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Luci, regali e buoni sentimenti, oggi. Ma il Natale non fu sempre così. Comunque, auguri.

L’ opinione pubblica, la politica  e i governi si confrontano con il dramma e con la sfida periodicamente riproposti dalle migrazioni di massa. E sono in molti coloro che hanno in mente soltanto muri e cavalli di frisia.

Eppure uno sguardo alla storia dell’ umanità mostra che siamo tutti dei migranti. La Bibbia ad esempio si rivela non a caso una biblioteca infinita di storie di migrazioni scritte per un popolo nomade, il popolo di Dio, da Adamo fino a Gesù e agli Apostoli. Il modo in cui viaggiamo e siamo ospiti, il modo in cui andiamo incontro ad altri migranti, mostra quale sia il nostro atteggiamento nei confronti del genere umano e nei confronti della nostra misteriosa origine e della nostra ancor più misteriosa destinazione.

E, nel “Libro”, possiamo vedere con quanta intensità gli esseri umani abbiano pensato alla fuga e alla migrazione già più di due millenni fa.

Andiamo per titoli.

         Adamo, cacciato dal Paradiso, all’ origine dell’ umanità.

         La genesi pullula di episodi di fuga e di migrazione.

         Le grandi storie della Bibbia, di Giuseppe e i suoi fratelli, di Noemi e Rut, si sviluppano su palcoscenici stranieri.

         Il viaggio è lo scopo del genere umano.

E ora chi glielo dice a Salvini che anche lui è un migrante?

Sul monte Sinai Dio richiede al suo popolo liberato un impegno in cambio della liberazione ottenuta: “Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la sua condizione, perché siete stati forestieri in terra d’ Egitto”.

E il Libro dell’ Alleanza e il codice di santità prescrivono: “Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi”. (è lo jus soli). La fuga di Israele in Egitto e l’ esodo li ritroviamo nella prima infanzia di Gesù il quale diventa un predicatore errante che “non ha una tana come le volpi e non ha un nido come gli uccelli”. I suoi discepoli vanno in giro per il mondo con lui e, dopo la sua resurrezione, Egli estende la loro missione al mondo intero: “Andate dunque e fate discepoli in tutti i popoli”.

Per cui il mondo intero è affidato in custodia all’ umanità nel suo complesso e noi non abbiamo altra alternativa che coltivare, insieme, questo bene comune.

Perché noi tutti siamo sempre stati dei migranti sulla strada verso l’ eternità; ospiti sulla terra, portiamo con noi la Bibbia insieme ad altri grandi libri che ci hanno indicato la strada da percorrere. Il modo in cui noi viaggiamo e siamo ospiti, il modo in cui andiamo incontro ad altri migranti, mostra quale debba essere il nostro atteggiamento nei confronti della nostra misteriosa destinazione.

Si, ma ora chi glielo spiega a Salvini che l’ aiuto ai profughi comincia ai tempi di Erode e che il viaggio di Gesù e dei suoi per scampare alla strage li rende simili alla folla disperata che cerca, oggi, la salvezza da noi?

 

Auguri di Buon Natale

                 

Gianpiero Ballotti

Gli Amici di Groppoli

 

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