MONTAGNA
Mercoledì, 21 Febbraio 2018 15:07

"No allo scempio della superfunivia”, il Wwf contro il collegamento Doganaccia-Corno alle Scale

ABETONE - "Si parla di rilancio turistico dell’Appennino, attraverso un progetto sovra regionale che vuole unire le tre stazioni sciistiche di Corno alla Scale, Doganaccia e Abetone, rispolverando un'idea del 1963" scrive in una nota il presidente del Comitato per il Wwf di Pistoia e Prato, Marco Beneforti.

Il progetto - si legge nella nota - prevedeva una funivia Doganaccia-Scaffaiolo ed un impianto di seggiovia con partenza da Tavola del Cardinale ed arrivo sotto al vecchio rifugio del lago. In totale, è prevista una serie di altri interventi che, da qui al 2020, porteranno a 27 milioni di euro gli stanziamenti nel comprensorio sciistico dell’alto Appennino tosco-emiliano. La stragrande maggioranza dei fondi sono destinati direttamente agli impianti a fune e funzionali allo sci.

"Le decisioni prese sono palesemente in contrasto con le norme esistenti per la tutela di questo territorio - continua Beneforti - e la situazione è la seguente: le zone di intervento per le nuove infrastrutture si trovano all’interno di aree protette (Sic, Parchi Regionali) o nelle loro immediate vicinanze. E per effettuare interventi del genere (gravemente impattanti sull’ambiente e sul paesaggio) è necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale e il parere tecnico degli organi competenti (direzione del Parco del Corno, Ufficio Parchi della Regione".

"E’ assurda la procedura di stanziare soldi (tantissimi) e decidere interventi ancor prima di sapere se gli stessi sono possibili e quale risulta il loro impatto sull’ Ambiente. Nel dicembre 2016 sono bruciati al Corno alle Scale (prevalentemente sul versante toscano) decine di ettari di prati e di brughiera a mirtillo; sulle aree percorse dal fuoco non è possibile alcun intervento e questo per almeno 20 anni (cfr. Legge nazionale n° 353 del 21 Novembre 2000 e DGR n° 917 del 2 Luglio 2012); come si fa a dire che la “Superfunivia” del Corno ci sarà entro il 2020?" chiede Beneforti.

E’ poi noto - continua il presidente del Comitato - che l’innevamento naturale si è ridotto di oltre il 30% negli ultimi due decenni "e questo obbliga a intervenire con gli impianti di innevamento artificiale che aumentano l’impatto ambientale, i costi di realizzazione e di manutenzione; il turismo prevalente al Corno (che sostiene l’economia locale!) è quello estivo e certamente non quello legato allo sci, rivelatosi fallimentare; sul versante toscano (esposto a sud) la situazione è ancora peggiore e proprio il versante toscano sarà particolarmente interessato dagli interventi".

E beneforti sottolinea che farà tutto il possibile, anche sul piano legale, per difendere il Corno alle Scale e lo sviluppo di un’economia sostenibile a vantaggio dell’ambiente e di tutti i cittadini.

 

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