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Padule di Fucecchio. La tutela della fauna e della flora è un'attività di rilevante interesse pubblico

Monsummano - Frasi scomposte e prive di alcun fondamento logico: non sapremmo come meglio definire le dichiarazioni di alcuni rappresentanti di associazioni venatorie locali, che hanno voluto trovare un nesso fra la situazione di crisi nella quale versa il Centro di ricerca del Padule di Fucecchio e le operazioni antibracconaggio portate avanti nell’area palustre da guardie venatorie volontarie e da carabinieri forestali.

Premesso che gli Amici del Padule di Fucecchio sono solo un socio del Centro RDP e che quindi, come correttezza vuole, questo comunicato esprime solo la posizione della nostra associazione, ci preme fare un paio di considerazioni.

La prima è che quando vi sono controlli per ripristinare la legalità tutti dovrebbero dichiararsi soddisfatti. E che ci fosse necessità di questi controlli lo dimostra il fatto che, nonostante il campo fosse stato preannunciato con un comunicato stampa, in pochi giorni sono stati elevate numerose sanzioni per reati amministrativi e penali.

Vogliamo ricordare che la scorsa stagione venatoria nei mesi invernali si sono verificati episodi gravissimi di bracconaggio che hanno interessato in particolare la Riserva Naturale. A più riprese sono stati lanciati dei razzi traccianti all’interno dell’area Le Morette per indurre i numerosi uccelli in essa presenti ad uscire e diventare bersaglio. Questi fatti sono stati oggetto di deposizioni dettagliate ai Carabinieri, documentate anche da foto, da parte dei volontari della nostra associazione. Abbiamo denunciato questi fatti sulla stampa ed anche l’uso di richiami acustici. Non abbiamo avuto contatti con guardie volontarie, ma abbiamo scritto un rapporto dettagliato al Ministero dell’Ambiente.

La seconda considerazione riguarda un corollario delirante riecheggiato in varie dichiarazioni. La tesi è che “se le associazioni ecologiste vogliono gestire le aree protette, dovrebbero sostenerne i costi di tasca loro”. E’ incredibile che a questi signori, che noi vorremmo incontrare, non sia mai venuto in mente che tutelare la natura, la flora e la fauna, all’interno di un’area di proprietà pubblica come la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio sia un’attività tecnica di rilevante interesse pubblico. Non sanno evidentemente che esistono precisi impegni normativi che obbligano lo stato attraverso le sue articolazioni territoriali a tutelare le aree di rilevante interesse per la biodiversità. Ignorano evidentemente che la buona gestione della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, sia stata il frutto del lavoro di esperti, che hanno messo a punto un protocollo operativo, e che esso è stato attuato da professionisti qualificati, coadiuvati dall’aiuto volontario dei nostri soci.

Sarebbe come dire che i medici e gli insegnanti dovrebbero finanziare rispettivamente la sanità e la scuola! 

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