PIANA
Giovedì, 12 Aprile 2018 23:50

Animata assemblea per il dissequestro della Discarica del Cassero

di Leonardo Cecconi

CANTAGRILLO – Sentita ed animata l'assemblea sul dissequestro della discarica di Fosso del Cassero, organizzata dall'Amministrazione Comunale.

Grande partecipazione da parte dei cittadini e tanti sono stati gli interventi e le domande; non sono mancati anche brevi momenti di tensione fra i partecipanti, subito smorzati dal sindaco. Sono dieci i punti segnalati dal Comune di Serravalle Pistoiese, con una lettera indirizzata a Federica Fratoni, assessore all'ambiente della Regione Toscana.

“Il 4 aprile la magistratura ha dissequestrato la discarica - le prime parole del sindaco Piero Lunardi - e fra una ventina di giorni la Regione Toscana deciderà se riaprirla o meno. Come amministrazione comunale, il 6 di aprile abbiamo inviato una Pec all'assessore Federica Fratoni con dieci punti, che abbiamo ritenuto più importanti per la salute dei cittadini. All'interno della discarica non devono essere portati rifiuti nocivi assimilabili o a specchio; è nata come discarica per rifiuti speciali e come tale dovrebbe rimanere, oppure chiudere definitivamente. Se riusciamo a far entrare solo rifiuti speciali, come il tessile, siamo disposti anche alla riapertura. Da una analisi dei certificati invece, risultano quattro pagine che ci dicono che la discarica contiene rifiuti assimilabili ai tossici e nocivi e questo non lo vogliamo. Poi dovrebbero portarci solo rifiuti della regione Toscana e non da altre zone d'Italia.

Abbiamo chiesto di chiudere tutti i siti completati, che sono 14 lotti ed abbiamo chiesto una telecamera di videosorveglianza per verificare cosa viene scaricato dai mezzi, comprese le telecamere termiche per rilevare eventuali fonti di calore. Per la chiusura dei lotti sono utilizzati dei pneumatici, che dopo l'incendio sono bruciati e per questo vorremmo mettere sacchi di sabbia, che hanno un costo, ma certo non incrementano le fiamme. Un'altra preoccupazione - ha aggiunto il sindaco - è quella delle condizioni dei teli sotto i rifiuti e vorremmo la certezza che siano idonei, perchè portandoci tessuti nocivi non sappiamo se questi teli siano adatti o siano ancora integri. Al termine di ogni giornata di lavoro abbiamo anche chiesto che i rifiuti siano coperti con la terra e che siano aumentate le fidejussioni. Il nostro obiettivo è la salute della gente e non ci interessa fare un business con la discarica; preferiamo la salute della gente al milione di euro dei proventi. Inoltre abbiamo chiesto che la discarica sia aperta dalle 8 alle 14, con un nostro responsabile a verificare gli ingressi. Il 20 aprile, alla sala Francini della Misericordia, faremo un consiglio comunale aperto ai cittadini ed abbiamo invitato l'assessore Fratoni ed i cinque consiglieri eletti su Pistoia”. 

L'intervento di una residente della zona, ha poi aperto l'assemblea ad una serie di botta e risposta tra cittadini. “Alle 4 del mattino di qualche tempo fa, ho visto almeno cinque camion davanti al Nieri, nel Redolone, decisamente maleodoranti. Gli autisti mi hanno detto che aspettavano una telefonata per entrare alla discarica; sicuramente - ha detto - non erano rifiuti speciali e oltretutto erano coperti con dei teloni e si vedeva benissimo che c'erano all'interno dei sacchi. Ho avuto una brutta sensazione, perchè questi sacchi li ho visti a Careggi”. Altri interventi hanno chiesto la bonifica della discarica o sonde per verificare il contenuto effettivo dei rifiuti. “Abbiamo già dato mandato al nostro avvocato - interviene Lunardi - di verificare sia il sequestro che il dissequestro; appena avremo la documentazione capiremo i motivi. 

Poi ha preso la parola Antonio Ginetti, a nome del Comitato No Cassero. “La discarica non deve riaprire e spiego i motivi. Non è un caso che a gennaio ci sia stata una sentenza di una indagine iniziata nel 2012, in merito alle tangenti. Tra i sedici condannati ci sono quattro nomi: Conti Paolo, Rosi Giordano, Vescovi Roberto e Vescovi Michele. Tutti i proprietari della discarica sono stati condannati per tangenti e non credo sia un caso. Nel 1996 è bruciata per la prima volta- ha detto Ginetti -  perchè presero fuoco polveri di alluminio e non credo che la discarica del Cassero fosse autorizzata a prendere polveri di alluminio. Anche nel 2010 prendeva rifiuti che venivano dalla terra di fuochi, quindi il peggio del peggio, falsificando la documentazione e spacciandoli per rifiuti speciali. Queste sono agli atti del sostituto procuratore Boccia, che sta indagando sulla discarica e non campati in aria. Occorre sapere che non abbiano davanti persone oneste, ma persone che per fare soldi se ne sbattono della salute dei cittadini. La Fratoni si è permessa di riaprire la discarica durante le indagini della magistratura: è legale, ma non è corretto. Chiudere la discarica è possibile, perchè l'articolo 12 della legge n. 36 del 13 gennaio 2003 dice che: la procedura di chiusura della discarica o parte di essa, sulla base di specifico provvedimento conseguente a gravi motivi per la salute dei cittadini, è di pertinenza dell'ente competente del territorio, quindi del comune”. 

Polemico l'intervento di  Vincenzo Scotellaro, che abita in prossimità della discarica ed è da sempre membro del Comitato di controllo. “Sul sito della discarica, tutte le riunioni del controllo discarica, vengono riportate. Abito a 100 metri dalla stessa, quindi certo parlo anche nel mio interesse. Tutto quello che avete elencato finora, tutti i vari controlli, sono stati fatti; se l'Arpat mi dice che i pozzi a monte e a valle sono sicuri - ha detto Scotellaro - non posso metterlo in dubbio. Se qualcuno dice che il comitato discarica ha preso tangenti, questo mi fa arrabbiare. E ci sono i controlli h24”.

“Le indagini dicono che dove è stata tagliata la rete - interviene il vice sindaco Federico Gorbi - le telecamere non ci sono. Volevo sottolineare che la nostra lettera chiede la chiusura da subito della discarica e conclude dicendo che questa amministrazione è contraria a qualsiasi ampliamento della discarica. Se è indispensabile pensino dove farla, perchè il Cassero fra dieci anni sarà sicuramente chiusa”. 

“Nella passata legislatura ho verificato che il comitato di controllo sulla discarica - ribatte l'ex consigliere Elena Bardelli, in risposta a Scotellaro- doveva essere convocato una volta al mese, ma ogni anno ho visto al massimo 5/6 verbali, quindi non vi siete riuniti nemmeno una volta al mese. Il funzionamento del comitato di controllo andrebbe cambiato e gli andrebbe dato maggior potere. Ma se la convenzione non ha rispettato le regole, anche relative al comitato, non è possibile fare nuove regole più restrittive? E' vero che siamo di fronte ad una gestione discutibile della discarica ed il comune può chiudere in caso di danni comprovati, ma tecnicamente adesso non so quanto sia possibile farlo. Un conto è la volontà politica, un conto poterla attuare”.

“All'avvocato del comune è stato dato un doppio mandato - aggiunge Gorbi -. Quello di avere la documentazione relativa al sequestro e dissequestro, e questo è possibile perchè il comune si è costituito parte lesa. L'altro mandato, è proprio quello di rivedere la convenzione”. 

Gianfranco Spinelli, ex consigliere comunale e primo presidente del Comitato di controllo della discarica giudica che "la lettera dell'attuale amministrazione mi sembra che sia molto sensata e vanno benissimo le richieste fatte dal sindaco all'assessore regionale Fratoni. Pochi sanno come nasce la discarica, chi l'ha voluta e tutto quello che di fatto è successo. La gestione della discarica è iniziata in maniera disastrosa e noi facevamo una riunione ogni 15 giorni. La discarica è caduta in questo tranquillo comune a fine anni '80 - aggiunge Spinelli - e nel 1983 ci sono state le elezioni comunali. Si presentarono Renzo Giusti, io e Bugiani, di centro destra. Renzo Giusti ha voluto la discarica e si presentò ai cittadini dicendo che l'avrebbe fatta; tutti si ribellarono, ma il 60% lo votò, quindi possiamo dire che i cittadini hanno voluto la discarica. Sappiamo che la discarica deve raggiungere un determinato volume e poi potrà essere chiusa”. 

“Quando si tratterà di fare controlli e prendere iniziative per la salute dei cittadini - dice Leardo Corsini, segretario comunale del Pd- noi saremo dalla parte dell'amministrazione. Il 20 l'assessore Fratoni sarà presente e posso dire che il programma del centro sinistra è concorde al centro destra sul non ampliamento della discarica. Non credo che nessuno voglia la discarica e quando è iniziata questa situazione ero purtroppo assessore all'ambiente; non è stato possibile evitarne l'apertura, ma devo dire - aggiunge Corsini, riferendosi all'amministrazione - che avete fatto una discreta correzione di tiro per quello detto in campagna elettorale".

“Detto da chi ha deciso l'apertura - lo interrompe Federico Gorbi -  è abbastanza clamorosa questa uscita”. 

“Ho fatto parte del primo comitato anti discarica - dice Stefano Baglioni - e di tempo ne è passato, quindi se ne sono viste di tutti i colori. Abbiamo passato anni duri a lottare, facendo ricorsi al Tar regionale, ma non abbiamo ottenuto nulla. Abbiamo ottenuto il comitato di controllo discarica che non serve a nulla ed abbiamo lottato inutilmente, perchè non c'è mai stata la volontà politica della nostra amministrazione, di fare una verifica reale. Il Pd si dichiara contrario a questa discarica, ma in trent'anni è la prima volta che lo sento dire. Da questa serata spero si possa uscire con una unità di intenti per andare contro ai gestori di questa discarica”. 

“Confermo che il comitato di controllo non può fare nulla legalmente. -chiude Stefano Agostini, consigliere comunale e attuale presidente del Comitato controllo discarica- In realtà è la regione Toscana che ha dato autorizzazione per l'apertura, quindi può intervenire assieme all'Arpat, che è il braccio armato della Regione. Non siamo certi che l'impianto sia sicuro, perchè ci sono stati tanti eventi che fanno venire molti dubbi; sappiamo indirettamente che ha preso fuoco varie volte, anche se sono riusciti ad intervenire velocemente. Ho manifestato perplessità ai proprietari, perchè se non è stata gestita bene fino ad oggi, non credo sia possibile farlo in futuro. Se il sindaco ha i mezzi per chiuderla bene, altrimenti va fatta funzionare al meglio. Abbiamo bisogno di far passare il principio alla proprietà che la gestione non è stata positiva; cercheremo di avere garanzie, sapendo che per legge non hanno l'obbligo di darci risposte. Se la Regione dice che l'impianto serve, dobbiamo cercare di farlo lavorare al meglio”. 

“Ci siamo messi in contatto con i nostri medici condotti - sottolinea Ilaria Gargini, assessore al sociale - per capire se la percentuale delle malattie gravi è ancora accettabile e rapportabile ad altri territori, oppure no. Dobbiamo capire se l'aria che respiriamo ha inciso negativamente sul nostro territorio; sono indagini in corso, ma molto lunghe, però tutti si sono dimostrati molto disponibili. Quando avremo i numeri li renderemo pubblici”.

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