MONTAGNA

Domenica, 11 Marzo 2018 11:36

Ammanco ex Comunità montana. “Ma il Tribunale vuole arrivare davvero alla verità?”

SAN MARCELLO – Nei giorni scorsi si è svolta una nuova udienza del processo a carico di Giuliano Sichi, ex economo della Comunità montana.

Il Comitato Recupero ammanco Comunità montana era presente alla seduta durante la quale sono stati ascoltati gli imputati Rosa Apolito e Roberto Fedeli, dirigenti apicali dell’ente soppresso.

Nell’udienza precedente, era stato ascoltato Eller Vanicher, incaricato della relazione tecnica sia dalla Giunta dei Sindaci che dalla Procura.

“Con questa nomina – osserva il Comitato - si è di fatto estromessa qualsiasi responsabilità politica in questa incresciosa vicenda secondo il noto principio che ‘cane non morde cane’ e che l’interrogatorio di Eller Vanicher ha ampiamente certificato. Nonostante la Comunità sia stata fatta fallire per un debito di 250.000 euro a fronte di un patrimonio in beni e macchinari di milioni di euro e nonostante la politica abbia cercato di tenere nascosti gli introiti dei ‘famosi’ Bacini imbriferi montani, in questa udienza sono fragorosamente ricomparsi”.

Il Comitato rileva che tale “vulnus amministrativo” non sia stato minimamente trattato, né nella relazione di Eller Vanicher e neppure nel corposo carteggio in mano al pubblico ministero.

“Perché? - si chiede il Comitati - Stiamo parlando di una somma consistente che riappare stranamente, ma non molto, nella strategia dell’avvocato difensore di Giuliano Sichi e che precedentemente mai era stata sollevata in sede di udienza. Noi speriamo di poter arrivare ad un compiuto giudizio che coinvolga anche le responsabilità politiche che – appare adesso chiaramente – non si desidera o non si è in grado che appaiano. Senza voler entrare minimamente nel merito del processo, non si può non rilevare come questo procedimento penale, assieme agli altri, non certifichi l’obiettivo principale che è quello di fare chiarezza verso tutto e verso tutti ma si trascini stancamente anche dinnanzi a rilevanti novità, quali, appunto, i Bim dei quali non si conosce l’ammontare preciso e che risulta impossibile quantificare anche in virtù di una casuale sparizione di atti che si dice essere stati sottratti. Da chi e perché? Il Comitato desidera far sapere ai cittadini della Montagna tutta che esperirà tutti i mezzi in suo potere affinché la verità, quella vera e totale, prevalga e finalmente il convitato di pietra, cioè la politica, si offra al giudizio dei cittadini. Magistratura permettendolo”.

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