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La verità sugli espropri dei terreni della famiglia Arcangeli

SERRAVALLE - Chiedo di pubblicare una mia personale risposta, con precisazioni, a un paragrafo del libro scritto dalla ex sindaco di Serravalle Pistoiese Enrico Pratesi.

A pag 52 nel paragrafo “Masotti”, l'ex sindaco, parla di mio padre (il professor dottore Antonio Arcangeli, già capitano medico alpino nella seconda guerra mondiale sul fronte jugoslavo/albanese, e primario di Urologia all’ospedale di Pistoia), definendolo "un uomo anziano con cui era veramente difficile trattare, e i precedenti approcci erano naufragati".

Specifico che alla epoca mio padre aveva 69 anni, quindi non così anziano! Soffriva di cuore con ben due bypass addosso, ma persona pacata, gentile, e non è mai stato convocato in Comune per trattare, demandando il tutto ai suoi tecnici fiorentini, anche a causa della sua malattia, aggravata da questi scombussolamenti.

Sì, perché all’epoca l’amministrazione all’inizio mandava un semplice avviso che dal tal giorno venivano espropriati tot terreni senza altre grandi spiegazioni sul valore riportato dalle tabelle, visibili in Comune. Stop. Un esproprio stile comunista sovietico da regime dittatoriale. Cosa c’era da trattare?

Va considerato che le terre in questione erano degli Arcangeli da generazioni, difese al tempo di guerra, coltivate e quindi il danno era doppio: oltre che affettivo anche economico per il proprietario e per il mezzadro. Così facendo tagliavano in due la proprietà, collina, storica di Masotti.

Per inciso noi non siamo a conoscenza di una trattativa tra un dirigente del Comune e il mezzadro, appunto, sappiamo solo che le cifre riportate sul libro non sono esatte e che la miseria elargita dal Comune non bastava neanche a coprire la liquidazione del mezzadro stesso. E mio padre non decise mai di vendere (altra imprecisione riportata nel libro a pagina 53), ma subì solo l’esproprio cercando di tutelarsi almeno nel possibile.

Quindi non la definirei assolutamente"una bella operazione per il Comune, "bensì un atto che limitò il diritto di proprietà privata (senza repliche, solo con la possibilità di fare causa e di riparlarne dopo vent'anni, quando le costruzioni erano ormai finite e abitate, e mio padre già morto da tempo.…), che dovrebbe essere sancito e rispettato in una repubblica democratica come la nostra.

Concludo dicendo che questo metodo da regime menefreghista totalitario è poi continuato per anni anche con noi eredi per altri espropri e altri abusi da parte del Comune, migliorando pian piano negli ultimi anni.

Questo per la precisione e per ricordare bene la memoria di mio padre.

Massimiliano Arcangeli

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