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Mercoledì, 19 Settembre 2018 11:52

Olimpiadi, il presidente del Coni: "Torino, ripensaci"

Ma salta la candidatura a tre

LOSANNA (Adnkronos) - Ore decisive perla candidatura dell'Italia alle Olimpiadi invernali. Mentre salta il tridente Cortina-Milano-Torino, per i Giochi non è ancora detta l'ultima parola. Oggi a Losanna verrà presentato il dossier. Ma Torino potrebbe ripensarci e decidere di rientrare nel tridente. "Siamo ancora in tempo - ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai microfoni di 'Radio Anch'Io' - Non credo che Losanna non ci prenda in considerazione, oggettivamente è assolutamente aperta. Con una candidatura a due è sicuro che l'Italia ha meno possibilità di vincere, non avendo le garanzie del governo".

Il numero uno del Coni non ha voluto poi fare polemica con il vicepremier Di Maio, il quale, ieri aveva scaricato sul Coni le responsabilità del naufragio della candidatura a tre. "Non voglio fare polemica, credo che non serva a nulla. Riguardo al Coni le cose non stanno così, è fin troppo evidente. Da quando si è cominciato a parlare della candidatura abbiamo cominciato a parlare di ticket Milano-Torino, poi si è aggiunta Cortina e poi avendo tre candidature ci siamo rivolti al governo - ha spiegato Malagò -. E il governo ha detto che dovevamo procedere, ma ci doveva essere coesione totale e massima attenzione ai costi. L' idea a tre era stata recepita dal governo e poi sostenuta dal Cio, noi abbiamo fatto quello che ci ha chiesto il governo".

"Il governo ha fatto degli incontri e ognuno ha esposto le sue istanze, poi il governo ha preso atto e ha mandato una lettera nella giornata di giovedì chiedendo un giudizio sul tridente - ha scandito il presidente del Coni -. Sala aveva posto due condizioni, la governance e che nel nome Milano doveva essere per prima, una richiesta che non mi sembra una richiesta inaccettabile. Poi è arrivata la terza lettera della Appendino che rimaneva alla delibera del consiglio comunale che non faceva riferimento al tridente volendo far partecipare Torino da sola. E' stato evidente che a fare saltare tutto è stata Torino. Poi Giorgetti è andato in audizione Parlamento dicendo che non c'era condivisione. Peccato stavamo a un centimetro da una idea vincente, il Cio ci ha detto 'grande idea' e potevamo dimostrare di essere un Paese che supera gli steccati e che si vuole bene".

Favorevole al rientro di Torino anche il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino. "Credo ci siano tutte le condizioni per rimettersi al tavolo a Roma e riprendere la discussione - ha affermato -. Ho sentito telefonicamente il governatore del Veneto Luca Zaia questa mattina alle 8 e mi ha confermato, come aveva già dichiarato ieri, che preferirebbe il tridente". "Da parte mia - ha aggiunto Chiamparino - se l'unica questione è un logo che, garantita la pari dignità delle città, metta Milano all'inizio, credo ci siano tutte le condizioni per rimettersi al tavolo a Roma e riprendere la discussione, con tutti gli approfondimenti che avremo il tempo di fare".

Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia tifa affinché Torino ci ripensi. "E' una partita importante, ci crediamo e questo è l'asse su cui vogliamo investire" ha detto il presidente della regione Veneto, a Rai Radio2. "Continuo a dire che se Torino ci ripensasse sarei il primo a difendere le ragioni. Non ci possono essere polemiche sul nome. Il logo avrà le Alpi in primo piano e sotto il nome delle tre città. Non mi interessa quale città verrà nominata per prima. Quando si è deciso ad agosto di correre con la formula delle tre città il Cio si è impegnato a firmare un contratto con tre città insieme, con il Sindaco di Milano, con il Sindaco di Torino e con il Sindaco di Cortina", ha spiegato.

Ieri, dopo una giornata convulsa fatta di annunci, affondi e commenti al vetriolo, i governatori di Veneto e Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana hanno annunciato un 'piano B', con l'appoggio del sindaco di Milano, Beppe Sala per una corsa a due, dopo che Torino si è sfilata. A mettere la parola fine sul tridente è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. E con la controproposta delle Olimpiadi del Lombardo-Veneto da parte di Zaia e Fontana, la corsa alle Olimpiadi è diventata a due.

Il 'piano B' sulle Olimpiadi ha raccolto subito il commento favorevole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha twittato: questa soluzione può funzionare". Mentre per il leader della Lega, Matteo Salvini è un "peccato perdere un'occasione così" ma "se i fondi li trovano loro, e se la spesa è limitata, perché no?". Il governo comunque non ostacolerebbe una corsa autonoma degli enti interessati, ha garantito Giorgetti, sempre "se hanno la possibilità di mettere una garanzia". "Se Lombardia e Veneto vogliono andare insieme naturalmente se ne faranno carico direttamente loro, anche in termini di oneri", ha poi spiegato il sottosegretario, sottolineando che "se vogliono andare avanti da sole la garanzia del governo non ci sarà". "Stesso discorso per Torino: "Se Torino - ha precisato - volesse fare altrettanto senza chiedere nulla allo Stato, poi sarà il Coni a decidere tra le due città candidate".



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