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Mercoledì, 20 Marzo 2019 09:48

Stadio Roma, arrestato M5S Marcello De Vito

Arrestato per corruzione il presidente dell'assemblea capitolina

ROMA (Adnkronos) - In manette, nell’ambito della stessa indagine 'Congiunzione astrale', coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, oltre a Marcello De Vito, sono finite altre tre persone: sono accusati, in concorso tra loro, di corruzione e di traffico di influenze illecite, nell'ambito delle procedure connesse con la realizzazione del nuovo Stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’indagine, nata dall'inchiesta sullo stadio della Roma che ha coinvolto l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone, ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e di un uomo d’affari, che fungevano da raccordo con il presidente dell’Assemblea comunale capitolina per ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Sia la casa dell'esponente grillino, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che il Campidoglio sono stati perquisiti: al setaccio gli uffici della presidenza dell'Assemblea Capitolina a caccia di documenti. A quanto si apprende anche negli uffici dell'Acea sono in atto perquisizioni. Con De Vito è finito dietro le sbarre anche l'avvocato Camillo Mezzacapo, destinatario di incarichi professionali su segnalazione del presidente del Consiglio comunale di Roma. Ai domiciliari ci sono invece l'architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli. Risultano indagati gli imprenditori Pierluigi Toti, presidente e vicepresidente della holding di famiglia, e Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma.

I due in particolare sono coinvolti nel capitolo di indagine che riguarda l'appalto per ex mercati generali di Roma, nella zona Ostiense. Nel registro degli indagati anche l'amministratore Lux Holding, Giuseppe Statuto.

La reazione del Movimento 5 Stelle - "I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi: in questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti", secondo Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia e senatore M5S.

Di "un episodio tristissimo parla Carlo Sibilia che sottolinea: "La reazione a questo episodio non può far altro che farci crescere e migliorare". "Abbiamo piena fiducia nell'operato della magistratura quindi aspetto che la giustizia faccia il suo corso", dichiara all'Adnkronos Sergio Battelli, deputato M5S presidente della Commissione Politiche Ue della Camera e tesoriere del gruppo 5 Stelle a Montecitorio.

"Se quelle accuse gravissime dovessero essere confermate, gettando anche fango sul Movimento, chi ha sbagliato dovrà pagare", aggiunge. "Lascia sgomenti" la notizia dell'arresto, scrive su Facebook Vittoria Baldino, definendolo "una grande macchia sul nostro buon nome, sulle nostre battaglie, sui nostri valori. Non ci saranno sconti per chi sbaglia". "De Vito: se sei caduto in tentazione, vai a fare in c.! Avevi una schiera di Partiti a cui aderire per fare ciò per cui ti hanno arrestato. Da loro è normale. Saresti probabilmente anche stato premiato con qualche nomina o incarico!!! Da noi vai fuori, all'istante!", scrive su Facebook il senatore del M5S Gianluca Castaldi.

"Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell'iter processuale. Lo dico ai 5 Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a secondo delle convenienze e delle persone che vengono indagate", Marco Miccoli, coordinatore della Comunicazione del Pd.

"Il Movimento 5 stelle che ieri chiedeva in massa le dimissioni di Nicola Zingaretti per un'indagine dove viene accusato da una persona terza che finora non ha portato alcun riscontro alle sue accuse, ora per coerenza dovrà pretendere le dimissioni della sindaca Raggi e di tutta l'Amministrazione capitolina", scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. "L'arresto del presidente - prosegue Anzaldi - del Consiglio comunale, esponente di spicco del Movimento 5 stelle e di fatto numero due dell'Amministrazione, dovrebbe essere un motivo sufficiente, secondo il modo di ragionare dei cinque stelle, per far dimettere la Giunta della Capitale, dopo che la sindaca era già stata pesantemente coinvolta nell'inchiesta del nuovo Stadio della Roma con il suo braccio destro Luca Lanzalone. I tanti M5s che hanno dichiarato ieri, come il capogruppo al Senato Patuanelli, il senatore Paragone, la vicepresidente del Senato Taverna, il sottosegretario Di Stefano, oggi cosa dicono? Vedremo anche come si comporteranno i telegiornali Rai: ieri sera per il Tg1 l'indagine su Zingaretti meritava di essere nei titoli all'edizione delle 20. Oggi che faranno con De Vito, notizia che apre tutti i giornali online?".

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