Giovedì, 21 Marzo 2019 16:39

Rifondazione, “difendere Arpat e chi ci lavora”

Da alcune settimane i lavoratori dell'Agenzia per la Protezione Ambientale della Toscana sono in stato di agitazione. Con un calo di dipendenti pari al 17% in 7 anni (da 771 a 634 unità in forza) - senza calcolare l'ondata ormai prossima di pensionamenti grazie a quota 100 - e con un taglio di finanziamenti dal Bilancio Regionale pari a € 4.000.000 negli ultimi 5 anni,

il problema non è solo di posti di lavoro persi ma anche della scelta di questa Giunta Regionale di far fallire qualsiasi progetto di controlli sullo stato dell'ambiente, di lotta ai reati ambientali e di contabilità ambientale (presupposto obbligatorio per chiunque cianci di economia circolare, che è un pezzo della sostenibilità ambientale). Non a caso, solo nell'ultimo anno, ARPAT ha diminuito i suoi controlli su:

  • acque di scarico (depuratori civili e industriali, ecc.): -18%,

  • analisi emissioni in atmosfera (impianti industriali): - 30%

 controlli sull’inquinamento acustico (strade, aeroporti, esercizi pubblici, ecc.) -38%,

 controlli elettromagnetismo (stazioni radio, TV e telefonia; elettrodotti; ecc.) -10%,

 controlli su impianti di gestione rifiuti (discariche, inceneritori etc.) -12%.

Oltretutto, da anni i lavoratori e le lavoratrici di ARPAT e la loro RSU, denunciano la mancanza totale di investimenti su attrezzature e strumenti necessari per svolgere in modo serio il proprio lavoro di controlli sul territorio e di analisi nei propri laboratori.

E' solo una questione salariale? No. Se anche lo fosse Rifondazione Comunista, comunque, appoggerebbe la lotta per uno stipendio dignitoso di personale esperto e qualificato che ha visto una vacanza contrattuale di 10 anni e ora vede un taglio di oltre 400 € annui sui propri stipendi, ma la vertenza ARPAT riguarda tutti i cittadini toscani e la loro salute perché il continuo degrado dei territori toscani sotto i colpi di un aumento esponenziale dei crimini ambientali (quelli contro le leggi ma anche quelli coperti da una gestione discutibile delle leggi come l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze e il rinnovo con delibera regionale di questa estate della possibilità di uso di ben 29 principi attivi di diserbanti anche nel raggio di sensibilità dei pozzi per l'acqua potabile) sta mettendo in discussione la salute di chi abita in questa regione e soprattutto dei residenti dell'area Firenze-Prato-Pistoia, la più sviluppata in termini industriali ma anche la più esposta ai problemi sanitari di una crescita senza limiti e senza controlli veri e certificati e questo anche grazie alla miopia del PD, che si esprime in modo particolarmente violento sulle politiche ambientali, dove per le scelte scellerate su tutti i fronti ambientali, la loro Giunta Regionale, negli ultimi 5 anni, è stata in grado di riallineare la Toscana con le regioni dove si respira peggio e ci si ammala con più facilità.

Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Pistoia, esprime tutta la propria solidarietà ai lavoratori e lavoratrici di ARPAT perché la loro lotta è di tutti coloro che difendono i propri territori, il proprio ambiente, la propria salute, dalle aggressioni di un sistema produttivo che non riesce ad andare oltre la visione limitatissima di un guadagno immediato e di uno scarico dei costi dell'inquinamento sul resto della collettività sociale anche grazie alle coperture politiche del PD in Regione e dei nuovi poteri forti al governo nazionale. I guadagni per pochi, i costi (di salute, di degrado ambientale, di degrado della tenuta sociale) per tutti. Noi non ci stiamo e scegliamo, come sempre, di stare dalla parte di chi lotta per un futuro sostenibile per tutti.

 

la segreteria Provinciale

del Partito della Rifondazione Comunista,  Pistoia

 

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1 commento

  • Link al commento Bruno Giovedì, 21 Marzo 2019 19:23 inviato da Bruno

    Ripetitori, pesticidi, discariche, inceneritori, polveri sottili....e si diminuiscono i controlli ? È davvero cosi ? Come è possibile ?

    Rapporto

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