PIANA

Sabato, 08 Settembre 2018 01:17

Serravalle, si ricorda la Liberazione ma non la Resistenza

Un momento della cerimonia a Casalguidi Un momento della cerimonia a Casalguidi

Attacco di Rifondazione al discorso del Sindaco

SERRAVALLE - Ieri, 7 settembre, ricorreva per il comune di Serravalle P.se l’anniversario della sua liberazione.

Roberto Daghini, esperto di storia locale, racconta alcuni degli episodi che caratterizzarono quei momenti nel comune di Serravalle.

“Settantaquattro anni fa, già dal 6 settembre – sottolinea Daghini - la formazione anarchica “S.Fedi”, proveniente da San. Baronto, aveva occupato la frazione di Casalguidi. Alle 14 pomeridiane, un violento scontro a fuoco, con il cannoneggiamento, provocò sulla via Montalbano presso la farmacia Picconi, la morte dei partigiani: Rolando Chiti, di Casalguidi; Florio Lenzi di Pescia; Roland Daubisse, disertore francese; Marcello Capecchi, di Pistoia e Vittorio Marchetti deceduto in ospedale militare alleato a Montecatini Terme nei primi giorni del mese di ottobre.

Persero la vita anche quattro civili: Pacino e Romano Biagini (padre e figlio) di Casalguidi rimasero gravemente feriti e morirono in ospedale a Siena  il 6 settembre. Ada Giacchetti deceduta nella sua casa di Catavoli, dove era stata subito trasportata. Ancora oggi senza risposta la sorte di Marianna Pagnini, originaria di Quarrata e residente a Pistoia. Anche lei, si trovava nei pressi della Farmacia Picconi: della donna se ne persero le tracce,  mentre con un'autoambulanza, il 9 settembre, veniva accompagnata a S.Baronto,  il suo corpo non fu mai trovato.

Il capoluogo fu liberato dalle formazioni comuniste “ A.Calugi (ex U. Fantacci”) e “Faliero Pucci” e per la zona della Castellina dalla formazione omonima”.

Fin qui alcuni frammenti di storia. Ai quali Daghini aggiunge la cronaca delle tappe della commemorazione della Liberazione.

In mattinata - scrive ancora Roberto Daghini a nome di Rifondazione Comunista di Serravalle - “l’amministrazione comunale in una scialba e penosa cerimonia, quasi anonima, per niente pubblicizzata, alla presenza di alcune associazioni,  ha deposto le corone ai luoghi dei caduti. Come era prevedibile, nessuna parola o riferimento scritto, alla liberazione o ai partigiani, questi ultimi mai citati, come se non fossero esistiti.

Anche nella fascia tricolore era scritto 'ai caduti per la patria'. Sig. sindaco ci spieghi quali? i repubblichini, i militari gli alleati o i partigiani che per primi liberarono da soli il comune.  Sembrava di essere al 4 novembre, anniversario della vittoria. Nelle poche parole del sindaco dette solo nel capoluogo, nessun riferimento agli eventi della Liberazione  e tanto meno ai partigiani. Nel pomeriggio abbiamo deposto a nome del Circolo di Rifondazione comunista di Serravalle e in collaborazione con Leu, una corona d’alloro all’ ex 'Farmacia Picconi', che per noi rappresenta la sintesi di tutti i luoghi della Liberazione, in cui si onorano i veri liberatori del comune”.

“Viviamo in tempi difficili, dove si cerca di modificare la storia a seconda  della convenienza del momento – conclude la nota di Rifondazione - il tempo è galantuomo, si ricordi ogni persona verrà giudicata per quello che ha fatto, la storia non si cancella”.

 

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