MONTAGNA

Giovedì, 16 Agosto 2018 13:19

Alla Macchia Antonini torna la festa di mezza estate

Rievocazioni tra storia e musica

SAN MARCELLO - Domenica 19 agosto alla Macchia Antonini torna la tradizionale festa di metà estate. Una delle più antiche feste toscane: la prima edizione si tenne nel 1827 per esplicita volontà testamentaria di Pellegrino Antonini, proprietario di quei vasti terreni.

Nello scenario di un luogo straordinariamente suggestivo, la festa, che ogni anno viene organizzata la prima domenica dopo Ferragosto, affonda le radici in una storia d'altri tempi, quando il mecenate Pellegrino Antonini decise di donare per uso pubblico più di duecento ettari di terreno.

È grazie a lui se tutti ancora oggi possono godere di un luogo montano ben curato dove poter passare le giornate in mezzo ad alberi secolari.

La proprietà è amministrata dal Legato Antonini, un ente benefico costituito appositamente a tale scopo e la cui sede si trova nel Comune di Pistoia. All’iniziativa sarà presente il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi.

Ecco il programma della giornata:

Alle 10.30 partenza dalla località Al Monte (a circa un km dalla Macchia Antonini) con musiche e canti per una rievocazione della festa in abiti novecenteschi (dai primi del Novecento agli anni ‘60) e arrivo al “pratone” per il pranzo al sacco. Anche nel pomeriggio musica.

Manifestazione a cura della Proloco di Casa di Monte (per informazioni Loretta, Pian del Meo, 328 0782691).

Alle 11.30 celebrazione della Santa Messa.

Alle 15 rievocazione della festa in abiti ottocenteschi con partenza dal bosco oltre la cappella della famiglia Antonini e arrivo al “pratone”. A cura del Gruppo storico Primo Comune d’Italia MCV.

A partire dalle 16 cocomerata di mezza estate e musica con la Banda comunale.

A seguire il duo musicale “La Dama e l’Unicorno” presentano lo spettacolo La Grotta delle Fate: ballate e canzoni celtiche accompagnate dal suono dell'arpa celtica, della voce, del flauto traverso e della chitarra faranno da contrappunto a racconti di fate e folletti e alle leggende popolari dei nostri Appennini.

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