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Martedì, 12 Marzo 2019 10:44

Arrestati dalla Guardia di Finanza i vertici di Blutec

Arrestato il presidente del cda per malversazione ai danni dello Stato

TERMINI IMERESE (Adnkronos) - Malversazione ai danni dello Stato. E' questa l'accusa mossa nei confronti di Roberto Ginatta, presidente del consiglio di amministrazione e di Cosimo Di Cursi, amministratore delegato di Blutec SPA che ha fatto scattare gli arresti domiciliari nei confronti dei due.

La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale Termitano mentre l'attività investigativa è coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese (Palermo), dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, in collaborazione con personale di altri reparti del Corpo.

Nei confronti del presidente del cda e dell'ad "è in fase di esecuzione anche una misura interdittiva concernente il divieto per la durata di 12 mesi di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese". Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali della Blutec SPA, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino a concorrenza dell’importo di 16.516.342,28 euro.

Dopo l'arresto dei vertici, i militari della guardia di finanza si trovano in queste ore nella sede centrale dell'azienda a Rivoli, in provincia di Torino, e nelle unità locali, compreso lo stabilimento di Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove la Blutec avrebbe dovuto assicurare il rilancio dell'ex fabbrica Fiat. I finanzieri del nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo hanno notificato il provvedimento del gip che dispone anche il sequestro di 16,5 milioni di euro, l'ammontare del finanziamento che sarebbe stato distratto.

"Il sequestro del complesso aziendale e la nomina di un amministratore giudiziario - dice all'Adnkronos il colonnello Cosmo Virgilio, comandante del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo - punta a togliere la proprietà agli indagati per evitare altre condotte delittuose. Al tempo stesso la preoccupazione della Procura è quella di garantire che l'azienda possa continuare nell'attività".

Per il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio "gli arresti confermano alcune perplessità delle parti sui piani d' investimento. Non abbandoniamo i lavoratori che sono le vittime di questa storia. Dobbiamo prima di tutto metterli in sicurezza. Ho già dato mandato agli uffici del ministero di contattare l'amministratore giudiziario per salvaguardare i livelli occupazionali''.

A commentare la vicenda è anche il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta: "Oggi è una giornata triste, drammatica per Termini Imerese, ma paradossalmente l'intervento della magistratura consentirà di fare finalmente chiarezza su una vicenda che si trascina ormai da troppi anni - dice il sindaco all'Adnkronos -. E' la fine di una storia triste, in cui l'errore più grave è stato considerare chiusa una vertenza che, invece, era più aperta che mai. Blutec si è dimostrata un paravento e, nel frattempo, non sono state individuate alternative".

"I lavoratori sono attoniti, tra loro non vedo neppure rabbia ormai - aggiunge il primo cittadino -. La notizia dell'arresto cade come una tegola sulla testa dell'intera comunità e per le migliaia di famiglie coinvolte in un disastro sociale ed economico senza precedenti". Domani a Termini Imerese si terrà l'assemblea dei sindaci e delle organizzazioni sindacali.

Il vertice, già convocato nei giorni scorsi e in programma alle 17, dovrà decidere quali azioni intraprendere dopo la doccia fredda arrivata oggi con l'arresto dei vertici di Blutec per malversazione ai danni dello Stato. Alle 16, invece, è in programma un sit-in dei lavoratori a piazza Duomo. Ieri le tute blu erano tornate a protestare per manifestare e far sentire il loro sostegno ai lavoratori dell'indotto e, in particolare, ai 62 interinali che da mesi si trovano senza alcun ammortizzatore sociale.

Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, si era detto pronto a 'marciare' su Torino per manifestare davanti la sede principale di Fca. "Chiediamo a tutte le istituzioni regionali e nazionali - dice all'Adnkronos - di riportare Fca al tavolo delle trattative per assumersi quelle responsabilità che fino ad oggi ha disatteso. Allo stesso modo chiediamo al ministro Di Maio di convocare un tavolo urgente al Mise". Un vertice, infatti, era in programma il prossimo 9 aprile alle 15, "troppo tardi" dice adesso il primo cittadino, che assicura: "Gli operai e le loro famiglia non saranno lasciati soli, saremo al loro fianco fino a quando non troveremo una via d'uscita dignitosa a questo disastro annunciato".

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