PIANA

Martedì, 10 Aprile 2018 17:12

Banca Alta Toscana, l'utile netto sale a 1,6 milioni il patrimonio sfiora 100 milioni

QUARRATA – Una banca in salute, una banca che guarda decisamente al futuro e che ha superato le difficoltà che nascono dalle fusioni.

La Banca Alta Toscana, ha presentato il bilancio 2017, che il 26 maggio prossimo sarà sottoposto all'approvazione degli 8.600 soci dell'istituto di credito cooperativo (alle 15 nell'auditorium di Vignole).

Il conto economico si è chiuso con un utile netto di1,6 milioni di euro, al di sopra del risultato del 2016. Positivi anche gli altri numeri. La raccolta complessiva da clientela sfiora quota 1,3 miliardi di euro con un +0,76% rispetto al 31 dicembre 2016. La raccolta diretta si attesta a 977,3 milioni, con una crescita per nuova raccolta pari a 17,9 milioni di euro (+2,66%), mentre la raccolta indiretta raggiunge i 301,2 milioni. Gli impieghi lordi a clientela ammontano a 892,8 milioni.

«Un bilancio positivo – ha commentato il direttore generale Elio Squillantini – nonostante una situazione di crisi e una ripresa economica che ancora da noi non si è fatta vedere, come in altri territori. Un dato confermato anche dalla scarsità delle richieste di investimenti. I crediti lordi in bonis hanno infatti conseguito, oltre all’incremento delle masse al 1 luglio 2017 realizzato con l’operazione di fusione, una variazione positiva su fine 2016 per 11 milioni di euro (+2,36%), attinente principalmente ai mutui e agli altri finanziamenti rateali. Anche quest'anno, in continuità con gli esercizi trascorsi, il numero di pratiche di affidamento non accolte è esiguo».

Le esposizioni deteriorate lorde complessive (sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti deteriorati) hanno raggiunto 226,4 milioni, di cui 96,8 acquisite per effetto dell'operazione di aggregazione aziendale. Il perdurare della congiuntura negativa e l’elevata incertezza sulle prospettive di ripresa hanno indotto la banca ad adottare una politica estremamente rigorosa nella valutazione dei crediti deteriorati: infatti, l’incidenza delle rettifiche di valore sui crediti deteriorati è passata al 51,94% rispetto al 47,61% di fine 2016, una percentuale ben superiore alla media.

Il patrimonio netto della Banca, comprensivo del risultato di esercizio, è pari a 99,8 milioni di euro. Positivi gli indici di solidità patrimoniale: CET 1 capital ratio, TIER 1 capital ratio e Total capital ratio sono pari al 14,892%, ampiamente superiori ai limiti previsti dalla normativa di vigilanza.

Dunque le difficoltà della fusione con la Banca di Masiano sono state superate agevolmente.

“Non solo nei numeri – ha precisato Giancarlo Gori, presidente della Banca Alta Toscana - l'inserimento del nuovo personale è stato buono, come buona è stata l'integrazione con la struttura esistente. Noi continueremo ad essere di supporto al territorio e non solo alle attività economiche. Ma daremo anche il nostro contributo alla holding che nascerà nel gennaio del prossimo anno, dove entreremo senza anomalie di rilievo”.

Dal 2019, infatti, nascerà la holding Iccrea che raggrupperà la quasi totalità delle banche di credito cooperativo. Ma non ci saranno scossoni, ha assicurato il presidente Gori: “Le banche della holding, che sarà il quarto gruppo bancario italiano, continueranno a lavorare con le loro prerogative. Nel contratto di coesione che tutti abbiamo firmato, è garantita l'autonomia del 100% a condizione che l'andamento dei conti delle banche che hanno aderito sia positivo, altrimenti questa autonomia calerà via via che aumentano le situazione di criticità”.

I poteri della holding previsti dal contratto sono chiari: nel caso in cui i bilanci siano assolutamente fuori controllo, la holding può arrivare a sostituire gli interi vertici delle banche. Provvedimenti che, al contrario di quando avviene oggi, saranno preventivi.

“Tutte le banche – ha informato Squillantini – saranno monitorate dalla holding e, a differenza di Banca d'Italia – avranno tutti i poteri per poter intervenire”.

Escluse al momento nuove fusioni.

“Le fusioni – ha ricordato Gori – rientrano nel sistema del credito cooperativo e saranno fatte, ma solo per necessità, come del resto è sempre successo, tranne un caso, finora. Ma se ce ne fosse bisogno, saranno gestite direttamente dalla holding”.

Essere parte della holding, vuol dire anche ripensare l'organizzazione del proprio territorio. La fusione con Masiano ha portato a sovrapposizioni, per questo la filiale di Spedalino è stata trasferita a Campi Bisenzio e l'anno prossimo verrà trasferita anche la ex filiale quarratina della Banca di Masiano.

Non solo holding, però, nel futuro della banca quarratina. Alta Toscana guarda al proprio territorio e lì investe.

A inizio del 2019 si concluderanno i lavori per la costruzione del nuovo centro direzionale della banca e di un auditorium da 700 posti che vedrà il completamento nel 2021. Un progetto complessivo da 5milioni di euro che vedrà anche la dismissione di alcuni edifici.

“L'ampliamento - ha spiegato Gori – è un progetto che viene da lontano ma che abbiamo dovuto accelerare a causa di nuove leggi regionali. Il progetto ci permette di organizzare al meglio gli uffici. L'auditorium, invece, non servirà solo alla banca, ma all'intero territorio che ne potrà usufruire.

Il nuovo Centro direzionale ospiterà al primo piano, nell’ala istituzionale: Presidenza, Direzione generale e Segreteria di direzione oltre ad una moderna, rinnovata ed ampliata sala consiglio. Nell’altra ala, sempre al primo piano, saranno spostati gli uffici in staff alla Direzione generale e l’Area controlli attualmente collocati presso la storica sede al civico 125 di Via IV novembre.

Il nuovo Centro direzionale al piano terra ospiterà gli uffici della Fondazione Banca Alta Toscana, gli uffici operativi, una dinamica “Area break” dedicata ad ospitare sia eventi conviviali istituzionali, sia riunioni che coinvolgano un massimo di 25-30 persone. Ancora il piano terra accoglierà un nuovo archivio cartaceo capace di dare risposta alle accresciute esigenze della banca.

Nella palazzina esistente, inaugurata nel 1992, verrà confermata la direzione mercato e la filiale di sede al piano terra; al secondo piano verrà mantenuta tutta la direzione crediti, mentre al primo piano sarà spostata tutta l’area amministrativa attualmente collocata presso la palazzina ex “Centro servizi di Masiano”.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.