Domenica, 07 Gennaio 2018 17:43

Depuratore: il personale non aveva mai sentito il cattivo odore?

Pistoia - Sono ancora una volta a scrivere a causa del cattivo funzionamento del depuratore centrale di Pistoia.

Leggo sui giornali dei cattivi odori dal depuratori centrale di Pistoia per un guasto all'impianto di dosaggio della calce nella vasca di post-ispessimento.

Una nota dell'ARPAT aggiunge che si tratta di una parte dell'impianto di cui, già in passato, era emersa la criticità in relazione al problema dei cattivi odori di quel depuratore che - non dimentichiamolo - è in via di potenziamento da 60.000 a 90.000 utenti (a quanto mi consta).

Il personale di Publiacqua ha immediatamente avviato le attività per ripristinare il regolare processo di trattamento del fango. L'aspetto curioso è che l'immediata attivazione del personale. Mi domando, però, dove sia stato il personale fino a quel momento; non hanno forse l'olfatto? Sono forse sprovvisti di narici oppure utilizzano, per operare, maschere antigas. E' infatti un aspetto curioso ed una nota dolente che siano i cittadini a dover, ogni volte, attivare l'ARPAT che, per fortuna, ha un numero verde (800800400) piuttosto sollecito nell'intervenire.

Speriamo che questa ennesima protesta produca qualche riflessione a livello istituzionale visto che per il 19 gennaio p.v. è stato convocato un Consiglio comunale aperto dedicato interamente ai rapporti fra l'azienda Publiacqua, il Comune di Pistoia ed i cittadini. Suggerirei di dedicare una parte del Consiglio comunale al funzionamento o, meglio, al malfunzionamento dell'impianto di depurazione centrale, invitando a partecipare il servizio ispettivo ARPAT.

Infine, un suggerimento per Publiacqua. Se - come sostiene l'azienda pubblica- tutto è in ordine, apra l'impianto alla cittadinanza e non continui oltre con quel muro di omertà e di indisponibilità a fornire informazioni che si riscontra nei vostri uffici, se e quando si viene ricevuti o ascoltati. Facciano visitare alla popolazione che abita vicino, si informi periodicamente di quali sono le condizioni attuali e le prospettive future, le tecnologie che impiegate e quelle che intendono adottare.

Altrimenti si constringe la popolazione, periodicamente, a continuare a chiamare ARPAT per far rilevare deficienze e malfunzionamento: il che non giova nè a Publiacqua né alla città nel suo insieme né a quei cittadini che abitano vicino.

Alfio Gori

 

 

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