Contenuto Principale

Due collaboratori di giustizia: "Roberto Spada comanda e può dare ordini"

L'arresto di Roberto Spada L'arresto di Roberto Spada

ROMA (Adnkronos) - Roberto Spada come ''un soggetto che comanda e che può dare ordini all'interno del sodalizio''.

Viene descritto così nelle dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia e inserite nel decreto di fermo Roberto Spada, in carcere da ieri per l'aggressione avvenuta martedì scorso a Ostia ai danni della troupe tv della trasmissione Nemo. I due collaboratori hanno reso in passato ''dichiarazioni convergenti'' sulla posizione di Spada riferendo che ''appartiene all'omonimo clan con un ruolo di vertice''.

I pm, Giovanni Musarò e Ilaria Calò, hanno chiesto oggi al gip la convalida del fermo per Spada. Presumibilmente l’interrogatorio di convalida del fermo dovrebbe tenersi domani davanti al gip Anna Maria Fattori nel carcere di Regina Coeli. A Roberto Spada, fermato ieri dai carabinieri, vengono contestate le accuse di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso e dai futili motivi.

In queste ore i carabinieri sono impegnati per identificare le persone che erano presenti al momento dell'aggressione e per valutare eventuali loro responsabilità. In particolare si cerca il “guardaspalle” di Spada.

Un centinaio di giornalisti che si sono radunati davanti alla palestra Femus di Ostia gestita da Roberto Spada. ''Con le mani siete bravi, vediamo come ve la cavate col microfono, vi aspettiamo'', ''Insistere è il nostro lavoro''. Sono alcuni dei cartelli mostrati. Il sit-in è stato convocato spontaneamente da alcune associazioni di reporter in solidarietà del giornalista Daniele Piervicenzi (nella foto a sinistra), picchiato da Spada durante il servizio tv. Davanti alla palestra sono stati distribuiti anche volantini della rete #nobavaglio e lo striscione dell'Fnsi e Unione nazionale cronisti italiani con scritto "No alla censura sulla stampa, no ai bavagli. No a leggi liberticide".

"Vergognose ed errate le dichiarazioni della candidata al X Municipio di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e del suo capogruppo in Parlamento sulla palestra teatro dell'aggressione di Roberto Spada ai danni della troupe della Rai. Il locale appartiene a un privato, non a Roma Capitale. Rispediamo al mittente ogni attacco strumentale. Si vergognino". Durissima la replica dell'Assessora al Patrimonio e alle politiche abitative di Roma Capitale, Rosalba Castiglione.

"Troviamo sinceramente ignobile - prosegue - questa corsa spasmodica e cieca alla strumentalizzazione di fatti di cronaca, anche di grande serietà come questo, al solo scopo di fare bieca propaganda elettorale. Invece di continuare a parlare a vanvera, Picca e Rampelli si impegnino a saldare il debito con Roma Capitale per la sede di Colle Oppio. Soldi che il loro partito deve alle casse comunali e quindi a tutti i cittadini romani. Chiediamo rispetto per il lavoro che questa Amministrazione sta conducendo ogni giorno per ristabilire la legalità a tutti i livelli. Un lavoro serio e attento, non propagandistico ma concreto, a difesa di chi ha visto per troppi anni i propri diritti violati, la propria città svenduta, il proprio futuro farsi ogni giorno più scuro, chi ha perso la stessa speranza di poter cambiare le cose. Ma soprattutto chiediamo rispetto per l'intelligenza dei cittadini, spossati e martoriati da questo ‘commentificio’ continuo, strumentale e scriteriato. Questa Amministrazione andrà avanti con coraggio e responsabilità per il bene comune", conclude.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna