PIANA

Giovedì, 04 Gennaio 2018 18:13

Il colosso americano Caterpillar ha acquistato la ECM di Cantagrillo

di Alberto Vivarelli

CANTAGRILLO – Dai giapponesi di Hitachi, agli americani di Caterpillar Inc., un altro colosso mondiale è sbarcato a Pistoia.

L’azienda americana ha acquistato la ECM spa, un’eccellenza nel settore del segnalamento ferroviario. L’accordo, chiuso il 2 di gennaio, prevede l’ingresso della ECM nella divisione segnalamento di Progress Rail, azienda del gruppo Caterpillar che in Italia, al momento, ha solo una piccola sede a Firenze.

Le moderne soluzioni ECM, spiega Progress Rail in una nota, sono importanti per il futuro delle operazioni ferroviarie e includono tecnologie all'avanguardia come i sistemi di interblocco computerizzato e protezione automatica del treno. Nel tentativo di rimanere all'avanguardia nel settore ferroviario per le innovazioni di segnale, ECM ha investito in ricerca e sviluppo negli ultimi anni, rendendolo un interessante complemento del portafoglio di segnali esistenti di Progress Rail. Oltre ai sistemi, l'azienda produce anche un ampio portafoglio di prodotti di segnalamento, tra cui alimentatori, luci di segnalazione a LED, contatori di assali, controllo remoto e diagnostica, protezione del cantiere e altri prodotti ferroviari.

"L'ampliamento del nostro portafoglio di segnali consentirà a Progress Rail di servire meglio i nostri clienti -, ha dichiarato Billy Ainsworth, vicepresidente senior di Caterpillar Inc., e presidente e Ceo di Progress Rail - I prodotti e i servizi di ECM offrono la migliore piattaforma per sfruttare la rete globale esistente di Progress Rail per portare tecnologie di segnale avanzate ai clienti delle ferrovie e espandersi ulteriormente nei mercati internazionali". 

L’acquisizione arriva dopo due anni di “corteggiamento” da parte degli americani. A dire il vero c’erano state altre manifestazioni d’interesse: dalla Francia, dalla Germania, dall'Inghilterra e da un altro gruppo statunitense; anche dalla Cina erano state fatte avances, ma i cinesi non sono stati presi nemmeno in considerazione.

Perché Mario e Roberto Cappellini, titolari dell’azienda di Cantagrillo, fondata 60 anni fa dal padre Giulio, avevano messo paletti ben piantati: la cessione era necessaria per garantire il futuro all’azienda, ma la trattativa sarebbe stata avviata con chi avesse garantito la continuità aziendale e il suo sviluppo sui mercati esteri, mantenendo la sede a Cantagrillo, e puntando sulle risorse umane presenti. Con Caterpillar c’è stata subito sintonia sulla filosofia aziendale. Così, dopo due anni di osservazione, di incontri e scambi, è arrivato il closing realizzato grazie alla consulenza di un pool di professionisti toscani rappresentati, in conferenza stampa, dal dottor Andrea Bonechi, dello studio Michelotti, Bonechi e Associati di Pistoia.

“Noi - ha spiegato Roberto Cappellini nel corso di una conferenza stampa – volevamo che questa eccellenza rimanesse a Pistoia, ma avevamo anche la necessità di individuare un’azienda mondiale che volesse sviluppare il nostro sistema. Caterpillar è stata la scelta naturale perché garantisce la continuità aziendale e la sua implementazione. Ci abbiamo messo due anni, ma siamo certi di aver messo la ECM in buone mani. Tutte le condizioni e le posizioni professionali degli attuali addetti, di ogni livello, sono state confermate. Anche questo ci garantisce”.

Numeri alla mano, l’azienda dei fratelli Cappellini, non aveva alcun bisogno di vendere, eccellente il suo stato di salute. Il problema era il futuro che non poteva essere garantito dal solo mercato nazionale dove la ECM rappresenta il meglio.

“Il futuro può essere garantito solo puntando sui mercati esteri – ha detto Roberto Cappellini – è all’estero che dobbiamo portare il nostro lavoro, ma per far questo occorre cambiare ‘motore’, occorre avere una presenza stabile negli altri Paesi, cosa che solo una grande azienda può assicurare. Per garantire il miglior futuro all’azienda e ai dipendenti, era necessario fare un salto dimensionale che, da soli, avrebbe richiesto un percorso molto più lungo. Caterpillar è un’azienda globale, la loro idea è quella di espandere e per questo è stata la scelta giusta”.

Dietro l’acquisizione, assicurano i fratelli, non si nasconde alcun pericolo, non c’è la possibilità che Progress Rail possa andarsene una volta acquisito il know-how.

“C’è un accordo preciso – ha confermato Cappellini – e non ci sono pericoli di questo tipo, la garanzia è rappresentata dalla nostra materia prima: il capitale umano. E poi loro hanno prodotti non in contrasto col nostro sistema, quindi possono integrarsi. Un’altra garanzia viene dalla decisione di Progress Rail di chiudere la loro piccola unità di Firenze e trasferire i venti dipendenti qui, a Cantagrillo”.

Caterpillar, tramite Progress Rail, punta ai mercati internazionale, a quello americano in particolare. Gli Stati Uniti hanno scoperto l’alta velocità ferroviaria e i treni veloci stanno soppiantando gli aerei, perlomeno sulle distanze intorno ai 500 chilometri, per loro piccoli spostamenti. Il gruppo di Peoria, nell’Illinois, costruisce già treni e sta sviluppando il sistema dell’alta velocità per cui gli analisti prevedono che in futuro ci sarà molto lavoro nel settore del trasporto ferroviario. Progress ha settemila dipendenti, mille dei quali in Europa.

La ECM ha già un nuovo presidente provvisorio (Hyung Kim, amministratore delegato di Progress Rail) e un direttore finanziario (Michael McGrath), a febbraio sarà nominato il presidente che prenderà in mano le redini dell’azienda. Sarà italiano. Ma per la famiglia la storia continua, per i fratelli Cappellini, nessuna uscita.

“Rimarremo in ECM – ha confermato Roberto Cappellini - , metteremo a disposizione la nostra esperienza e le nostre conoscenze. Senza scadenze, nel senso che non c’è una data per la nostra uscita. Abbandoneremo quando saremo stanchi”.

Gli americani hanno acquistato non solo un’impresa che fa grandi numeri, ma un patrimonio di conoscenza assoluto nel campo della ricerca, nel software e nell’hardware dei sistemi di segnalamento.

L’azienda della famiglia Cappellini ha 193 dipendenti, venti dei quali a Genova dove c’è una piccola sede che si occupa di progettazione software. Oltre la metà per personale è impiegata nello sviluppo perché “nel nostro settore – ha spiegato Roberto Cappellini – la ricerca è continua”.

E proprio i decenni di investimenti continui in ricerca e tecnologia, hanno portato la ECM a competere sul mercato del segnalamento ferroviario che è altamente tecnologico e che vede, ormai, solo la concorrenza estera.

Insomma, l’Ecm diventa americana, ma la storia e le radici rimangono ben piantate a Cantagrillo.

L'operazione ha ricevuto il plauso anche di Confindustria Alta Toscana.

“ECM è una delle nostre eccellenze – ha detto Daniele Matteini, vice presidente di Confindustria (nella foto a destra) -, nonché membro storico di Confindustria. Siamo felici che il nostro territorio sia nuovamente attrattivo per aziende globali di questo livello, e auspichiamo che questo porti dello sviluppo: il potenziale c'è tutto”.

Soddisfazione, quindi, e molte speranze riposte in questa svolta.

“Potrebbero esserci anche delle ricadute positive a livello occupazionale – ha auspicato Matteini -. Confindustria farà senz'altro la sua parte per sostenere questa nuova realtà del territorio”.  

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