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Un libro racconta cinquant'anni di bugie (e di cultura popolare) alle Piastre

Da sinistra Emanuele Begliomini e Alberto Vivarelli Da sinistra Emanuele Begliomini e Alberto Vivarelli

di Marta Meli

PISTOIA – “Esiste un luogo dove, dal 1966, le persone possono permettersi di non dire la verità ed esserne premiati…”

Si tratta di Le Piastre, piccolo paese della montagna pistoiese, sviluppatosi a fine ‘700 poco dopo l'apertura del collegamento stradale tra Pistoia e Modena. Qui, in questo passo montano, si tiene l’unico e inimitabile Campionato della Bugia famoso in tutto il mondo.

Ieri sera è stato presentato il libro “Il paese della bugia, Le Piastre e i 50 anni di un Campionato unico al mondo” (Festina Lente Editore), alla libreria Lo Spazio in via dell’Ospizio. A coordinare l’incontro è stato Alberto Vivarelli, direttore di Reportpistoia.

“Un libro che si scrive da solo, che narra parte della storia montanina, la cui realizzazione ha visto la luce dopo nove mesi di costante impegno e lavoro – ha detto Emanuele Begliomini, tra gli organizzatori - così vorrei rendere merito a tutti gli autori, collaboratori e naturalmente all’editore per questo importante progetto”.

“La montagna ha bisogno di attenzioni, cura e spinte ulteriori – ha detto, in un intervento, Sauro Romagnani della Fondazione Banca Alta Toscana – deve essere valorizzata al meglio per tutto lo splendore che ha da offrire”.

Non parliamo solo di momenti esilaranti, bizzarri e divertenti. Il Campionato della Bugia, racconta qualcosa di diverso, di più profondo: il folklore, le radici di un paese, vite di donne, uomini e bambini, storie di una comunità centenaria.

“Questo festival, come Le Piastre non rientrano nella categoria di cultura ‘minore’, al contrario, chi lo pensa probabilmente ha della cultura una visione aristocratica – ha detto Alberto Vivarelli – parliamo invece di cultura popolare, che con la stessa importanza, può restituire dignità alla storia di un’intera comunità”.

“Dietro questa letteratura orale, questa bugia declinata in forma di racconto sta la narrativa più pura, è il dono prezioso posseduto dai piastresi – ha aggiunto – saga di una comunità molto unita, simbolo di un riscatto sociale radicato nel passato, dato dall’essere predestinati ad una vita in salita, sempre da affrontare e superare con maggiore sforzo e fatica”.

Grazie alla bugia, i più grandi personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della musica e della letteratura (si pensi a Sepulveda), hanno potuto conoscere Le Piastre. Personaggi come Enzo Tortora, Raffaella Carrà, Everardo dalla Noce, Enzo Biagi, Franco Ballerini, Paolo Ruffini, Francesco Guccini, Gene Gnocchi, Bobo Rondelli, Davide Riondino, Carlo Monni e altri ancora.

Il paese è il cuore delle persone e dei suoi grandi affabulatori come Monti, l’allora direttore delle Poste, che raccontava straordinarie imprese e avventure alla corte di zar e imperatori. “Quest’anno ci sono stati 110 candidati concorrenti da tutto il mondo per partecipare al campionato – ha concluso Emanuele Begliomini – questo è motivo di orgoglio, è vera emozione”.

Mille a altri motivi per andare a Le Piastre, oltre alla quarantunesima edizione del campionato, si apriranno – tra sabato 5 e domenica 6 agosto - le porte del Museo della Bugia, che nell’anno di Pistoia Capitale della Cultura renderà omaggio ad una parte importante della storia della montagna pistoiese.

 

 

 

 

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