MONTAGNA

Giovedì, 20 Settembre 2018 16:55

Montagna, Niccolai (Pd) denuncia disservizi postali

Tagliate le zone di recapito della Montagna Pistoiese

MONTAGNA PISTOIESE - Troppo penalizzate le aree montane, come quella pistoiese, dalla nuova riorganizzazione del servizio postale. Ed a rimetterci sono gli abitanti di queste zone.

"La Regione Toscana si attivi nei confronti del Governo affinchè intervenga nelle sedi opportune con Poste Italiane per rivedere le modalità con le quali è stata posta in essere la riorganizzazione del servizio postale di carattere universale, in particolare per le aree montane, come è il caso del territorio della montagna pistoiese”.

Queste le richieste del consigliere regionale Pd Marco Niccolai in un'interrogazione al presidente della Giunta regionale, in merito alla questione della riduzione dei servizi di Poste Italiane nel territorio della montagna pistoiese.

“Secondo quanto denunciato nelle scorse settimane dalle associazioni sindacali - scrive il consigliere Marco Niccolai - nel territorio della montagna pistoiese e soprattutto nei Comuni di Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio, Sambuca e Marliana si registrerebbero numerosi problemi per quanto riguarda la consegna della posta a seguito della riorganizzazione dei servizi compiuta da Poste Italiane nei mesi scorsi; in particolare, tale riorganizzazione avrebbe comportato il taglio di oltre il 40% delle zone di recapito sulla montagna, passate da 12 a 7, ed una conseguente riduzione dei portalettere".

I sette addetti alla consegna rimasti nel territorio si trovano a dover consegnare la posta di due giorni in zone più ampie, con difficoltà a finire il giro nei tempi stabiliti, oltre a condizioni di stress e ai rischi legati al dover operare più velocemente in territori che, soprattutto in inverno, sono caratterizzati dalla presenza di ghiaccio e neve.

“La riorganizzazione dei servizi postali - conclude il consigliere Niccolai nella sua interrogazione - ancorché fondata su legittime politiche imprenditoriali, non può finire per ledere i servizi dei cittadini toscani, in particolare per quanto riguarda coloro che abitano nelle aree interne e montane, che già scontano una serie di svantaggi dovuti alla particolare collocazione geografica”.

 

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