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Liberi e Uguali: occorre una nuova qualificazione della sanità pubblica

PISTOIA – Una iniziativa di Liberi e Uguali per la sanità pubblica si è tenuta all’auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio.

Introdotta e coordinata da Arianna Benigni, è stata conclusa da Marco De Martin Mazzalon, i due candidati pistoiesi per Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati.
Si è trattati di un ragionamento sul diritto alla salute in Italia, come a Pistoia e che è andato dallo svuotamento della Legge 833/78 (“la più bella della Repubblica, ma mai pienamente applicata” l’ha definita Roberto Barontini) fino ai gravi disservizi di oggi, come quelli relativi all’anatomia patologica a Pistoia che per mancanza di personale medico dà risposte gravemente dilazionate degli esami istologici, che sono invece in certi casi particolarmente necessari e urgenti, come anche ha confermato la vicepresidente dell’Ordine dei medici, dr.ssa Paola David.
“La risposta al problema della cosiddetta sostenibilità del Servizio sanitario Nazionale, che tanto viene sbandierato per giustificare problemi e falsi rimedi – ha detto Mauro Valiani (che sostituiva Nerina Dirindin) – non sta nel ricorso al privato, comunque identificato, perché è stato dimostrato che questa strada, alla fine, costa di più alla collettività per gli oneri riflessi, provoca ingiustizie e non garantisce adeguata qualità”.
La risposta vera sta nel rifinanziamento e in una nuova qualificazione del servizio pubblico che concili i valori della legge 833/78 con le sfide della prevenzione e delle malattie croniche e degenerative.
“Fondamentale è il rapporto tra ambiente e salute – ha detto Paolo Francesconi – che non possono più essere affrontati in termini separati, tanto più in una realtà come quella di Pistoia dove il vivaismo è una risorsa che deve ridurre al minimo il suo impatto sull’ecosistema”.
“Non siamo qui solo per una iniziativa elettorale – ha aggiunto Aldo Fedi – ma anche per porre precisi obiettivi e prendere impegni. A questo proposito ne proponiamo uno per noi fondamentale: quello della apertura nel 2018 della Casa della Salute nei locali dell’ex ospedale del Ceppo, un presidio che deve consentire la collaborazione tra medici di medicina generale, medici specialisti, infermieri e servizi sociali per la qualificata e tempestiva assistenza dei cittadini quando devono far fronte a malattie più o meno gravi”.
Ad esempio la salute mentale – come ha sottolineato Simone Pedri – necessita di interventi urgenti a favore dei lavoratori dei servizi che lavorano in condizioni di estremo disagio nonché a favore delle famiglie dei pazienti che chiedono sostegni che non hanno.
Il ruolo dei Comuni in tutto questo è fondamentale – ha concluso Pier Giorgio Pacini – e deve essere recuperato, perché la partecipazione delle istituzioni locali è strumento in grado di raccogliere le istanze delle nostre comunità per tradurre in tutte le politiche scelte che garantiscano sempre più il diritto alla salute.

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