Venerdì, 25 Maggio 2018 19:53

Rifondazione: Defi Pratesi, quelle lavoratrici divenute ingombro

SERRAVALLE - Niente di nuovo sotto il sole. Ecco le parole che ci vengono in mente leggendo le dichiarazioni rilasciate  dal sig. Pratesi  dalle quali si evince che la vendita non ha portato introiti alle casse  dell'azienda.

A chi quindi ha portato introiti? Non certo alle lavoratrici che hanno lavorato per decenni con professionalità e capacità tale, da rendere il marchio famoso e quindi appetibile, orgogliose di quel che facevano sentendosi parte importante di un'azienda  importante. 

E adesso?  Il signor Pratesi all'uscita dell'incontro fra le parti, tenutosi  in Confindustria lunedì 21 maggio, dichiara : "Abbiamo lottato molto per trovare i soldi necessari per finire di pagare almeno marzo. Per ora non voglio esprimermi sul resto".  Sull'incontro in regione invece dichiara : "Al momento il dialogo è aperto e sono in corso evoluzioni della situazione". 

Pertanto viene spontaneo chiedersi quali saranno le decisioni in merito alle mensilità dovute alle dipendenti, partendo da quelle dello scorso 2017. D'altronde non è l'eredità di un'impresa che rende l'erede imprenditore. Noi diciamo che hanno molto lottato per trovare chi acquistasse l'azienda al miglior prezzo possibile, mettendo sul tavolo tutto ciò che migliorava l'ammontare dell'incasso, forse sul tavolo ha pesato anche la possibilità di liberarla da quel capitale umano, le lavoratrici, che un tempo era risorsa ed oggi è solo di ingombro e che in fondo si può gettare dopo l'uso.

Trattare per conto dei nuovi padroni è senza dubbio più comodo, ma le responsabilità per le scelte fatte dal signor Pratesi non cambiano.  

Un'altra chiusura, altri disoccupati, altri precari, altre professionalità che andranno perse, altro padrone che chiude, incassa e poi fatica a trovare in un'azienda svuotata per tempo, i soldi per pagare chi quei soldi se li è guadagnati con il lavoro. Quel lavoro a cui non si riconosce più alcun valore, in questo disgraziato paese. Quel lavoro che diventa sfruttamento e chimera per chi di lavoro deve vivere. Esprimiamo la nostra totale solidarietà a tutte le dipendenti, sparse per gran parte della Toscana. Consapevoli che l'unità è l'unica forza che potrà sorreggerle nella dura realtà che si prospetta.

Partito della Rifondazione Comunista

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