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Domenica, 10 Giugno 2018 22:31

Salvini respinge nave con 600 migranti, porti chiusi

“Da oggi anche l'Italia comincia a dire no”

ROMA (Adnkronos) - "#Chiudiamoiporti". E' con questo hashtag, accompagnato da un tweet con una foto che lo ritrae a braccia incrociate e con lo sguardo deciso, che il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, conferma la decisione di non accogliere nei porti italiani la nave Aquarius, con oltre 600 migranti a bordo.

Il Viminale non vuole autorizzare lo sbarco, ritenendo che, trovandosi l'imbarcazione a 43 miglia da Malta, sia la capitale La Valletta "il porto più sicuro". Poco prima il leader della Lega aveva annunciato sempre sui social, prima su Facebook e poi con un cinguettio: "Da oggi anche l'Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell'immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia". 

"La nostra capitaneria di Porto ha scritto reiteratamente all'autorità de La Valletta affinché, per la prima volta dopo molto tempo, Malta fosse messa di fronte alle sue responsabilità. Ed è nostra intenzione che risponda ufficialmente alla nostra richiesta di apertura dei suoi porti per il salvataggio delle centinaia di naufraghi presenti sulla nave Ong Aquarius".

E' quanto scrivono in una nota congiunta il ministro dell'Interno Matteo Salvini e quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli. "L'isola - continuano i due ministri - non può continuare a voltarsi dall'altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l'Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto".

LA REPLICA - Malta non sembrerebbe voler accogliere l'invito dell'Italia. Non c'è ancora una risposta ufficiale alla lettera, ma in una prima reazione, affidata a 'Malta Today', un portavoce del governo maltese avrebbe chiarito: "Il salvataggio è avvenuto nell'area di ricerca e soccorso libica ed è stato coordinato dal centro di coordinamento di soccorso a Roma, Malta non è né l'autorità coordinatrice né competente in questo caso".

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