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Lunedì, 25 Giugno 2018 13:47

Salvini: "Hotspot in Libia". Ma Tripoli dice no

Salvini: "Hotspot in Libia". Ma Tripoli dice no Afp

Per discutere del ruolo dell'Italia rispetto all'immigrazione

TRIPOLI (Adnkronos) - Stabilire "una formula globale per far fronte al fenomeno" dei migranti irregolari "che tenga conto dei suoi vari aspetti di sicurezza, economico e umanitario", attribuendo "la massima importanza alla messa in sicurezza dei confini meridionali attraverso programmi di addestramento delle forze libiche e l'attenzione allo sviluppo locale".

E' quanto hanno concordato il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il presidente del Consiglio presidenziale del governo di concordia nazionale libico, Fayez al-Serraj, che si sono incontrati stamani a Tripoli presso la sede del Consiglio. Un accordo trovato dopo il no di Tripoli alla proposta di Salvini di campi per i migranti in Libia.

"Hotspot dell'accoglienza in Italia? Sarebbe problema per noi e per la Libia stessa perché i flussi della morte non verrebbero interrotti. Noi abbiamo proposto centri di accoglienza posti ai confini a Sud della Libia per evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, come Italia",aveva scritto in un tweet Salvini. Ma lo stop di Tripoli è arrivato subito: "Rifiutiamo categoricamente la presenza di campi per migranti in Libia. Questo non è accettato dai libici né è consentito dalla legge libica", ha dichiarato il vice premier libico, Ahmed Maitig.

In presenza dell'ambasciatore italiano in Libia Giuseppe Perrone, di alcuni funzionari del governo italiano, del ministro degli Esteri del governo di concordia nazionale libico Mohammed Siala, di quello dell'Interno Abdul Salam Ashour, del suo vice Mohammed al-Marhani, del comandante della Guarda costiera libica Abdullah Toumia e del capo dell'apparato per la lotta all'immigrazione irregolare Mohammad Bishr, la riunione ha preso in esame "le vie per sviluppare la cooperazione multisettoriale, tra cui la lotta all'immigrazione irregolare e alle reti del traffico di esseri umani", si legge in un comunicato dell'ufficio stampa di Serraj pubblicato su Facebook.

“La Libia è un paese amico dell’Italia e il mio impegno sarà massimo per definire una più stretta collaborazione per contrastare l’immigrazione illegale, ma anche per realizzare iniziative comuni in materia economica e culturale”, ha detto Salvini.

“Questo Paese rappresenta un’opportunità di sviluppo – ha aggiunto – Saremo vicini alle autorità libiche anche con i necessari supporti tecnici ed economici per garantire insieme la sicurezza nel Mediterraneo e rafforzare la cooperazione investigativa e più in generale la collaborazione in tema di sicurezza”. “Aspetto al più presto il ministro Ashour a Roma”, ha concluso il ministro che prima di partire aveva scritto su Twitter: "Missione #Libia, si parte!".

"L'Italia intende giocare un ruolo centrale in Libia per sostenere la riconciliazione e la stabilità, costruendo sulla sua esperienza unica, la credibilità con tutte le parti, la presenza ed il lavoro quotidiano attraverso l'ambasciata a Tripoli", ha detto ancora il ministro degli Interni Matteo Salvini nell'incontro avuto con il presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez al Serraj, secondo quanto si legge in un tweet dell'ambasciatore d'Italia Tripoli, Giuseppe Perrone.

Salvini arriva stamane a Tripoli per "imporre" alle autorità locali le sue "posizioni rigide" in tema di contrasto alle migrazioni illegali. Così una "fonte informata" citata dal quotidiano locale 'al-Marsad' presenta la missione in territorio libico del leader della Lega. Secondo la fonte, il "motivo" della visita di Salvini è quello di "ribadire le posizioni molto rigide che ha assunto per mettere fine alle migrazioni illegali verso l'Europa" alla luce anche del "rifiuto di accogliere la nave Lifeline che trasportava 234 immigrati".

Salvini, ha aggiunto la fonte, incontrerà le autorità libiche "per discutere del ruolo dell'Italia nella prossima fase" riguardo l'aspetto del "fenomeno delle migrazioni".

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