PIANA

Venerdì, 06 Luglio 2018 11:25

Inceneritore di Montale, ecco i risultati delle analisi

La riattivazione entro la prossima settimana

MONTALE -  E' nella usura per invecchiamento del filtro a maniche la ragione dell'incremento delle emissioni di diossine da parte dell'impianto.

Sono state concluse le analisi, effettuate da Arpat, sul campione prelevato dal sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera della linea 1 dell’inceneritore di Montale, che hanno determinato un valore pari a 0,11 ngTE/Nm3. per le emissioni di diossine (Policloridibenzodiossine e policlorodibenzofurani).

Il campionamento (tramite adsorbimento su fiala) è riferito al periodo 14-28 maggio, immediatamente precedente alla fermata dell'impianto (tuttora in corso) avvenuta il 28 maggio, a cura del gestore per verifica manutentiva.

Le cause del superamento del livello di attenzione prodotta dal gestore ha individuato, in estrema sintesi, nella usura per invecchiamento del filtro a maniche la ragione dell'incremento delle emissioni di diossine da parte dell'impianto e ha condotto ad interventi di manutenzione straordinaria, che hanno compreso anche la sostituzione del filtro stesso.

Confrontando i risultati delle analisi delle fiale nel tempo, il decadimento di prestazione dell'impianto si è manifestato in maniera progressiva già da alcuni mesi anche se ha subito una accelerazione nell'ultimo periodo. I risultati dell'analisi (a cura del gestore) della fiala di campionamento in continuo, prelevata il 14 maggio (relativa al periodo precedente 30 aprile - 14 maggio), avevano determinato il valore di 0,06 ngTE/Nm3, superiore al livello di attenzione di 0,05 ngTE/Nm3, stabilito dall’atto di autorizzazione dell'impianto.

Questo sistema di monitoraggio, aggiuntivo rispetto al controllo richiesto dalla normativa nazionale vigente per questo tipo di impianti, non ha una valenza formale per la verifica del rispetto del limite di legge (che è di 0,1 ngTE/Nm3 su un campione preso su un periodo di 8 ore continuative), ma è sicuramente efficace per attivare azioni preventive o correttive, come in effetti è avvenuto in questo caso.

Confrontando i risultati delle analisi delle fiale nel tempo, il decadimento di prestazione dell'impianto si è manifestato in maniera progressiva già da alcuni mesi anche se ha subito una accelerazione nell'ultimo periodo.

Arpat ha richiesto al gestore che alla ripartenza l'impianto venga messo in marcia solo per il tempo strettamente necessario all'effettuazione di un campionamento di Policloridibenzodiossine e policlorodibenzofurani (discontinuo, con il metodo ufficiale per la verifica del rispetto del limite di legge) e sia poi nuovamente fermato, fino a conferma della positiva risoluzione del problema in base ai risultati delle analisi.

Tale richiesta è stata confermata dalla Regione Toscana. La riattivazione della linea per il controllo delle emissioni è prevista nella prossima settimana. Un'analisi più compiuta della problematica, anche in chiave preventiva, sarà svolta dopo il completamento di tutte le analisi di verifica.

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1 commento

  • Link al commento Clepatria Sabato, 07 Luglio 2018 09:22 inviato da Clepatria

    Ma l'incremento delle emissioni di diossine che si è verificato ha prodotto una situazione dannosa per la popolazione della zona ? Spero che nel futuro questi filtri e quindi le emissioni vengano controllate adeguatamente al fine di tutelare la salute pubblica.

    Rapporto

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