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Pd, si dimette anche il segretario del circolo delle Casermette

Paolo Poli Paolo Poli

PISTOIA – Dimissioni a catena nel Partito Democratico.

A quelle di Alessandro Giovannelli, segretario dell'Unione comunale di Pistoia e quelle del segretario del circolo di Pistoia Centro, Marco Frediani, si sono aggiunte quelle di Paolo Poli, segretario del circolo PD delle Casermette.

Poli si affida ad una lettera nella quale motiva la sua decisione, che non nasce in seguito alla sconfitta di Samuele Bertinelli.

“All’inizio, Renzi veniva considerato il nuovo con la sua 'rottamazione' e il suo 'cambiare verso', aveva anche avuto un formidabile risultato alle Europee, ma non si ricordò che era lì grazie ai voti presi dal programma (Italia Bene Comune) di Bersani. L'ex segretario fu affossato da un manipolo di 'miseri', i cosiddetti 101, che poi fecero leggi diametralmente opposte a quel programma, con la complicità dei parlamentari, con cui avevamo chiesto il voto ai cittadini su quel programma, spaccando di fatto il nostro partito. Da lì è iniziata la scissione”.

Scissione con i cittadini, confermata dal voto alle regionali del 2015, alle comunali del 2016, e, ancora più marcatamente, con la sonora sconfitta al referendum Costituzionale del 4 dicembre scorso.

Tutto questo, senza compiere una vera analisi politica sui motivi di queste sonore sconfitte, che consentisse di aggiustare la nostra politica, cercando di recuperare qualche milione di cittadini che nel frattempo ci hanno abbandonato.

Un segretario che non riesce a capire questo, vuol dire che non gli interessa il partito; Renzi non si è accorto che la sua segreteria ha quasi dimezzato i nostri iscritti, è stato chiuso circa il 30% dei circoli per mancanza di iscritti, ha perduto qualche milione di voti, ha fatto riforme poi bocciate dalla Corte costituzionale, aver voluto politicizzare e personalizzare, la riforma della Costituzione nonostante parte del partito avesse consigliato di non farle.

Ha lasciato che si concretizzasse la scissione, lasciando un partito senza cuore, senza una prospettiva per quella massa di iscritti e simpatizzanti che non si sono sentiti più rappresentati dal nostro partito. Un segretario deve sempre mettere al primo posto il partito, non la sua persona, il segretario cambia, il partito rimane, Renzi ha privilegiato la sua persona di fronte agli interessi di partito, lasciando dietro di sé macerie che difficilmente saranno ricomponibili.

In ultimo, con il renzismo sfrenato, almeno nella prima tornata elettorale amministrativa, abbiamo abbandonato a se stesso il sindaco uscente Samuele Bertinelli, dopo aver votato in assemblea comunale all’unanimità la sua ricandidatura, ma componenti del nostro partito hanno appoggiato un candidato (Roberto Bartoli), uscito dal PD proprio per danneggiare Bertinelli. Sono riusciti benissimo nel loro intento, addirittura parte di loro, non appoggiando il nostro candidato nemmeno al ballottaggio, ha regalato Pistoia, medaglia d’argento alla Resistenza, dopo 71 anni di continuo governo della città dalle sinistre, ad un esponente di Fratelli d'Italia, alleato con Lega nord e Forza Italia, nell’indifferenza assoluta del Pd nazionale.

Pertanto, avendo il nostro partito abbandonato, il popolo di riferimento, e avendo abbracciato una politica liberista che avrà anche consenso, ma non rispecchia più i valori e i principi per cui era stato fondato, non mi sento più rappresentato da esso, con forte rammarico, rimetto la mia carica di segretario di circolo nelle mani del mio Segretario comunale”.

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