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Festival del blues, la strada del bando è sbagliata

Pistoia - Mi occupo poco di politica attiva, ciò non significa non essere sensibile ai problemi della città in cui vivo e lavoro da oltre venti anni.

Attualmente commerciante, ma con un trascorso lavorativo nel settore musicale, in qualità di promoter organizzatore di concerti, collaboratore dei più noti impresari italiani del settore tra cui Sergio Bernardini di Bussola Domani in Versilia: per tre anni consulente della O.A.I di Aragozzini per il festival di Sanremo negli anni 1989 e 1990, per poi produrre concerti in tutta Italia.

Signor Sindaco, sono a scriverle a proposito del Pistoia Festival Blues. Quello appreso nei mesi scorsi, dopo la sua nomina a sindaco, gli articoli sui quotidiani dei giorni scorsi, hanno suscitato in me qualche perplessità . Sono stato felice della scelta di riportare il mercatino nella sua giusta collocazione e considerazione, attrazione negli anni per il Pistoia Blues. Ma questo non è il punto.

Se lei avesse conoscenza, con i suoi collaboratori, del mondo dei promoter della musica, non ascoltata o suonata, ma di quella organizzata, non avreste scelto la strada del bando.

Non so da dove abbiate tirato fuori questa nuova iniziativa; da quello che avete anticipato, sulle regole per partecipare al concorso, si nota subito che di organizzazioni musicali, concerti festival ad un certo livello avete poca esperienza .

In Italia fare il promoter organizzatore, è abbastanza complesso; nel nostro paese le grandi organizzazioni, i promoter che decidono come e dove fare musica a livelli nazionali ed internazionali, sono pochi e vanno conosciuti.

Questi “signori” della musica, hanno rapporti radicati nel tempo, e non è facile, se non si è conosciuti o addirittura soci, acquisire nomi di prestigio, in parole povere se non sei "agganciato, non organizzi nemmeno il concertino di Natale.

Lei egregio Sindaco, ha scelto una strada che andrebbe bene senz’altro per costruire una strada, un'appalto pubblico. Da una parte ha chiuso un rapporto contrattuale (anche se scaduto) , con un direttore artistico di grande ed unica competenza, questo lo potrà chiedere a chi vuole, anche ai vertici degli organizzatori. A mio modesto avviso, dopo 30 anni di rapporti con la città e le varie amministrazioni, sarebbe stato più giusto e corretto trovare il modo di dire addio alla Bluesin . Non spetta a me fare l’avvocato difensore, ma quando c'è di mezzo l'interesse pubblico, per giunta nel mio vecchio settore che conosco bene, mi sono chiesto perché questa scelta. Ho letto che avete dato motivazioni di trasparenza, il non voler dare direttamente ad una organizzazione il festival, ma questo significa solo che non avete le idee chiare, forse avete paura delle critiche, che vi pioveranno lo stesso addosso, magari scegliendo in modo sbagliato, oppure chissà chi e come sceglierete il successore.

Qualcuno si potrà chiedere: perché la Bluesin di Tafuro non ha partecipato al bando? La risposta è tra le righe di quello che è stato detto, riportato, da tutto il palazzo di Giano, o quasi tutto. Forse i toni utilizzati ed espressi in quel primo consiglio comunale, erano fuori luogo . Credo che gli artisti in cartellone quest’anno fossero di primo piano. Le responsabilità per cui il festival blues quest’anni è andato così vanno attribuite ad un Sindaco che avrebbe voluto fare tutto da sé.

Inutile ribadire la professionalità di Giovanni Tafuro, oltre che la competenza: da anni organizza questo festival, oltre al altre esperienze in tutta Italia con altri festival, prestigiose collaborazioni con i più importanti promoter e produttori internazionali. In Italia vengono organizzati circa 40 festival della musica, più o meno importanti, Pistoia blues, è collocato tra i migliori e i più conosciuti festival d Italia.

Piazza Duomo, con una capienza media di circa 7000 persone, non può supportare concerti, di grandissimo spessore, anche se Tafuro, è riuscito ha portare i grandi nomi del panorama rock e pop internazionale.

Le tentate innovazioni al festival blues degli ultimi anni, non sono state valorizzate abbastanza, ma non è cambiando organizzazione drasticamente, che si risolve il problema, ma lavorando insieme, trovando e cercando nuove strategie, che senz’altro la Bluesin aveva e avrebbe potuto mettere in atto se, la Giunta avesse fatto il proprio dovere, ovvero quello di concedere sponsorizzazioni importanti per la promozione del Festival .

Sono più che certo , che il Comune di Pistoia , non abbia recitato la propria parte, anzi, a mio parere ha messo troppi bastoni tra le ruote.

Voglio ripetere il concetto che, avendo scelto di fare il concorso pubblico per organizzare il festival, potrebbero arrivare domande da persone, che pur facendo questo lavoro da oltre 5 anni, non sono poi all'altezza per poter scrivere un cartellone degno del nome di Piazza Duomo.

Poi sarebbe importante conoscere il criterio di scelta del promoter o della organizzazione, e chi si prende la responsabilità della scelta: pure questa è trasparenza. Tra l 'altro, siamo già a novembre e in piazze importanti come Firenze, Livorno, Lucca già ci sono i primi nomi di chi è in tour in Italia nei mesi caldi: a Pistoia senza un progetto pronto, cosa farà? Magari qualche organizzatore vorrà portare qualche nome, ma del festival blues cosa rimarrà ?

Tengo a precisare che conosco personalmente i fratelli Tafuro della Bluesin di Pistoia da pochi anni, ma li ho sempre conosciuti tramite i più noti promoter internazionali, come persone professionali e competenti.

Bruno Giuliano Galeotti

ex promoter di OnlyMusic

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