Giovedì, 07 Giugno 2018 19:42

Santiago, camminare in solitudine lungo la “Senda litoral”

di Remo Fattorini

Porto - In Portogallo a camminare. Da Porto fino a Santiago de Compostela, poco più di 300 chilometri lungo l’Oceano.

In tutto, compreso viaggio e un po' di turismo a Porto, mi sono preso 20 giorni di libertà.

Tra i tanti cammini portoghesi ho scelto questo perché si sviluppa tutto lungo l’Oceano, e io sono sempre stato attratto dall’acqua, dal suo fascino; mi piace il suo movimento che – mi dicono – nell’Atlantico sia costante per interi mesi. Così ho deciso per la “Senda litoral” e poi la “Variante Espiritual”. Lo stesso percorso che fecero i discepoli di Giacomo, quando da Gerusalemme portarono il corpo decapitato dell’apostolo fino in Galiza.

Un cammino che consiglio a tutti quelli che amano il mare e la natura, il paesaggio, le spiagge e gli scogli, che hanno una vera passione per la solititudine e per una vita essenziale.

A tutti quelli che preferiscono stare bene con poco. Poco di tutto, dall’abbigliamento – più è ridotto, meglio è – al trascorrere i giorni camminando su spiagge deserte, sul bagnasciuga dell’Oceano, o percorrendo chilometri di passerelle di legno, comode e panoramiche, che scorrono a fianco delle dune fiorite.

Consigliato per coloro che non amano la confusione né lo shopping .

A tutti quelli che sentono il bisogno di resettare la propria testa ingolfata da impegni, problemi e infinite priorità. Camminare per giorni in solitudine aiuta a selezionare ciò che è veramente importante per te stesso.

A tutti quelli che vogliono fare un’esperienza unica, respirando aria fresca profumata di salsedine e impregnata dagli odori dei tanti fiori sbocciati sulle dune; interessati a incontare – all’arrivo negli alberghi – ogni tipo di persone provenienti da paesi, con storie diverse, in un clima di solidarietà e vicinanza che ti resterà addosso nel tempo.

A tutti quelli che interessati a vivere alla giornata, decidendo, momento per momento, cosa fare, quando e quanto camminare, fermarsi, guardare, pensare; a come affrontare gli imprevisti divertendosi, sbagliare strada senza rimpianti, gestire disagi con il sorriso, dormire in letti a castello in camere collettive, camminare sotto la pioggia. Insomma come diceva mia nonna: “Saper fare con quel che passa il convento”.

A tutti coloro ai quali non dà fastidio l’uguaglianza.

Lungo il cammino siamo tutti uguali, tutti facciamo la stessa cosa, nello stesso modo: camminiamo con lo zaino sulle spalle. Non ci sono più barriere, non c'è il professionista, l’operaio, la maestra.

Qui siamo tutti pellegrini.

Così passo dopo passo sono arrivato a metà percorso: Caminha, ultimo paese del Portogallo. Sull’altra sponda del Rio Minho c'è la Galizia, Spagna.

Il panorama cambia, non ci sono più le grandi spiagge, ma colline, scogli e boschi.

Buon cammino a tutti!

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.