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“Possibile” Pistoia: no alla Terza corsia, sì ad un’alternativa sostenibile

PISTOIA - Siamo da sempre contrari alla costruzione della terza corsia della Firenze-Mare nel tratto compreso tra Firenze e Pistoia, di cui si discute da circa 20 anni.

Questa rappresenta una risposta vecchia all’annosa esigenza di liberare Pistoia dalla condizione di marginalità nella Piana di Firenze-Prato- Pistoia e di accelerare e infittire la rete dei collegamenti nel sistema metropolitano. E’ superfluo ricordare che i mutamenti climatici in atto e il dissesto idrogeologico non sono dovuti a cause naturali, bensì a fattori umani e a scelte politiche miopi, se non addirittura irresponsabili.

E’ ugualmente conseguente porsi come obiettivo strategico, e non solo come “prospettiva utopistica”, una mobilità alternativa, che riduca le emissioni di gas serra e favorisca il trasporto collettivo su ferro, rispetto a quello individuale su gomma che comporta il potenziamento autostradale. Riteniamo anacronistica e poco lungimirante la realizzazione, per il futuro, di un progetto vecchio di almeno 20 anni, dal forte impatto ambientale (in aggiunta all’impatto prodotto dal raddoppio aeroportuale di Peretola e dagli inceneritori di Montale e Case Passerini ), oltretutto costosissimo (3 miliardi di euro per 27 km), quando questa somma, che ASPI è tenuta ad investire in base al contratto di servizio, potrebbe essere dirottata verso un migliore allacciamento con la rete stradale ordinaria (siamo favorevoli al nuovo casello di Pistoia Est) e verso una migliore eco-compatibilità dell’infrastruttura (barriere antirumore, pavimentazione stradale permeabile e/o mangia-smog).

Nel contempo, la Regione Toscana e le amministrazioni Comunali interessate, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture, dovrebbero dare l’avvio alla progettazione di una mobilità pubblica, efficiente e sostenibile in alternativa alla terza corsia della Firenze-Mare. In questa prospettiva rilanciamo, a distanza di alcuni anni, la proposta di un tram-treno: un sistema di trasporto pubblico su ferro che risponda alle esigenze di mobilità veloce più e meglio di qualsiasi ampliamento autostradale, con una colonna vertebrale, costituita dall'asse ferroviaria Firenze-Prato-Pistoia, ed una rete tramviaria capace di irradiarsi in tutta la zona (Calenzano, Sesto F.no, Campi Bisenzio, Signa, Poggio a Caiano, Montemurlo, Agliana, Montale e Quarrata), partendo dall’Aeroporto Vespucci, che diverrebbe nodo di scambio con la linea 2 della tranvia fiorentina.

Si tratta di una tipologia di trasporto collettivo ottenuto grazie ad accorgimenti tecnologici da tempo sperimentati in Germania e in Olanda (Karlsruhe, Kassel, Saarbrücken, RijnGouweLijn), che assicurerebbe un rapido servizio di collegamento tra i centri urbani dell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. La sua caratteristica è quella di viaggiare su tracciati sia ferroviari che tranviari, a velocità diverse, con una riduzione dei tempi e dei costi per la realizzazione, a servizio di centri la cui la domanda di mobilità oggi trova risposta solo nel trasporto su gomma, per lo più individuale. Per la maggior parte il flusso delle auto da e verso i centri principali dell’area affluisce nell’asse principale costituita dall’A11, ingolfandola nelle ore di punta, tanto che si intende investire risorse economiche e ambientali per il suo ampliamento, con la motivazione paradossale che, riducendo le code, si ridurrebbero le emissioni di CO2 e polveri sottili. Si tratta invece di rendere inutile qualsiasi potenziamento autostradale e tout court del trasporto individuale su gomma, grazie ad una grande opera della mobilità sostenibile, che produrrebbe meno inquinamento e migliore qualità della vita.

E’ inutile dire che il costo per la realizzazione di questo progetto sarebbe considerevole, ma crediamo fermamente che varrebbe la pena investirvi ingenti risorse pubbliche, provenienti dai Fondi Strutturali Europei, dai finanziamenti del Governo, dalla Regione e/o dai Comuni attraversati dal tram-treno, includendo sia i privati che potrebbero essere interessati alla gestione di questo sistema di mobilità, sia Hitachi, come azienda incaricata della progettazione e della realizzazione dei convogli ferroviari- tramviari, oppure i grandi centri commerciali della Piana, che potrebbero trarre giovamento dalla realizzazione dell´opera, se non addirittura, ricorrendo ad un azionariato popolare.

 

Comitato Articolo3 - Possibile Pistoia

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