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Legge elettorale: il Governo pone la fiducia

ROMA (Adnkronos) – Il governo ha posto la fiducia sul Rosatellum bis. Lo ha detto in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

La richiesta del voto di fiducia - arrivata dopo l'autorizzazione del Consiglio dei ministri - è sugli articoli 1, 2 e 3 della legge elettorale. Il Cdm, ha spiegato palazzo Chigi, ha "deliberato il proprio assenso a porre la questione di fiducia" con "riferimento al testo unificato delle proposte di legge n. 2352 e abbinate A/R, recante 'Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali'". 

Il Rosatellum bis approda alla Camera, dando così il via all'iter nell'aula di Montecitorio: la fiducia serve per blindare il testo contro ogni rischio di tenuta dell'intesa tra Pd, Ap, Forza Italia e Lega sul sistema misto che prende il nome dal capogruppo dem a Montecitorio, Ettore Rosato.

E' stato proprio Rosato a chiedere a nome della maggioranza l'opportunità del voto di fiducia: "Ho chiamato Gentiloni per dirgli che in una valutazione che abbiamo fatto con i gruppi di maggioranza è emersa la necessità e l'opportunità che si proceda con il voto di fiducia. Su questo ci siamo confrontati anche con la Lega e Forza Italia. Il testo va preso così com'è, non si può prenderlo a pezzettini - ha detto ai cronisti in Transatlantico -. Il rischio che ci siano dei cambiamenti nei voti segreti era un rischio che avrebbe affondato la legge elettorale".

Subito è scattata la rivolta tra le file della sinistra e, soprattutto, fra i 5 Stelle: "E' una vergogna, un atto indegno. Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento", dice il leader di 'Possibile' Pippo Civati, seguito da quello di Mdp Speranza ("mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia") - e dal Cinquestelle Toninelli, che su Twitter parla di "atto eversivo e incostituzionale fatto da chi ha paura dei suoi" mentre invita gli italiani a scendere in piazza per protestare.

Circa 200 gli emendamenti che saranno sottoposti all'esame dell'aula, tutti o quasi dei partiti che si oppongono al provvedimento: 55 solo quelli presentati dal M5S, 28 di Mdp, 18 di Sinistra Italiana. Sette quelli presentati da Forza Italia, che lo sostiene. E, per votarli, si chiederà con ogni probabilità il voto segreto.

Cinque i punti essenziali della legge elettorale sottoposta al giudizio dei deputati: la scheda unica (nella quale il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono); i collegi (con il 36% dei seggi assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali e il 64% assegnato con criteri proporzionali); la soglia di sbarramento (al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato); le pluricandidature, che salgono a 5; le firme da raccogliere per la candidatura (circa 750, dimezzate rispetto al testo originario della legge).

 

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