Venerdì, 23 Febbraio 2018 10:13

Come un brutto copione. L'uscita di Pistoia dalla rete Re.a.dy

di Rete 13 Febbraio Pistoia

PISTOIA - Come in un brutto copione: che l'attuale giunta comunale di Pistoia sia uscita dalla Rete Re.a.dy, (la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni che si occupano di attuare politiche contro le Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), rinunciando così ai contributi a fondo perduto che ne sostenevano i progetti, non ci stupisce assolutamente.

In un periodo in cui molti comuni e istituzioni vari si aggiungono a questa preziosa rete, Pistoia va in direzione opposta, schierandosi dalla parte sbagliata, con una scelta politica ideologica inaccettabile. La giunta Tomasi ha rinunciato ai fondi elargiti dalla regione ed è addirittura pronta a restituire quelli già avuti pur di continuare a coltivare la cultura della discriminazione che è propria dei partiti che rappresenta.

È il 2018 e il Comune di Pistoia, per bocca della vicesindaca Celesti, si assume la responsabilità politica di questa scelta e delle conseguenze che comporta comunicandoci, dall'alto della sua competenza, che le politiche antidiscriminatorie sono uno spreco di soldi.

Abbandonando le politiche anti-discriminazione il Comune di Pistoia, nella persona del sindaco Tomasi, della vice sindaca Celesti e di tutta la giunta, incoraggia e si rende complice di azioni e comportamenti discriminatori verso omosessuali, transessuali e donne pistoiesi. Quindi la prossima volta che i vostri figli o le vostre figlie verranno bullizzat* a scuola, la prossima volta che verrete insultat* o aggredit* per strada, la prossima volta che verrete discriminat* a lavoro, ricordate bene chi sono i mandanti politici di queste azioni.

Come donne, cittadine, queer, portavoce della ricchezza delle differenza della nostra comunità ci appelliamo a tutta la cittadinanza, alla Regione Toscana, che della rete Re.a.dy si è fatta promotrice fin dalla suo esordio, alle realtà associative del territorio regionale, al comitato Toscana Pride, a Non Una di Meno, chiedendo di intervenire al nostro fianco, di stare con noi dalla parte giusta, con azioni in grado di sostenerci contro un comune che ha fatto sparire, nel silenzio collettivo, non solo le buone pratiche contro le discriminazioni ma le pari opportunità stesse.

 

 

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