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Ultime consultazioni per Gentiloni

ROMA (Adnkronos) - Riprenderanno questa mattina alle 9.30 le consultazioni.

L'obiettivo del premier incaricato Paolo Gentiloni è sciogliere la riserva in tempi brevi. Il calendario degli incontri che si svolgono alla Camera alla Sala del Cavaliere, prevede il primo incontro con delegazione di Fdi, alle 10 Svp, alle 10.15 il gruppo Civici e innovatori, alle 10.45 Conservatori e riformisti, alle 11 Area popolare, alle 11.30 Forza Italia e alle 12.30 il gruppo Gal del Senato.

Una scaletta suscettibile tuttavia di cambiamenti: è infatti probabile che l'inizio degli incontri possa slittare di mezz'ora. Il colloquio finale con i capigruppo del Pd dovrebbe svolgersi alle 13 ma potrebbe anche essere spostato alle 14, visto che per per le 12 è prevista la direzione del Partito Democratico.

Già in giornata Gentiloni potrebbe sciogliere la riserva e tornare al Colle per accettare l'incarico e annunciare i nomi dei ministri.

Lega e M5S ieri hanno deciso di disertare i colloqui. "Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L'unica risposta che vogliamo ascoltare è la fissazione della data per le elezioni politiche", ha affermato Matteo Salvini.

Intanto impazza il totoministri. Resta innanzitutto il rebus della Farnesina, ministero chiave: si fa sempre il nome di Piero Fassino ma sta prendendo quota l'ambasciatrice Elisabetta Belloni, favorita rispetto a un altro papabile come Carlo Calenda. Nelle ultime ore si farebbe pure il nome di Angelino Alfano agli Esteri, che lascerebbe il Viminale a un esponente di spicco del Pd e comincia a circolare il nome di Marco Minniti. Secondo le ultime indiscrezioni, insomma, cambiamenti in vista potrebbero esserci per la delegazione governativa di Ncd: se per Alfano si parla di conferma al Viminale o trasloco agli Esteri, a rischio potrebbe essere il posto di Beatrice Lorenzin alla Salute o quello di Enrico Costa agli Affari regionali. In bilico sarebbe Gianluca Galletti, quota Udc, all'Ambiente: al suo posto viene dato favorito Ermete Realacci.

Data out in un primo momento, Maria Elena Boschi alla fine potrebbe rimanere per volere di Matteo Renzi, ma con deleghe diverse da quelle attuali. Per le riforme e i rapporti con il Parlamento si fa il nome di Anna Finocchiaro. Sarebbero tra gli 'intoccabili' Pier Carlo Padoan all'Economia, Roberta Pinotti alla Difesa e Andrea Orlando alla Giustizia. Nessun problema dovrebbe esserci nemmeno per Dario Franceschini alla Cultura e Graziano Del Rio alle Infrastrutture.

A rischio Marianna Madia alla Pa, Stefania Giannini all'Istruzione e Giuliano Poletti al Lavoro. Per questioni interne al Pd la responsabile scuola dei dem, Francesca Puglisi, potrebbe succedere alla Giannini, mentre al dicastero del Lavoro viene data in pole l'attuale viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. Resta un punto interrogativo il ministro di Ala-Sc. In queste ore si è fatto sempre più forte il pressing di verdiniani e zanettiani per avere un proprio esponente al Cdm, ma sono troppe le incognite. Di certo Enrico Zanetti manterrà la poltrona di viceministro all'Economia, ma i suoi spingono per un upgrade. Alle Riforme, al posto della Boschi, si fa il nome di Marcello Pera favorito su Giuliano Urbani.

In caso di cambio della guardia al Viminale, le deleghe di Minniti ai servizi potrebbero essere affidate a Luca Lotti, fedelissimo renziano, confermato come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Quanto alle sorti della componente Ncd, Lorenzin resterebbe saldamente alla Salute, ancora in bilico, invece, Costa agli Affari regionali.

Sulla presenza di Boschi al governo, nelle ultime ore, si rincorrono le voci e si moltiplicano le ipotesi. Anche quella, difficile, che alla fine possa andare agli Esteri. Oppure al ministero dell'Istruzione. Non convince fino in fondo, infatti, l'ipotesi di non affidare a un big del Pd in un dicastero delicato come quello di Viale Trastevere. E sarebbe anche difficilmente praticabile, vista la natura di 'governo a tempo', l'idea di ricorrere a un nome esterno di pregio. Ma per Boschi non si esclude nemmeno un posto da sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In quest'ultimo caso, potrebbe spostarsi Claudio De Vincenti in un apposito ministero per il Sud. Se poi, come sembra, Renzi vorrà dedicarsi al partito, potrebbero aprirsi le porte del governo anche per Lorenzo Guerini, ai rapporti con il Parlamento.

 

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