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Serravalle, sassi contro una finestra della Chiesa di Santo Stefano

La finestra della Chiesa di Santo Stefano attaccata dai vandali. Nelle foto sotto: le pietre raccolte attorno all'altare e un particolare della finestra del transetto La finestra della Chiesa di Santo Stefano attaccata dai vandali. Nelle foto sotto: le pietre raccolte attorno all'altare e un particolare della finestra del transetto

SERRAVALLE – Almeno sette pietre sono finite stanotte contro la finestra del transetto della chiesa serravallina di Santo Stefano.

Uno sfregio a un edificio del XIII secolo e insieme una profanazione a una Chiesa. I sassi infatti, oltre che frantumare i vetri facendo danni notevoli, sono finiti nella zona dell'altare.

Qui li ha trovati stamani il parroco don Stanislao, che ha avvertito di questa brutta storia i Carabinieri di Masotti. Ora si cercheranno, probabilmente senza successo, i responsabili. Non è facile infatti ricostruire quello che è successo nella notte e individuare chi ha scelto, e perché, di violentare un luogo pieno di storia e a cui i serravallini tengono particolarmente: al suo interno infatti è ospitata la statua del Patrono del paese, San Lodovico, di cui si stanno svolgendo proprio in questi giorni i festeggiamenti.

Assurdo sarebbe liquidare questa “violenza” come una “bravata” senza motivazioni. Frutto magari della... noia. Il rispetto della nostra storia e delle nostre radici deve essere garantito e difeso.

Il lancio delle pietre è avvenuto dai piedi della torre del Barbarossa, nella Rocca Vecchia, il nucleo originario della storia stessa del castello di Serravalle. La Chiesa di Santo Stefano infatti è sorta a fianco della struttura difensiva. Una zona di grande suggestione e carica di storia.

Ai piedi della parete ci sono altre pietre, quelle che, forse, non hanno raggiunto il “bersaglio”. Quello (o più probabilmente quelli) che ha scelto sfidare la notte con una pazzia, ha scagliato con insistenza sassi contro il muro, prima di arrivare alla finestra del transetto su in alto, poco sotto il tetto. Un “gioco” assurdo, un atto vandalico, consumato probabilmente proprio quando la gente era nell'altra rocca, la Rocca di Castruccio, dove la Pro loco ha iniziato giovedì i festeggiamenti di San Lodovico.

(m.d.)

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