Sabato, 10 Febbraio 2018 17:39

In migliaia in piazza a Macerata. Per "Potere al popolo" la miglior risposta anche a Nardella 

Sono inaccettabili le dichiarazioni rilasciate oggi dal sindaco Nardella a proposito dei fatti di Macerata e della manifestazione antifascista che ha riempito le strade della città marchigiana:

'Da sindaco posso capire la preoccupazione del sindaco di Macerata di non fare della propria città un campo di battaglia, di scontro politico in un momento elettorale. Ogni sindaco considera la propria città come se fosse la propria famiglia, quindi capisco il sentimento del sindaco che come prima preoccupazione ha quella di proteggere la sua comunità ed evitare ogni strumentalizzazione.' (fonte ANSA)

Non una parola sui valori dell'antifascismo. Il messaggio – neanche tanto sottinteso – è che chi oggi si trova a Macerata non stia facendo altro che propaganda elettorale. Perché al sindaco non viene in mente che potrebbero esistere dei valori che vadano oltre la propaganda elettorale. Al sindaco non viene in mente che da militanti noi saremmo andati a Macerata anche se non fossimo stati in campagna elettorale. Forse il Sindaco è abituato a ridurre ogni questione in termini finalistici. Insomma, il sindaco guarda il dito, noi invece guardiamo la luna.

Ed è grave che il sindaco Nardella paragoni la città ad una famiglia, una visione paternalistica e riduttiva: una città è una città e va amministrata come tale, per tutte e tutti gli abitanti che ne fanno parte. 

Sono decine di migliaia i manifestanti che pacificamente sono giunti a Macerata da tutta Italia, per rispondere con la mobilitazione all'attacco razzista e fascista che qualche giorno fa ha ferito sei persone, che come unica colpa avevano quella di avere la pelle nera.

Oggi gli antifascisti si riprendono Macerata, ed ogni città, con una mobilitazione militante, ed è la miglior risposta sia a ogni rigurgito neofascista, troppo sottovalutato da certo centrosinistra, sia alla indecente proetesa di stendere un velo di silenzio e di tacitare la giusta reazione popolare verso chi semina odio e nostalgie di regime.

Solidarizzare con le vittime, ricordare i valori dell'antirazzismo e dell'antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione, chiedere a chi ha la responsabilità di parlare ai cittadini e alle cittadine di non alimentare l'odio, di smetterla a guardare ai migranti come se fossero la causa di tutti i mali, dire basta alla guerra tra poveri: questo chiedono sfilando a Macerata i manifestanti.

Noi a Firenze sappiamo bene a cosa portano l'odio razziale e gli slogan razzisti che si insinuano in certi messaggi politici: è stato solo un fortuito caso che Traini non abbia compiuto la strage che fece invece Casseri il 13 dicembre 2011, quando lasciò a terra senza vita i corpi di Samb Modou e Diop Mor.

Oggi il tentativo del PD, e di Minniti per primo, di vietare il sacrosanto diritto che ogni cittadino ha di difendere i valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo sono naufragati di fronte alla determinazione della parte civile del paese che ha deciso di non fermare la propria indignazione e il proprio sdegno di fronte ai divieti.

Oggi vince la società civile e i balbettamenti di Nardella, la sua confusione tra strumentalizzazione e determinazione a esercitare i propri diritti chiariscono, se ce ne fosse bisogno, che il tempo di aprire gli occhi e vedere questi politicanti per quello che sono è finalmente arrivato.

 

Potere al Popolo!

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