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Cyberspionaggio, 2 arresti a Roma: spiati Renzi e Draghi

ROMA (Adnkronos) – Matteo Renzi ma anche Mario Draghi, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Vincenzo Scotti, Piero Fassino, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Michela Vittoria Brambilla, Paolo Bonaiuti, Vincenzo Fortunato, Saverio Capolupo.

E risultano "compromessi" anche i pc in uso a due collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e del Consiglio di coordinamento tra Accademie Pontificie. Politici, ex premier, banchieri, il comandante generale della Guardia di Finanza e il numero uno della Bce sono tra le personalità finite nel mirino di Giulio e Francesca Maria Occhionero, i due fratelli di 45 e 49 anni arrestati oggi.

Nell'elenco delle "vittime più significative" della centrale di spionaggio telematico scoperta dalla Polizia ci sono anche studi legali e professionali, società di recupero crediti, enti istituzionali. Risulterebbe compromesso un pc della segreteria della facoltà di Lettere della Seconda università di Napoli, il pc in uso a un dirigente dell'ufficio contenzioso dell'avvocatura regionale della Regione Lazio. Hackerata anche la Casa Bonus Pastor, struttura alberghiera di proprietà del Vicariato di Roma.

I reati contestati sono procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

Grazie a una estesa rete di computer infettati, tramite la diffusione di un malware denominato 'Eyepiramid', i due da anni acquisivano da numerosissime vittime prescelte notizie riservate e dati sensibili. Non 'vittime qualunque', quindi, ma soggetti in possesso di informazioni particolarmente sensibili e strategiche o di particolare valore per chi opera in determinati ambiti finanziari. I due provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta dal C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

L’indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al C.N.A.I.P.I.C. dell’invio di una mail, indirizzata a un amministratore di rilievo di un’infrastruttura critica nazionale, contenente il malware 'Eyepiramid' (da cui prende anche il nome l'operazione). Tra gli osservati dall''Occhio della Piramide' gli appartenenti a una loggia massonica, archiviati sotto la sigla 'BROS' (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all’estero. Con la sigla 'POBU' (Politicians Business) invece venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale.

L’indagine ha altresì permesso di ricostruire un complesso scenario fatto di 'società a scatole cinesi' nazionali e straniere, usate come paravento per l’acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all’estero. E proprio il concreto pericolo di una fuga all’estero degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, ha infatti determinato l’emissione delle misure cautelari.

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