’anno, due famiglie avevano richiesto il cambio di sezione. 

Sono dodici, i fatti contestati alla donna negli anni scolatici 2016-2017 e 2017-2018: minacce, spintoni, offese, strattoni nei confronti di alcuni bambini di tre e quattro anni.

Tutti episodi che i carabinieri hanno registrato grazie alle telecamere ambientali che erano state posizionate nella stanza.

Il sindaco di Montale Ferdinando Betti, scosso dalla notizia dell’arresto, ha sottolineato che “anche se non è una scuola comunale, ma statale, è sempre del nostro territorio. Sono cose di cui non vorremmo mai parlare. C’è una indagine in corso, la magistratura faccia fino in fondo il suo lavoro e se c’è da punire, punisca chi commette atti gravi e non consoni al lavoro che deve svolgere”. (i.l)

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.