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Due opere di Lando Landini donate alla Fondazione Banca di Vignole

QUARRATA – In seguito alla fortunata mostra “Lando Landini. Una vita per l’arte”, ideata da Paolo Gestri e realizzata a cura di Domenico Asmone, Maurizio Tuci e della Brigata del Leoncino - il figlio dell’apprezzato artista e storico dell’arte pistoiese ha donato due opere del padre alla Fondazione Banca di Vignole e Montagna Pistoiese.

L’esposizione, realizzata per ricordare la figura del pittore scomparso a novant’anni nel 2015, si è avvalsa del patrocinio del Comune di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana ed è stata allestita presso le Sale Affrescate del Palazzo Comunale, da dicembre 2015 a gennaio 2016, con il contributo della Fondazione.

“La mostra ci ha permesso di riprendere il filo di un discorso iniziato nel 1994 – sottolinea il presidente della Fondazione Franco Benesperi, nell’introduzione al catalogo - quando fu allestita, sempre nelle Sale Affrescate del Comune di Pistoia, la straordinaria Mostra antologica che documentò oltre cinquanta anni di attività di Landini, un artista ormai storicizzato, che ha lasciato una traccia indelebile nel panorama del Novecento pistoiese e non solo, dedicandosi alla pittura con intelligenza e passione, da uomo colto qual era”.

“Un artista – prosegue Franco Benesperi - che si è fatto apprezzare per la straordinaria duttilità nel passare dall'informale al figurativo, dal figurativo all'informale, incurante dei richiami del mercato, perché Lando dipingeva soprattutto per sé e per gli estimatori che passavano dal suo studio, a Bonelle, per annusare l'odore dei colori che si spandeva per tutta la casa o per fare quattro chiacchiere sul valore assoluto della luce che si coglie nei suoi lavori o sul primato di Piero della Francesca. Un artista che ha saputo trasfondere nelle sue opere il fascino senza tempo delle campiture di colore, unito alla gran quantità dei disegni, ora astratti, ora pervasi da una moltitudine di figure, di città, di uomini e donne ritratti nella loro quotidianità”.

Le due opere donate alla Fondazione – un disegno a carboncino presumibilmente realizzato negli anni Cinquanta, perfetto esempio di studio del chiaroscuro e del segno, e un olio su tela degli anni Duemila, un concentrato di luce e di colore – sono rappresentative dell’arte di Landini e del suo sviluppo nel corso del tempo, oltre che dell’eclettismo che contraddistingueva l’artista pistoiese nella scelta dei soggetti e delle tecniche.

Entrambe le opere entreranno a far parte del patrimonio della Fondazione e, in linea con le finalità dell’ente, che fin dalla sua istituzione sostiene la tutela e la valorizzazione dei beni artistici del territorio, saranno messe a disposizione della cittadinanza per mostre, pubblicazioni, ricerche ed altre iniziative pubbliche di natura culturale.

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