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Montagna, unico comprensorio tosco-emiliano. Confesercenti: "Errore imperdonabile non riuscirci"

SAN MARCELLO - Un progetto strategico che crede fortemente nello sviluppo dell’Appennino tosco-emiliano.

"Entro il 2020, 27 milioni di euro (dei quali 20 dallo Stato, il resto dalle due Regioni) saranno investiti in quest’area, e ciò rappresenta una svolta storica. La destinazione dei fondi è molteplice, e non è riferita esclusivamente alla realizzazione di nuovi impianti (come il collegamento tra Doganaccia e Corno alle Scale); l’obiettivo finale è la realizzazione di un unico comprensorio tosco-emiliano per la qualificazione e l’ampliamento dell’offerta" si legge nel comunitato stampa di Confesercenti Pistoia dopo l'incontro di stamattina a palazzo comunale realizzato dalle Confesercenti di Toscana, Emilia Romagna, Bologna e Pistoia.

Un appuntamento che è servito a fare il punto sul sistema di finanziamenti e incentivi destinati alla “nostra” montagna grazie alla firma dell’accordo tra la presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna.

"Se tra i vari relatori la parola d’ordine è stata quasi unanimemente quella di fare sistema per non perdere un’occasione così importante, si è registrata anche una voce dissonante da parte del sindaco di Abetone-Cutigliano, Diego Petrucci, secondo cui un nuovo impianto di collegamento con le piste emiliane non porterà benefici al territorio da lui amministrato, preferendo optare per un’ipotesi di sviluppo dei percorsi ciclopedonali o di trekking" continua la nota.

“Tutto il comprensorio della Toscana e dell’Emilia deve essere al centro del progetto – ha invece detto il direttore di Confesercenti Pistoia Riccardo Bruzzani - e la realizzazione di nuovi impianti è la condizione essenziale. Occorre implementare l’offerta se vogliamo dare alle imprese, alle popolazioni, ai giovani, un futuro. L’investimento per il nuovo impianto di collegamento la Doganaccia/Corno alle Scale è un primo passo in avanti. Altri investimenti sono necessari e urgenti per l’efficiente funzionamento di tutti gli impianti, per le infrastrutture, i servizi, l’accoglienza, gli impianti sportivi, il sostegno all’agricoltura. Dobbiamo stare bene di qua e di là dell’Appennino: sarebbe un errore imperdonabile non riuscire a fare sistema”.

“Confesercenti – ha detto il presidente regionale dell’associazione, Nico Gronchi – ha messo insieme le istanze dei due territori di Toscana ed Emilia, sottolineando che stiamo scommettendo sul futuro dell’Appennino. Chi parla di aggressioni politiche sappia che questi discorsi a questa sala e agli operatori non interessano. Noi siamo pronti a raccogliere subito la sfida: non ritroviamoci tra 10 anni a dire che non si è fatto niente perché non si è scelto di fare”.

“La montagna – ha rassicurato l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – ha visto passare troppe volte promesse che poi non hanno trovato riscontro. Oggi sentiamo la responsabilità di trasformare le idee in un vero progetto da attuare. Un intervento strutturale che mai come ora è vicino a essere realizzato con risorse a disposizione. Il crinale diventerà una terra dove due regioni di contagiano a vicenda, non più un confine”.

Nel corso dell’iniziativa hanno preso la parola anche Loreno Rossi (direttore Confesercenti Bologna: “Sono gli stessi imprenditori a chiederci che si passi dalle parole ai fatti”), Luca Marmo (sindaco di San Marcello-Piteglio: “Siamo davanti a uno snodo storico che ci fa riflettere sui sistemi di interconnessione e sul rilancio delle infrastrutture con coinvolgimento della politica e della società civile”), Elena Torri (sindaco di Lizzano Belvedere: “E’ un progetto strategico che crede nell’Appennino tosco-emiliano con il quale o ci salviamo tutti o siamo tutti destinati a morire; per una volta cerchiamo di essere collaborativi e troviamo i giusti compromessi”), Stefano Muzzarelli (sindaco di Fanano: “Dobbiamo presentarci al mondo come un unico territorio”).

 

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