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Martedì, 10 Luglio 2018 18:19

Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

Paolo Savona Paolo Savona

L’annuncio del ministro in Commissione Affari Ue

ROMA (Adnkronos) - "Mi dicono, tu vuoi uscire dall'euro? Badate che potremmo trovarci in situazioni in cui sono altri a decidere. La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza". Lo ha detto il ministro Paolo Savona rispondendo alla domande nel corso dell'audizione in commissione Affari Ue al Senato. "Una delle mie case, Banca d'Italia, mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario, che bisogna essere pronti ad affrontare".

"L'Italia non intende uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali" sono affermazioni che "hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del nostro debito pubblico, ma anche per come il governo intende realizzare il programma, soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero" ha spiegato Savona. I mercati temono che la realizzazione del programma di governo faccia aumentare il debito pubblico e di questi timori, sottolinea il ministro "il governo ne deve tenere conto".

La soluzione "di politica economica individuata dal governo è questa: rilanciare gli investimenti per la crescita" e quindi aumentare il Pil senza che "Parlamento e governo mostrino fretta sul lato della spesa corrente". "Il problema -conclude Savona- non è quindi se attuare o meno le promesse ma i tempi e i modi in cui verranno attuate".

Il ministro degli Affari Europei ha osservato che: "se alla Bce non viene consentito pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza, i mercati monetari e finanziari dell'eurozona, in particolare i debiti sovrani, restano esposti ad attacchi speculativi di diversa origine senza che essa possa agire in contrasto".

C'è "la necessità di collegare istituzioni e politiche", ha sottolineato Savona. "Se la Bce non ha compiti pieni sui cambi, ogni azione esterna che tocchi il dollaro Usa o anche altre valute, si riflette sull'euro senza che l'Ue abbia strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. Quando anni addietro, ci fu una sfiducia del mercato internazionale sul dollaro, il cambio balzò in alto" e questo comportò uno "svantaggio per le esportazioni euro. L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa influenze su crescita dei paesi Ue da vicende che accadono fuori dall'Ue".

Savona ha quindi annunciato un incontro oggi con il governatore della Bce, Mario Draghi.

 

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