MONTAGNA

Sabato, 22 Settembre 2018 19:03

Parlano i pistoiesi della montagna: "Ascoltateci"

Si sono uniti in un coordinamento, per farsi sentire

di Guendalina Ferri

PISTOIA – Isolati, abbandonati. Non ascoltati. È così che si sentono, da anni, gli abitanti di tutti quei borghi abbarbicati sulla montagna pistoiese, lungo la strada provinciale 24 meglio conosciuta come Pistoia-Riola. Per anni hanno provato a farsi sentire. C’è Nada del Monachino, Mirella di L’Acqua, l’ingegner Matteoni di Torri, Silvio di Fossato. E ancora ragazzi di Sambuca, persone dell’Acquerino e di Cantagallo appartenenti alle varie pro loco e associazioni. Inascoltati, per tutto questo tempo. È così che quest’estate hanno deciso di unire le proprie voci, per farle risuonare più forti lungo la strada che risale la montagna: è nato così il coordinamento dei cittadini di Pistoia-Riola.

“Non ancora un vero e proprio comitato” precisa Franco Matteoni. Anche se non è detto che non lo diventi. I cittadini della montagna hanno discusso e hanno individuato i problemi principali della loro zona. Ne hanno parlato stamani, nel corso di una conferenza stampa nel seminario di Pistoia. “La valle dimenticata” il titolo dell’incontro.

 

I ponti

Prima di salire sul ponte che collega Lentula e Fossato c’è un cartello che mette le cose in chiaro fin da subito: “Parapetto pericolante”. E in effetti di parapetto ne è rimasto veramente poco. Una serie di transenne messe lì dal comune di Cantagallo chiude il tratto di strada, da quando gran parte della spalletta è crollata nel corso del tempo.

“Dopo Genova – spiega Silvio – intorno ai piloni del ponte sono stati messi dei nastri bianchi e rossi”.

“D’estate la gente va lì sotto, scende al fiume. Dopo l’incidente del 14 agosto non è più possibile. Lo spazio sotto il ponte non è più accessibile, perché a quanto pare è pericoloso” aggiunge un’altra ragazza di Sambuca.

Il ponte è l’unico modo, per chi abita a Fossato, di raggiungere Pistoia o Porretta. La sola alternativa è quella di allungare di parecchio il giro, percorrendo la Porrettana.

C’è anche il caso del ponte antichissimo, e restaurato per l’ultima volta nel 1929, che rappresenta praticamente l’unica via di accesso a un agglomerato di case in località L’Acqua. “Anni fa, ormai, è stato chiuso con una transenna perché non vi si può più transitare sopra con la macchina – racconta Mirella. – Agli abitanti tocca lasciare l’auto di là dal ponte e andare a casa a piedi. Un problema, visto che gli abitanti sono perlopiù anziani. E c’è da aggiungere che il ponte, proprio perché antico, è stato dichiarato d’interesse storico. Ma così non è affatto valorizzato”.

Il caso più grave è però sicuramente quello del ponte che passa sempre dalla località di L’Acqua: parte della Pistoia-Riola, è di pertinenza della provincia di Pistoia e su di esso transitano non solo parecchie auto, ma anche autobus, mezzi di soccorso, autotreni. “È stato realizzato alla fine degli anni Sessanta e non è mai stata fatta manutenzione, a quanto sappiamo. Di certo non negli ultimi vent’anni” spiega l’ingegner Matteoni. E indica le foto del ponte: lungo la carreggiata è spuntata dell’erba e il cemento si è sgretolato nel tempo, lasciando le armature in bella vista. Infiltrazioni e ruggine completano un quadro di sicuro poco rassicurante.

“Il problema – sottolinea Nada – è che ci si mobilita solo quando avviene una tragedia”.

 

La comunicazione

“A L’Acqua i telefoni non funzionano dallo scorso inverno, quando una violenta nevicata mise fuori gioco i cavi del telefono” racconta Mirella. Idem a Cantagallo, dove la situazione è migliorata solo negli ultimi mesi.

Un problema enorme per i residenti della zona, soprattutto per le tante persone anziane: non possono telefonare, non hanno accesso a Internet, la telefonia mobile prende solo a tratti. Tagliati fuori, completamente. Isolati. E oltre al danno, la beffa: “Dallo scorso inverno continuiamo a pagare il canone del telefono, come se potessimo usarlo” aggiunge Mirella. E le varie sollecitazioni non hanno prodotto nessun risultato.

 

La viabilità

La Pistoia-Riola fa parte della Ciclovia del Sole, il percorso ciclabile che dal Brennero si snoda fino a Palermo. “Peccato che sia piena di buche, che l’erba cresca fuori controllo ai lati della carreggiata, che le frane la rendano inagibile per settimane. E poi manca del tutto la segnaletica orizzontale” precisa Nada.

L’erba non è stata tagliata per mesi. Fino a qualche giorno fa, quando gli addetti della provincia sono andati finalmente a ripulire il bordo della strada a Torri. “Peccato che abbiano lasciato tutta l’erba tagliata lì – dice Franco. – Non so a chi spetti rimuovere i residui di erba dalla strada. Fatto sta che, così facendo, alla prima pioggia si rischiano allagamenti”.

“E fa quasi sorridere passare dalla provincia di Pistoia a quella di Bologna. Si vede chiaramente dove finisce la pertinenza dell’una e comincia quella dell’altra, a livello di manutenzione e di segnaletica” aggiunge Mirella.

 

Nel tempo, i residenti della zona si sono rivolti più volte alle province di Pistoia e Prato, che dovrebbero occuparsi dei vari tratti della Pistoia-Riola. “Mai una risposta, mai una soluzione”. Adesso si sono uniti e, per cominciare, hanno lanciato una petizione rivolta alle due province, ai due prefetti, ai sindaci di Sambuca e Cantagallo, ai consiglieri regionali e ai parlamentari pistoiesi. Hanno già raccolto più di 800 firme. 

“A noi non piace lamentarci. Siamo gente che, quando c’è un problema, come prima cosa si arrotola le maniche e lavora – conclude Franco. – Tante volte ci siamo dati appuntamento per ripulire la strada e per tagliare l’erba, quando la situazione non era più sostenibile. Però adesso vorremmo delle risposte. E per cominciare non vogliamo neanche delle soluzioni. Prima di tutto vogliamo essere finalmente ascoltati”.

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